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In questi ultimi tempi mi capita spesso di andare in Sicilia, per la precisione a Palermo, e altrettanto spesso mi capita di paragonare due realtà che dovrebbero essere simili ma che invece sono distanti anni luce… le realtà di cui parlo sono la Calabria e la Sicilia, così vicine ma così lontane…lontane molto di più rispetto al breve tratto di mare che le separa geograficamente. Allora io mi domando perché… perché ogni volta che sono al di la dello stretto debbo avvertire un profondo senso di rabbia che attanaglia la mia anima; la rabbia cresce dentro man mano che mi inoltro nel ventre verde e pacioso dell’isola sicula, un’isola che ha saputo trovare il bandolo della matassa per spiccare quel salto di qualità che, purtroppo, la nostra regione non riesce a fare. Poi, però, mi chiedo quanta volontà ci sia, dalle nostre parti, di volerlo fare, quel salto: la risposta, ovvia, la trovo tra mie riflessioni! Quanta voglia di cambiamento può esserci in una terra legata alla lamentela piuttosto che alla fattiva operosità, fatte salve, ovviamente, le dovute eccezioni? Quanta voglia di cambiare può esserci in quegli operatori che non vedono l’ora che la bella stagione finisca perché… “sti turisti mo c’hannu proprio siccatu, ma picchì u ssi nni vannu ara casa loro”? Passato lo stretto, però, le cose cambiano e anche tanto! In Sicilia ciò che ti colpisce è la disponibilità della gente, anche l’educazione, perché no, e la voglia di cambiamento che traspare da quello che ti circonda; posso affermare ciò in virtù di un’assidua frequentazione dell’isola, che mi permette di verificare le mutazioni verificatesi negli anni; poi esistono i denigratori che, nella nostra terra, non mancano mai…ma si sa che dalle nostre parti quando qualcuno è meglio di noi, allora… non vale niente e che i risultati ottenuti (magari migliori dei nostri) sono solo il frutto maturo delle pesanti raccomandazioni! Perché non dovrei scrivere ciò che vedo? Perché, ad esempio, non dovrei raccontare che a Palermo su cento volte che capita di attraversare sulle strisce pedonali almeno novanta gli automobilisti si fermano rispettosamente per cedere il passo ai pedoni? A Cosenza, invece, per cento volte che mi è capitato di attraversare le strade della città (ovviamente sulle strisce pedonali) non riesco a contare le volte in cui ho rischiato l’arrotamento! E i commercianti? Be, in Sicilia entri in un negozio e le commesse sono capaci di smontartelo pur di soddisfare le tue richieste, dalle nostre parti…tranne le dovute eccezioni (che però confermano la regola) meglio non soffermarsi sull’argomento. Poi capita di voler fare un bagno a mare e… lascio a voi concludere la frase per come sentite in cuor vostro di volerla completare! Non è solo questo, parliamo di infrastrutture, di economia, di voglia fattiva di riscatto…e tanto altro; lasciatemi dire che anche la mafia è più intelligente della nostra…proprio non pensavo che un giorno avrei usato queste parole!

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