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L’agenzia europea per l’ambiente mette sotto accusa il settore.


L’agenzia europea per l’ambiente mette sotto accusa il settore. “Insostenibile, bisogna invertire la rotta”

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea, European Environmental Agency) ha pubblicato un rapporto da cui emergono i principali problemi ambientali legati al settore dei trasporti.

L’appello dell’agenzia di Copenaghen è rivolto agli stati membri dell’Unione europea e chiede di integrare urgentemente le politiche relative a questo settore con l’ambiente.

I trasporti, rileva l’agenzia, crescono di pari passo con la crescita del Pil: bisogna quindi disaccoppiare crescita economica e crescita dei trasporti, e dei consegienti impatti negativi su salute e ambiente.

Un dato positivo è che le emissioni di inquinanti prodotte dai trasporti stradali diminuiscono nonostante la crescita del traffico. Il motivo di questo rapporto inversamente proporzionale è da ricondurre al fatto che migliora in parte la tecnologia.

Ma questo non basta, perché anche se diminuiscono le emissioni delle singole auto o dei singoli camion, il numero dei veicoli aumenta. E aumentano anche le emissioni di settori considerati in passato marginali, come quello del trasporto aereo.


Per l’Eea è necessario puntare quindi su combustibili alternativi, come i biocarburanti, che potrebbero in parte risolvere i problemi, ma occorre promuoverli, minimizzando gli impatti negativi. Agire è necessario soprattutto perché bisogna diminuire l’esposizione della popolazione a spesso troppo alti livelli di inquinamento.

Insomma per Copenaghen il sistema complessivo dei trasporti va riequilibrato. Il trasporto su strada e il trasporto aereo crescono continuamente, mentre diminuisce il trasporto ferroviario, il trasporto su autobus nei centri urbani europei e il trasporto marittimo, settore quest’ultimo su cui invece bisognerebbe puntare di più.

Molti servizi e necessità di base dei cittadini sono troppo dipendenti dal mezzo di trasporto o dalla disponibilità dell’auto privata. Chi non dispone di mezzi di trasporto non può essere svantaggiato rispetto a chi ne dispone.

Ma le strutture del mercato e dei prezzi favoriscono invece il trasporto privato. E siccome bisogna riequilibrare trasporto pubblico e privato a favore del primo, è necessario far pagare al trasporto su strada, di merci e di persone, il giusto prezzo. E’ necessario insomma evitare incentivi a chi trasporta merci sui tir, come ha fatto il governo italiano, indirizzandoli invece a compagnie che puntano sulla rotaia o sulle autostrade del mare. Così come è urgente rendere maggiormente economici, confortevoli e a misura di utente, i trasporti urbani, per convincere le popolazioni a rinunciare all’auto privata.

L’Agenzia rileva anche che però, contrariamente a quanto bisognerebbe fare, le politiche nazionali stanno puntando troppo decisamente su infrastrutture che risultano essere del tutto irrazionali.

E’ necessario invece ottimizzare quelle esistenti integrandole in modo razionale e ottimale. Anche perché la direzione che si sta prendendo in varie parti d’Europa, Italia inclusa, mette a rischio gli habitat naturali (vedi l’aeroporto di Malpensa, realizzato e ampliato nel più grande parco interregionale d’Italia, quello del Ticino) e la biodiversità

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