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Ma il Governo c’è o ci fa? Questa è la legittima domanda che viene da porsi alla luce di quanto di scellerato si sta perpetrando nei confronti del meridione d’Italia; stiamo parlando di scorie nucleari, e più precisamente, di un deposito unico da realizzare proprio in un sito individuato, guarda caso, in quella zona dello stivale dove le uniche cose che forse non mancano sono i problemi a breve, medio e lungo termine. La notizia che il Consiglio dei Ministri si fosse impegnato a rivedere attraverso alcuni emendamenti, il decreto n. 314 riguardante lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi al fine di depennare il nome della località di Scanzano Ionico (come unico rimedio alle coraggiose barricate erte dai cittadini lucani a difesa della dignità del comprensorio oltre che a quella di un intero sud ormai stanco di abbassare la testa) sembrava aver cominciato a placare gli animi dei caparbi manifestanti sulla delicata questione?ma, purtroppo, altre nubi si addensano da Napoli in Giù. Infatti dal dossier presentato alla Commissione ambiente della Camera dei Deputati dal generale Jean, presidente della Sogin, sembrerebbe che di siti presi in considerazione per la realizzazione del deposito per lo stoccaggio delle scorie radioattive ce ne fossero addirittura cinque, e tutti e cinque localizzati nella terra di nessuno, ovvero, nel meridione! Viene da prendere in considerazione l’idea di sentirsi considerati al pari di una grande pattumiera ed ecco, forse, la risposta all’inquietante interrogativo sulle motivazioni dei tanti disservizi, di ogni genere e luogo, in questo nostro sud sempre più profondo… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO



…Il fatto, poi, che ad essere contrarie agli emendamenti sul decreto 314 siano due regioni del nord, più precisamente Lombardia e Veneto, crea malumori sempre più palesi verso due realtà già identificate, dall’immaginario sudista, nella figura del leader leghista Umberto Bossi che, con le sue esternazioni, non si è mai mostrato molto tollerante verso il meridione d’Italia. Al pittoresco esponente politico nordico di sangue “nostrano” rivolgiamo la preghiera di non pronunciarsi in merito a questa questione, e, questo, per mera dignità non tanto di partito quanto di essere umano pensante.. o quasi. Ma, forse, la cosa che in questo momento stimola maggiormente la nostra capacità di riflettere è rappresentata dal fatto che la decisione di optare per il sito di Scanzano ionico era dovuta al fatto che gli altri quattro presentavano caratteristiche non proprio idonee allo scopo, visto che gli stessi, tra le altre cose, sono a rischio sismico e quindi non proprio sicuri. Ci vogliamo augurare, allora, che la nuova scelta non ricada su una delle rimanenti località individuate in Calabria e Sicilia anche per il fatto che, questa volta, la protesta potrebbe dilagare al pari di un torrente in piena tracimando il limite della ratio e della ragionevolezza, i moti di Reggio hanno insegnato qualcosa? Staremo a vedere, per intanto chiediamo ai signori governanti di cimentarsi nell’affannosa ricerca di un nuovo sito anche al nord, già, perché ci si comincia ad interrogare anche sulle motivazioni per le quali questo benedetto sito debba essere ricercato solo ed esclusivamente al sud! Perché non pensare alle alpi o magari nelle vicinanze di qualche bella villa lombarda o emiliana? Magari si potrebbe pensare alle risaie del ravennate o alla laguna veneta, niente male come idea! Egregi signori governanti, sessant’anni di umilianti mortificazioni nei confronti del sud, nel caso voi pensaste di relegare proprio qui le vostre scorie, vi farebbero trovare un’intera popolazione in rivolta e i moti di Scanzano vi sembreranno una passeggiata. Suggeriamo, quindi, di riflettere e molto a lungo sul dato appena fornitovi, perché questa scelta non pensiamo verrà perdonata tanto facilmente…vedere per credere!

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