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Ma quando un cittadino si rivolge ad un’associazione cosa si aspetta? Questa è una bella domanda, a cui tentiamo di dare una risposta. Una premessa, però, è d’obbligo e cioè che anche in questo campo esiste una forte divisione tra nord e sud! Il cittadino del Nord, infatti, è attento al mondo dell’associazionismo, lo sostiene, contribuisce alla sua crescita, insomma, gli da la forza necessaria a curare, nel migliore dei modi, gli interessi collettivi. In questo modo, le associazioni possono agire con la forza dei numeri al costo della modica cifra dell’adesione. Nel Sud, invece, e siamo alle solite, il cittadino, forse per antiche abitudini, vede nell’associazionismo un grande insieme di crocerossine pronto ad agire ad ogni suo comando e gratuitamente, non tenendo minimamente in conto che per esistere, le associazioni hanno bisogno del sostegno dei fruitori. Senza questo muoiono. A volte, poi, le associazioni rappresentano il classico dito dietro il quale nascondersi, un po’ della serie armiamoci e partite, ma non deve essere così perché associazionismo è sinonimo di collaborazionismo! Ad aggravare questa situazione c’è il fatto che al Sud il mondo dell’associazionismo è diviso e in forte competizione con se stesso, come se l’obiettivo da raggiungere non sia poi il medesimo. Il cittadino deve, necessariamente, sapere che il mondo dell’associazionismo è regolato da Statuti che ne limitano, a seconda dei casi, il raggio d’azione. Capita, a volte, che qualcuno chieda cose impossibili, denigrando poi l’associazione di turno se questa non riesce a soddisfare la sua richiesta. Altre volte il cittadino, magari esasperato da tante angherie subite chiede alle associazioni di marciare contro l’ordine costituito, la qual cosa, è di difficile realizzazione…PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



…Insomma bisogna capire che dietro l’associazionismo, soprattutto al sud, ci sono tantissimi sacrifici da parte di operatori tenaci e instancabili che sormontano mille difficoltà che affrontano tante battaglie….che, magari, non vengono sbandierate ai quattro venti ma che in realtà ci sono. Allora tutto questo merita rispetto! Spesso, questo rispetto non c’è, anzi, si avverte una sorta di diffidenza soprattutto quando si chiede il pagamento della quota associativa.. E’ troppo comodo non pensare ai costi di gestione, è troppo comodo non pensare che un’associazione deve necessariamente pagare un fitto per la propria sede, la bolletta del telefono e quella della luce….altrimenti gli Enti erogatori tagliano, inesorabilmente, i servizi erogati! Insomma deve esserci una maggiore collaborazione tra sociale e associazioni che operano al suo interno, e chi è più protagonista del sociale se non il cittadino? E allora, perché, associazioni e cittadini non debbono vivere in armonia? Ci guadagnerebbero sia gli uni che le altre attuando una tutela reciproca.

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