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La scienza medica ha ufficialmente riconosciuto la possibilità che l’atmosfera sia in grado di determinare una influenza sullo organismo dell’uomo: nasce, in questo modo, il concetto di metereopatia. Vediamoci chiaro.


Il cielo, l’aer degli antichi carmi: dalla notte dei tempi l’uomo vi ha rivolto il suo sguardo, per benedirlo o maledirlo, per coglierne funesti o favorevoli presagi.

Compagno e complice di romantiche avventure o sede dell’ira funesta di Zeus, è sinonimo di trascendenza o della sua negazione: “Dio non l’ho trovato”! rispose sprezzante il primo uomo (non a caso sovietico) in grado di raggiungerlo!

Il cielo, lo stesso al quale si rivolgevano i primi cristiani dopo che alcuni di loro vi avevano visto scomparire il Cristo (“Padre che sei nei cieli…); o dal quale gli antichi Apaches aspettavano i segni propiziatori del Grande Spirito della Prateria.

Certo, son passati millenni da quando l’uomo credeva che i pianeti della volta celeste condizionassero la sua vita, fino a farne una vera e propria religione come accadde in Mesopotamia durante l’epoca caldea dell’impero assiro-babilonese, allorquando l’astrologia si identificava con l’unica tecnica religiosa in grado di relazionare gli esseri umani con gli dèi.

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e l’astrologia ha ceduto il passo all’astronomia, restando relegata negli ambiti della pur diffusa superstizione di chi vorrebbe far credere nella capacità dei pianeti di condizionare, predeterminandola , la vita dell’uomo.

Tuttavia, recentemente la scienza medica ha ufficialmente riconosciuto la possibilità che l’atmosfera sia in grado di determinare una influenza sullo organismo dell’uomo : nulla a che vedere dunque con l’astrologia trattandosi di una vera e propria disciplina scientifica: la Metereologia .

Chiunque, del resto, seppur in maniera diversa e con varie sfumature deve ammettere di risentire delle modificazioni atmosferiche: raramente si incontra, ad esempio, chi non soffra dell’alto tasso di umidità delle afose giornate estive o chi non modifichi il proprio umore a seconda della presenza o meno di perturbazioni atmosferiche. Tant’è che statisticamente i popoli nordici, sottoposti a periodi di minor irraggiamento solare, sono costituzionalmente più depressi rispetto ai popoli meridionali.

(Francamente non ho mai incontrato un africano che soffra di depressione o di attacchi di panico!).

Un esempio ormai codificato di come l’uomo subisca l’influenza…”del cielo” è rappresentata dall’anemopatia (dal greco anemos che vuol dire vento).

Da qui una serie di sintomi clinici che vanno sotto il nome di sindrome del vento dell’est, sindrome dello scirocco, sindrome del Phon , sindrome del vento del sud, sindrome del vento del deserto, sindrome dei periodi temporaleschi, sindromi del fronte ciclonico e così via.


Gli scienziati hanno scoperto che in coincidenza delle modificazioni atmosferiche l’aria si carica di ioni positivi che vanno ad alterare la funzionalità principalmente dei neurotrasmettitori con una serie di ricadute sul benessere dell’organismo. Il soggetto metereopatico presenta una riduzione dell’attività corticosurrenalica con conseguente minor produzione di quegli ormoni (adrenalina e noradrenalina in primo luogo) la cui carenza è alla base di molte manifestazioni di tipo depressivo. Da qui sensazioni varie, che vanno dall’affaticamento alla depressione, dall’astenia alla irritabilità.

Nei soggetti predisposti il malessere sopraggiunge molte ore prima che si verifichi la modificazione atmosferica, comportando insonnia, ansia, irrequietezza, abnorme risposta anche a modesti stimoli esterni ed a seguire possono presentarsi cefalea, edemi, maggior produzione di urina, cardiopalmo, accentuazione delle reazioni allergiche, difficoltà nella deambulazione e nella concentrazione , senso di facile stancabilità fino alla ipoglicemia.

I soggetti immunodepressi come i bambini o gli anziani possono subire maggiori conseguenze fino ad un vero e proprio shock metereologico.

Secondo uno studio americano le brusche variazioni climatiche favorirebbero i fenomeni calcolotici sia a livello renale che epatico.

Se, dunque, il vostro datore di lavoro o qualche vostro amico oggi sembrano accondiscendenti e premurosi e domani no, o se vostra moglie (per natura soggetta a cicli fisiologici) il giorno prima vi riempie di attenzioni per poi togliervi il saluto l’indomani, non chiedete loro di che segno sono ma…alzate gli occhi al cielo : può darsi che sia in vista…un bel temporale!

PINO BARBAROSSA

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