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Dimenticarsi dei propri figli, ignorare le problematiche dei giovani in crescita e bisognosi di attenzioni a profusione! Queste ed altre sono le realtà dell’odierna Società: Proponiamo un’analisi delle conseguenze di tale fenomeno.



il sonno del sistema “genera” mostri?

Le cause del disagio giovanile, prologo di tante problematiche, possono essere comprese e valutate nella giusta dimensione solo se si analizza la crisi di tre grandi istituzioni preposte all’educazione ed alla formazione delle nuove generazioni: Famiglia, Scuola, Società.

Con la definizione di “disagio giovanile”, si intende quella particolare situazione di vita in cui si manifestano dei disturbi (sofferenza, disadattamento, etc.) che portano squilibri neI rapporto che il ragazzo ha con se stesso e con l’ambiente con cui si relaziona.

Nel nostro periodo storico, le famiglie si stanno “disgregando” e sempre più spesso i figli scontano errori carenze di preparazione ed errori commessi dai propri genitori, quali: mancata trasmissione di principi sani, assenza di regole corrette e non imposte con autoritarismo, eccessiva libertà, etc.

Le forme di difficoltà a carico della Scuola si possono individuare in: difficoltà nell’applicazione di una metodica tesa all’ottimizzazione dell’apprendimento e di una comunicazione educativa, difficile integrazione scolastica, carente dialogo Scuola – Famiglia, abbandono scolastico, etc.

Le forme di disagio giovanile a carico della Società possono ricondursi a : amicizie devianti, rapporti con l’altro sesso condizionati da apprendimenti scorretti, consumismo, progetti e prospettive per un futuro incerto.

A queste condizioni, si assiste all’instaurarsi di un disagio primario (con comportamenti che si allontanano dalla norma, in modo via via più ingravescente) e di un disagio secondario (in cui si ha la strutturazione del comportamento deviante su cui influisce la “reazione sociale”). In altri termini, da una parte il ragazzo acquisisce il comportamento deviante per carenze della Società, dall’altra parte la Società reagisce contro di lui.

Cosa fare?

Costringere gli Enti preposti (scuole, ASL, ministeri ed assessorati competenti, etc.) a promuovere, organizzare e realizzare con l’ausilio di specialisti qualificati (e non raccomandati!), dei corsi miranti alla formazione di genitori preparati, docenti in grado di implementare le risorse dei propri allievi e tutte quelle figure professionali utili a trasformare l’essere umano in risorsa del territorio.

Basta con IGNORANZA, PRESUNZIONE ED IPOCRISIA!

Sara Rosaria Russo – psicologa psicoterapeuta – Direttrice SFPID

Per approfondimenti sull’argomento: IL DISAGIO GIOVANILE – IMPORTANZA DI UN RAPPORTO EDUCATIVO EFFICACE – Rosaria Russo – Lombardi Ed. – ROMA 1994

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