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Mario Samarughi, creatore del telecomando che oscura il video, mediante il tasto “blind”, un dispositivo che “acceca” le immagini indesiderabili trasmesse dalla televisione, spiega in che consiste il suo meccanismo di protezione, lamentandosi di…

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Un’arma brevettata

Un chip sul telecomando, una lieve modifica del software tv e il gioco è fatto: il tasto “blind” consente, infatti, di eliminare temporaneamente la luce catodica, oscurando il video e, di conseguenza, le immagini scabrose o violente trasmesse dalla televisione. “Il tasto “blind” è specularmente analogo al tasto “mute”, che elimina istantaneamente l’audio lasciando in funzione il video”, spiega Samarughi.

“Si tratta di un semplice tasto aggiuntivo che costerebbe alle industrie produttrici di tv trecento lire in più per ogni apparecchio fabbricato. Un costo limitato, dunque, che permetterebbe però al telespettatore di diventare finalmente un soggetto attivo nella fruizione della tv, rispedendo al mittente tutto ciò che non è gradito alla vista”.

E i bambini, che tipo di protezione avrebbero?

Il “blind” – continua Samarughi – è l’unico dispositivo che consente di tutelare lo spettatore dalle immagini trasmesse in diretta. Se un conduttore annuncia che stanno per essere trasmesse immagini violente o scabrose, si può azionare il tasto “blind” che spegne il video per tutta la durata delle immagini. L’audio rimane e ci dà il segnale di “cessato allarme”, dopodiché si possono ripristinare le immagini”.

Ma ci dovrebbe sempre essere un adulto accanto al bambino, per azionare il tasto del telecomando?

“Il “blind” – risponde il suo inventore – protegge i bambini dalle immagini che sono costretti a subire loro malgrado. Ma c’è anche una funzione che permette di programmare l’orario di “oscuramento””. Intanto il dispositivo creato da Samarughi ha appena ottenuto, il 5 dicembre scorso, il rilascio del brevetto europeo valido per Italia, Francia, Germania e Inghilterra. Nel 1999, aveva ottenuto anche il brevetto negli Stati Uniti, mentre nel 1997 quello italiano.

Un appello all’Authority

“Sono anni che chiedo alle istituzioni di intervenire per l’adozione del tasto “blind”, ma ogni ministero al quale mi sono rivolto si è dichiarato non competente rinviando la palla ad altri soggetti. La stessa Authority, dice che la competenza è esclusivamente del Parlamento”, racconta Mario Samarughi. A partire dal 1996, il dispositivo, poi, è stato oggetto di diverse proposte di legge, tutte rimaste lettera morta”.

L’ultima sfida che l’inventore del “blind” lancia è indirizzata direttamente all’Authority per le garanzie nelle comunicazioni, attraverso una lettera inviata l’11 dicembre scorso alla Presidenza della Repubblica.

Mi rivolgo direttamente a Enzo Cheli – dice Samarughi – perché risponda a questo interrogativo:

La mancanza di una strumentazione specificatamente atta al controllo del video si configura come una grave omissione tecnica, di carattere oggettivo?

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