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Il leader e la leadership.
di Giovanni del Mastro  

24 novembre 2002

Un lavoro di "fino" per capire come, dall'anticonformismo e dall'indipendenza verso l'opposizione del gruppo, possa nascere un leader.


 

LA MANCANZA DI CONFORMISMO E’ SPESSO CLASSIFICATA SOTTO IL TERMINE GENERALE DI "NON CONFORMISMO", MA SFORTUNATAMENTE QUESTO TERMINE FA PERDERE ALCUNE IMPORTANTI DISTINZIONI CHE SI COLGONO NEL COMPORTAMENTO DI OPPOSIZIONE ALLA PRESSIONE DEL GRUPPO.

NON TUTTI GLI ATTEGGIAMENTI DI NON CONFORMISMO SONO UGUALI.

UN TIPO IMPORTANTE DA DISTINGUERE DAGLI ALTRI E’ QUELLO CHE POSSIAMO CHIAMARE ANTICONFORMISMO. E’ IL CASO DI UNA PERSONA CHE SI OPPONE ATTIVAMENTE AL GRUPPO, ASSUME ATTEGGIAMENTI DI NEGAZIONE E DISSENTE ENERGICAMENTE.

L’ANTICONFORMISTA NON SOLO RIFIUTA DI ACCORDARE I PROPRI GIUDIZI A QUELLI DEL GRUPPO, MA I SUOI GIUDIZI ED AZIONI TENDONO AD ESSERE RESPINTE DALLE NORME DEL GRUPPO.

EGLI CERCA DI ALLARGARE IL DISSENSO TRA SE’ E IL GRUPPO. L’ANTICONFORMISTA PUO’ COSI’ ESSERE INDOTTO A RIFIUTARE AD OGNI COSTO LE CREDENZE E LE AZIONI DEL GRUPPO, ANCHE QUANDO E’ CONSAPEVOLE CHE IL GRUPPO HA RAGIONE.

SI POTREBBE AFFERMARE CHE LE AZIONI E LE COGNIZIONI DELL’ANTICONFORMISTA SONO INFLUENZATE DA QUELLE DEL GRUPPO NON MENO DI QUELLE DEL CONFORMISTA.

PER L’ANTICONFORMISTA IL GRUPPO SERVE COME GRUPPO DI RIFERIMENTO NEGATIVO. L’ANTICONFORMISTA PUO’ SODDISFARE BISOGNI AGGRESSIVI ED ESIBIZIONISTICI COL PROPRIO COMPORTAMENTO. EGLI PUO’ ESSERE MOTIVATO DA UNA COMPLETA AVVERSIONE AL GRUPPO E PERSEGUIRE ALCUNE METE ESTRINSECHE.

TALVOLTA IL SUO ANTICONFORMISMO PUO’ SIGNIFICARE CONFORMISMO AD UN ALTRO GRUPPO: IL RIFIUTO DELL’OPINIONE DELLA PROPRIA FAMIGLIA DA PARTE DELL’ADOLESCENTE, PUO’ ESSERE UN’ESPRESSIONE DI CONFORMISMO AL GRUPPO DEI SUOI COETANEI.

DISTINTA SIA DAL CONFORMISMO CHE DALL’ANTICONFORMISTA E’ L’INDIPENDENZA DEL GIUDIZIO DI AZIONE. IN QUESTO CASO L’INDIVIDUO DECIDE CON LA PROPRIA TESTA ED E’ IN GRADO DI ENTRARE O DI USCIRE DAL GRUPPO, COME GLI SUGGERISCE IL BUON SENSO.

LA PERSONA INDIPENDENTE, IN BREVE, NON E’ NE’ INDEBITAMENTE SUBORDINATA ALLA PRESSIONE DEL GRUPPO, NE’ INDEBITAMENTE ISPIRATA DA FORZE CHE TENDONO AD ALLONTANARLO DAL GRUPPO. E’ QUELLA PERSONA CHE HA SVILUPPATO CORRETTAMENTE LA SUA PERSONALITA’ PER CUI RISPONDE ALLE SUE ESIGENZE NEL RISPETTO DEL GIUDIZIO ALTRUI.

 

IN CONCLUSIONE , UNA CORRETTA COMPRENSIONE DELL’INTERO PROBLEMA DEL CONFORMISMO, DEVE TENERE NEL DEBITO CONTO L’IMPORTANZA DELLE DIFFERENZE TRA QUESTE TRE FORME DI REAZIONI ALLA PRESSIONE DEL GRUPPO:

CONFORMISMO - ANTICONFORMISMO - INDIPENDENZA.

 

LEADER E LEADERSHIP

QUANDO TRE O PIU’PERSONE SI RIUNISCONO INSIEME, INTERAGENDO TRA ESSE, TROVEREMO SEMPRE UN LEADER

FIN DALL’INIZIO DELLA FORMAZIONE DI UN GRUPPO CI SARANNO SEMPRE DEI MEMBRI PIU’ ATTIVI DI ALTRI. QUESTI, SARANNO SCELTI DA ALTRI, SARANNO ASCOLTATI E RISPETTATI DI PIU’ E, QUINDI, DOMINERANNO E INFLUENZERANNO GLI ALTRI.

ALL’INTERNO DEL GRUPPO SARA’ L’INIZIO DELLA DIFFERENZIAZIONE TRA IL LEADER E GREGARI.

QUANDO PIU’ UN GRUPPO CONTINUA A CRESCERE, SPECIALMENTE QUANDO DIVENTA PIU’ STABILE, APPARE UNA PIU’ DEFINITA E FISSATA GERARCHIA DI LEADER-GREGARI.

 

L’AVVENTO DEL LEADER E’ FACILITATO DA NUMEROSI FATTORI:

  • AUMENTO DELLA DIMENSIONE E DELLA COMPLESSITA’ DEL GRUPPO;
  • CAMMINO BLOCCATO VERSO IL CONSEGUIMENTO DEI FINI DI GRUPPO;

- MINACCE ESTERNE O INTERNE CHE PONGONO IN CRISI IL GRUPPO;

  • FALLIMENTO DEL CAPO UFFICIALE;
  • PRESENZA DI MEMBRI FORTEMENTE MOTIVATI ALL’ACQUISIZIONE DELLA LEADERSHIP.

 

IN GENERE GLI ESSERI UMANI LOTTANO DI PIU’ PER OTTENERE LA LEADERSHIP IN VISTA DI FINI CHE SONO PER LORO IMPORTANTI.

 

LE FUNZIONI DEL LEADER

LE FUNZIONI DEL LEADER VARIANO DI IMPORTANZA A SECONDA DEI GRUPPI E CORRISPONDONO A QUELLI DEI LEADER DI UNA ORGANIZZAZIONE:

  • LEADER COME DIRIGENTE ESECUTIVO (coordinatore di attività);
  • LEADER COME PROGRAMMATORE (decide i modi e mezzi per raggiungere i fini);
  • LEADER COME FONTE DI DIRETTIVE ( direttive che possono venire dall’alto, dal basso,

dal leader stesso);

- LEADER COME ESPERTO (fonte di informazioni e di capacità tecniche immediatamente

utilizzabili);

  • LEADER COME RAPPRESENTANTE ESTERNO DEL GRUPPO (portavoce del gruppo, è quello che controlla quello -che esce e quello che entra-);
  • LEADER COME CONTROLLORE DEI RAPPORTI INTERNI (dispensatore di gratificazioni e punizioni);
  • LEADER COME ARBITRO E MEDIATORE (quando sorgono conflitti interni);
  • LEADER COME ESEMPIO (modello di comportamento per gli altri);
  • LEADER COME SIMBOLO DEL GRUPPO (il gruppo tende a distinguersi creando unità distintive - distintivi , ecc.);
  • LEADER COME IDEOLOGO;
  • LEADER COME ASSUNTORE DI RESPONSABILITA’ (la gente, tendenzialmente, tende a delegare la responsabilità delle proprie decisioni agli altri ponendo la sua fiducia nel leader delegandogli così la facoltà di decidere. In cambio della sua fedeltà il leader lo libera dalla necessità di prendere decisioni ( Fromm parla della "fuga dalla libertà".);
  • LEADER COME FIGURA PATERNA (transfer della figura paterna sul leader - ambivalenza);
  • LEADER COME CAPRIO ESPIATORIO (l’ambivalenza della figura paterna trova particolare riscontro nel caso del leader che non riesce a soddisfare le necessità personali dei membri - frustrati, delusi, contrariati).

 

Giovanni del Mastro - Psicoterapeuta - Docente SFPID

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