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MA PERCHE’ LAMENTARSI? IN FONDO...
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

4 novembre 2002

Ma perché lamentarsi sempre dei nostri Governanti quando siamo noi che gli permettiamo di tirare le leve del potere? Se ci trovassimo di fronte ad uno specchio, potremmo dire a noi stessi: io non c'entro nulla? E' di moda gridare al voto di scambio subito dopo il periodo elettorale, anzi, ben oltre la promulgazione degli eletti; perché non farlo prima proprio nel mentre ci viene proposto questo benedetto scambio? Abbiamo la coscienza di chiederci quante sono le persone che non hanno ricevuto, in cambio del proprio voto assicurato, delle promesse mirabilanti relative a posti di lavoro (la cui latitanza è arcinota) o piaceri palesemente irrealizzabili? Egregio lettore, nel periodo elettorale tutto si chiede perché tutto diventa possibile, ma poi cosa succede? Esattamente quello che viviamo ogni giorno e cioè il malcontento, scaturito dall'immobilismo di maggioranza ed opposizione in relazione ai problemi annosi quanto seri, di quanti, puntualmente, si lasciano abbindolare dalla solita marea di promesse. Che senso ha allora denunciare i mille problemi che attanagliano il nostro quotidiano se non si è in grado di tentare di proporre qualcosa di concreto nella speranza di risolverli? Abbiamo provato a guardarci intorno e ad osservare quante Associazioni, Comitati, Club esistenti possono riconoscersi in quello che auspichiamo? Perché allora i cittadini suddivisi per ordini e professioni non si riuniscono per creare dei Comitati di studio e ricerca spontanei al fine di proporre, piuttosto che sbraitare, progetti per ogni tipo di problematica? PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



 

Ma perché lamentarsi sempre dei nostri Governanti quando siamo noi che gli permettiamo di tirare le leve del potere? Se ci trovassimo di fronte ad uno specchio, potremmo dire a noi stessi: io non c’entro nulla? E’ di moda gridare al voto di scambio subito dopo il periodo elettorale, anzi, ben oltre la promulgazione degli eletti; perché non farlo prima proprio nel mentre ci viene proposto questo benedetto scambio? Abbiamo la coscienza di chiederci quante sono le persone che non hanno ricevuto, in cambio del proprio voto assicurato, delle promesse mirabilanti relative a posti di lavoro (la cui latitanza è arcinota) o piaceri palesemente irrealizzabili? Egregio lettore, nel periodo elettorale tutto si chiede perché tutto diventa possibile... ma poi cosa succede? Esattamente quello che viviamo ogni giorno e cioè il malcontento, scaturito dall’immobilismo di maggioranza ed opposizione in relazione ai problemi annosi quanto seri, di quanti, puntualmente, si lasciano abbindolare dalla solita marea di promesse. Che senso ha allora denunciare i mille problemi che attanagliano il nostro quotidiano se non si è in grado di tentare di proporre qualcosa di concreto nella speranza di risolverli? Abbiamo provato a guardarci intorno e ad osservare quante Associazioni, Comitati, Club esistenti possono riconoscersi in quello che auspichiamo? Perché allora i cittadini suddivisi per ordini e professioni non si riuniscono per creare dei Comitati di studio e ricerca spontanei al fine di proporre, piuttosto che sbraitare, progetti per ogni tipo di problematica? Chi è al potere non è certo più bravo di noi! Ma v’è di più. Infatti, per non offendere le nostre intelligenze, sarebbe ora di aprire gli occhi e verificare concretamente quanti sono gli esponenti politici in possesso delle competenze giuste per ricoprire i ruoli e le mansioni loro assegnati ma, per piacere, non lamentiamoci più di quello che noi stessi abbiamo contribuito a creare e che, puntualmente, elezione dopo elezione, contribuiamo ad alimentare... rimbocchiamoci, quindi, le maniche ed operiamo per costruire qualcosa di nuovo, di diverso, quindi di duraturo.

Siamo alle soglie del 2003, in pieno terzo millennio: dovremmo solo vergognarci!

Mariano Marchese - Presidente Neutrergon ONLUS - Movimento per la Tutela dei Diritti Umani

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