HOME - GLI AUTORI - LE SEZIONI - VIDEO - LINK
 

Inviaci un tuo articolo

Partecipa anche tu !
Scrivi un articolo

   Cerca nel nostro archivio:
L’accoglienza...
di Vincenzo Andraous  ( vincenzo.andraous@cdg.it )

8 giugno 2019





...deprivata delle sue radici profonde.


LUCI NEL BUIO

Da qualche tempo parlare di accoglienza significa rischiare di perdere il proprio diritto di cittadinanza, scatenare un pandemonio, uno stillicidio di aggettivi e sostantivi a poco prezzo, giudizi e condanne a priori, esternazioni che tranciano di netto qualsivoglia rendicontazione della ragione, ciò che ha necessità di eccellere è il colpo di maglio dell’indifferenza.

Tutto il resto è noia. O quasi.

Eppure non ci trovo niente di buonista nell’accogliere, accompagnare, formare, rendere una vita nuova a chi vita non ha avuto mai, soltanto una qualche sopravvivenza. A mio avviso buonismo becero è non badare ai numeri, alle quantità, alle occupazioni arbitrarie e alle disoccupazioni intellettuali, mentre accogliere quanti sono in fin di vita, quanti non ce la fanno proprio più a sopportare i ceppi dell’ingiustizia, quanti torturati e umiliati piangono senza più lacrime, quanti sono ridotti a piccole cose, senza più alcun valore, non ha parentela alcuna con chissà quale terribile e mal disegnata inondazione dell’essere.

Noi siamo un paese che non è mai venuto meno al proprio dovere civile di aiutare chi sta messo peggio di noi, tanto meno ci siamo mai sottratti alle leggi scritte e fin’anche a quelle non scritte del mare, della terra e del cielo, men che meno alla propria coscienza.

I reati calano, le carceri soccombono al sovraffollamento, i poveri aumentano ma invece, ci rassicurano, siamo un po’ più ricchi, gli sbarchi non consegnano più carne umana, eppure le città e le periferie sono spazi adibiti alla replicanza inarrestabile dei solitudinarizzati.

Insomma tutto fa brodo per inscenare qualche speculazione politica, per fare stare al fondo del barile tutto e il contrario di tutto; a 65 anni sto comprendendo il significato di accoglienza, non perché mi sia deciso a ingrossare le fila del buonismo sociale quanto piuttosto perché, secondo me, accogliere significa accettare la fatica di una prossimità: non soltanto tra me e te improvvisamente sulla stessa strada, ma perché il cuore, la testa, la pancia, stanno connessi, quando di mezzo c’è la persona, il suo dolore, la sua disperazione, e non soltanto per rimarcare il confine ultimo della propria coscienza.

Accoglienza non sottende la prevaricazione dell’altro, neppure il buonismo che è destinato al botto, bensì significa riconoscere l’altro, riconoscere chi sta davvero peggio, chi ha davvero bisogno di aiuto, quella solidarietà costruttiva che costa fatica e sudore e non solamente il furbesco spreco di denari.

Non sono accettabili le accoglienze politiche, tanto meno quelle ideologiche...

Neppure è accettabile rimanere prigionieri di quanto non condividiamo, sebbene comprendiamo la sofferenza di donne, bimbi, uomini innocenti, costretti a rischiare le loro vite per un sogno destinato a morire.

Vincenzo Andraous Counselor, Tutor Comunità "Casa del Giovane" Pavia

SERVIZI
Home
Stampa questo lavoro
(per una stampa ottimale si consiglia di utilizzare Internet Explorer)

Segnala questo articolo
Introduci il tuo nome:
Introduci email destinatario:

STESSA CATEGORIA
Morti...
Terrorismo...
Brigate Rosse e amnesie generazionali.
Un essere vivente davvero speciale.
Eroi di cartone.
Trapezisti di umanitÓ .
Riconciliazione.
Nel recinto chiuso.
Mia figlia non c’Ŕ pi¨.
Finita la festa ...
Studenti, insegnanti e genitori .
Il raglio del mulo.
Morti di serie B.
La Passione Di Cristo.
Come pugni...
EROI DI VERGOGNA
Quella pedata...
Bandane al vento...
Io, ho smesso di fumare!
Educare...
DELLO STESSO AUTORE
Domanda di Grazia a Ges¨.
Il sapore della responsabilitÓ.
La pedagogia della nonna...
I Media e la guerra che non c’Ŕ.
La dignitÓ calpestata.
Parole, sulla paglia facile a bruciare.
La svuota carceri.
Quinto potere.
L’eufemismo dell’inferno di Dante.
Che nessun dorma.
Aspiranti professionisti dell’ultima meta.
Buona vita anche a te...
Droga...
Assalti...
Messia (Il vero significato del Natale).
Natale...
La memoria corta, non Ŕ Pasqua!
La razzia degli intelletti.
Fuori dal mal di vivere.
il raglio del mulo - 2.
ARCHIVIO ARTICOLI
Rubriche
Settore Legale
Medicina, Psicologia, Neuroscienze e Counseling
Scienza & Medicina
Emozioni del mattino - Poesie
Economia, Finanza e Risorse Umane
Cultura
Parli la lingua? - DIZIONARI ON LINE
Proverbi e Aforismi
Al di lÓ del muro! - Epistole dal carcere
Editoriali
Organizza il tuo tempo
PROGETTO SCUOLA
La Finestra sul cortile - Opinioni, racconti, sensazioni...
Legislazione su Internet
Psicologia della comunicazione
La voce dei Lettori .
Filosofia & Pedagogia
Motori
Spulciando qua e lÓ - CuriositÓ
Amianto - Ieri, oggi, domani
MUSICA
Il mondo dei sapori
Spazio consumatori
ComunitÓ e Diritto
Vorrei Vederci Chiaro!
News - Comunicati Stampa
Una vita controvento.

PROPRIETARIO Neverland Scarl
ISSN 2385-0876
Iscrizione Reg. Stampa (Trib. Cosenza ) n░ 653 - 08.09.2000
Redazione via Puccini, 100 87040 Castrolibero(CS)
Tel. 0984852234 - Fax 0984854707
Direttore responsabile: Dr. Giorgio Marchese
Hosting fornito da: Aruba spa, p.zza Garibaldi 8, 52010 - Soci (Ar)
Tutti i diritti riservati


Statistiche Visite
Webmaster: Alessandro Granata


Neverland Scarl - Corso di formazione