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Messia (Il vero significato del Natale).
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it ) e di Vincenzo Andraous  ( vincenzo.andraous@cdg.it )

27 dicembre 2018


Quante belle lettere di Natale, quanti propositi. Ci sono finalmente i buoni a zittire i cattivi! E quante preghiere moltiplicate per dieci, quanto desiderio di un incontro, di un ascolto, per accorciare le distanze, per mettere pancia a terra la paura, per risultare infine persone migliori. Natale porta spesso con sé il carico del coraggio di un qualcosa che inizia (come se fosse la prima volta, anche se si ripete da più di 2000 anni...) non soltanto attraverso le parole che fanno scintillante la notte ma, soprattutto, nel risveglio in mezzo al buio, di traverso a una tempesta silenziosa, innanzi a due occhi bellissimi che scuotono. Due occhi lucidi e profondi come l'anima che traspare al di là della coscienza, della ragione che indaga e accusa. Con le mani fredde ed il cuore in gola, il respiro che non esce, il dolore nei polmoni salire alla gola e fare fatica a respirare. Cari Lettori, la vita di ciascuno dovrebbe essere connotata dalla disposizione del proprio animo a fare del bene. Questo, secondo gli antichi Greci e Romani, richiama a quelle Virtù in cui, probabilmente, Amore, Saggezza, Verità, Giustizia e Bontà, convergono a creare la Stella a 5 punte che ha brillato, la sera del 24 dicembre dell'anno “zero”, per indicare la nascita del Re dei Re. Secondo quello che la Scienza moderna ci spiega (attraverso la Teoria del “Tutto” di Stephen Hawking) ...PER CONTINUARE, CLICCARE SUL TITOLO




...quella specifica “luce”, è tipica della completezza di sviluppo che giustifica la presenza, sulla Terra, dell’Essere umano. A livello potenziale, quest’ultimo possiede la forza che ha generato l’intero Universo: nasce dal raffreddamento della polvere delle Stelle e, di esse, mantiene i segreti della Vita.

Dalla persona retta e corretta (o “giusta” e “perfetta”, rispetto ai Disegni di Ciò che ha creato il “Tutto”) esce sempre una luce, una luce che rasserena, una luce che nutre, conforta, guarisce, purifica e vivifica.

Quella luce (che si promana attraverso fotoni di energia che trasportano informazioni aderenti a Leggi di Natura) verrà notata (anche da lontano) da coloro che percepiscono che qualcosa di speciale si sta manifestando. Una sorta di nuovo Big Bang.

Il termine “Cristo” è la traduzione greca di un termine ebraico (“unto”) dal quale proviene l’italiano “Messia”. Il significato di questo titolo onorifico deriva dal fatto che, nell’antico Medio Oriente, personaggi importanti come Re, Sacerdoti e Profeti, venivano solitamente scelti e consacrati tramite l’unzione con oli aromatici di purificazione.

Ciò che si manifesta dalla “Luce” è, appunto il Cristo (che, potenzialmente, “dorme” in ognuno di noi) e chiunque, anche chi esercita il Potere, non può non esserne attratto.

Ritornando alla natività più famosa della Storia, anche i grandi capi religiosi che credevano di aver raggiunto il vertice, percepiscono inconsapevolmente che, nonostante tutto, manca loro qualcosa rispetto al grado di spiritualità assoluto. E vanno ad apprendere, a inchinarsi, a portare dei doni.

Ecco la ragione della presenza dei tre Re Magi che onorano, coi loro Doni, quel Bambino simbolo della nuova speranza di una sezione aurea che confermasse l’esistenza di un rapporto tra macrocosmo e microcosmo, tra Dio e l’Essere Umano, l’Universo e la Natura: un rapporto tra il tutto e la parte, tra la parte più grande e quella più piccola che si ripete all’infinito attraverso infinite suddivisioni.

L’ORO significava che Gesù era un RE. Il colore giallo, infatti, identifica la SAGGEZZA, il cui splendore brilla sopra il capo di chi genera Luce.

L’INCENSO evidenziava che Gesù era un SACERDOTE perchè, questa particolare resina rappresenta, sul piano religioso, il Cuore e l’Amore.

La MIRRA simboleggiava l’IMMORTALITA’: infatti serviva per imbalsamare i corpi e preservarli dalla decomposizione.

Ecco perchè, Natale non è solamente ricorrenza di meravigliosi balocchi e colori accesi che s’innalzano al cielo.

Ecco perchè deve diventare la ricerca di boccate d’aria rimaste troppo tempo imprigionate, incatenate in attimi di vuoto e di pieno, di vita sospesa. Quella culla e quei due occhi come lune inchiodate, quel volto che non si è mai finito di conoscere, ma che è ora sentire tutt’intorno.

Natale non sta solo a una data, è piuttosto un pensiero che fuoriesce e taglia di netto il sentiero praticato a occhi bendati, sgretola le abitudini consolidate, i sussurri che impongono i piedistalli delle parole a paravento che non stanno scritte da nessuna parte.

La culla è là...

il Bambino tace, ma non è silenzio, assorda, discosta e cancella le celle, i muri e gli steccati. La presenza si espande, rimbalza, prosegue e non smette la sua corsa, neppure quando cadiamo in ginocchio, spossati, svuotati di noi stessi.

Quegli occhi sono sempre lì, vestiti di speranza, sguardi che consentono di ricostruire e ritrovare l’uomo, sebbene nella fallibilità umana. Una riconciliazione che passa attraverso il riconoscimento di se stessi e degli altri, dunque non più sbattendo contro, ma aggirando ogni cortina fatta di barriere materiali e psicologiche, dove c’e’ la costrizione ostinata a sopravvivere, in una realtà che assomiglia ad una sera senza luce dove non si può leggere, solo ricordare.

E’ Natale. E quel Bimbo che dorme, ci conferma una volta di più che Dio non è morto.

Vincenzo Androus - Counselor, Tutor Comunità "Casa del Giovane" Pavia

Giorgio Marchese (Medico Psicoterapeuta, Counselor) – Direttore "La Strad@"

P.S. Si ritiene che i Re Magi, secondo le tradizioni del tempo, fossero anche Astrologi. Si può ipotizzare quindi. che osservando nel cielo alcune configurazioni planetarie eccezionali, ne avessero dedotto che stava per verificarsi un avvenimento straordinario.

Comunque sia andata, al di là di qualsiasi considerazione religiosa, la “nascita” di Gesù ha costituito un movimento di Energia (avvenuto 2000 anni fa) che ha creato uno spartiacque determinando la nascita di un Mito che è divenuta Leggenda. E, come tale, fascino e mistero contribuiscono ad arricchirla.







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