Duemilaquindici. Quello che vorrei...
di Alessandra Gozzi  ( info@lastradaweb.it )

31 dicembre 2014






In fondo, appartiene a tutti noi!


A chi leggerà questo mio scritto, se ne avrà voglia, vorrei dire che, sicuramente quello che cerco, come molti, d’altronde, è che questo 2014 vada via in fretta. C’è chi non è rimasto contento dei risultati conseguiti, degli amici che ha frequentato, della propria forma fisica, del lavoro, etc.

IO, NO!

Non mi sono mai lamentata di ciò che la vita mi ha dato. E si, che son rimasta orfana a soli quattro anni! Ho sempre trovato bellissimo tutto ciò che ho avuto a disposizione, anche se non è stata una villa Hollywoodiana o un lavoro da capitano d’Industria...

Ho conosciuto un uomo fantastico che mi è stato accanto, fin dall’adolescenza e si è aggiunto all’affetto dei miei, importantissimi, familiari. Con lui mi sono sposata e, insieme, abbiamo avuto Giancarlo, adorato da entrambi, più dell’aria che è entrata nei nostri polmoni.

Non avrei desiderato null’altro, per sentirmi felice. Già lo ero, infatti e, niente quello, avrebbe potuto aumentare la mia gioia. Avrei dato la mia vita, pur di preservare il mio “piccolo” da qualsiasi problema.

Il problema è che, il 2014, me lo ha portato via, in maniera tragica. E crudele!

Dicevo, all’inizio, che non vedo l’ora che vada questo anno che mi ha lasciato annichilita. Ovviamente, sono cosciente del fatto che, né il nuovo anno né, tanto meno, quelli che verranno, potranno ridarmi la felicità, cioè Giancarlo.

Il periodo di tempo che la Società racchiude in 365 giorni, dal primo gennaio al trentuno dicembre e che, questa sera, sta per salutarci, racchiude tanta tristezza ma, nonostante tutto, ciò che in questi ultimi giorni mi ha dato la sensazione di riabbracciare il mio piccolo angelo, è stato il vedere la felicità negli occhi di una madre nell’atto di risentire la voce del proprio figlio, dopo venti lunghi anni di silenzi, finalmente spezzati dall’amore incondizionato!

So esattamente cosa può scatenare dentro l’animo di una madre perdere o chiudere un rapporto con chi ha generato nell’amore, con dolore e, sapere che questa donna ha avuto l’occasione di poter riavere suo figlio, mi dà la speranza che, non so dove e non so quando, io riavrò e riabbraccerò il mio meraviglioso bambino!

Auguro, quindi, un sereno anno a tutti voi e concludo con un pensiero particolare a te, mio carissimo Mimmo ,che sei il papá e il marito migliore del mondo: tendi le orecchie, perchè la storia è bellissima!

Un uomo soffriva la cosa peggiore che può capitare a un essere umano: la perdita del proprio figlio. Per anni, in conseguenza di ciò, non poteva dormire e piangeva tutta la notte, fino all’alba. Un giorno o, meglio, una notte, gli apparve un angelo in sogno.

"Basta piangere!"

"Non posso sopportare di non vederlo più"

"Lo vorresti reincontrare?"

Ovviamente, l’uomo annui; quindi, l’angelo, lo prese per mano e lo portò, con sé, in cielo.

"Pazienta un po’, lo vedrai passare".

Ad un cenno dell’angelo, una moltitudine di bambini iniziarono a passare, con vesti candide e con un lume in mano.
"Chi sono?"

"Sono i bambini che hanno lasciato la vostra Terra troppo presto, tutti i giorni fanno questa passeggiata con noi, perché hanno il cuore puro".

"Mio figlio è fra questi?"

"Si. E lo vedrai tra un attimo...”

Finalmente, tra i tanti bambini, passò anche il suo figliuolo e, mentre raggiante, correva ad abbracciarlo si accorse che il suo lume era spento. ..

Figlio mio, perché la tua luce non brilla illuminando la tua anima come quella degli altri?"

"Papà, io accendo la mia candela, come tutti, ogni giorno ma, le tue lacrime, la spengono. Ogni notte. Vorrei che tu, come chiunque abbia perso una persona cara, non piangessi più. Chi è andato non tornerà più. Ma, tu, potrai riavermi, in ogni istante, nel tuo ricordo, con amore!


Con infinito Amore...

Alessandra.

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