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Per quello che non Ŕ.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

2 settembre 2014






E i sogni?



Pensieri degli anni difficili

Ho imparato a contare fino a dieci. Una grande conquista, senza nulla dover reprimere.

Un mese di sorprese e novità, incontri, osservazioni e di grandi riflessioni.

Speriamo non sia tutto un bluf!

Rammarico quando mi accorgo che la scelta non è quella giusta, quando con un po’ di rimpianto mi accorgo di aver sciupato l’istante e cerco di recuperare.

Profumi, da ogni parte, intensi si materializzano nei pensieri e richiamano ricordi.

Quello che facevano i nostri genitori. Il ciclo della vita che inesorabile si ripete senza nessuna noia anche se in ripetizione.

All’improvviso si accendono tutte le ansie, velocemente si trasformano in stanchezza, è arrivato il momento di guardare la verità.

Parlo sperando di mostrare soprattutto la chiarezza, in sincerità ma senza grosse pretese e dopo aver affannosamente spiegato la verità, la mia di verità, mi scontro inevitabilmente con un altro punto di vista.

Non perdo l’equilibrio questa volta. Ho nutrito la mia mente e la mia anima di luce intensa, calore che non brucia, colori smaglianti e profumi delicati e che non si dimenticano. Richiamano al contrario.

Intono un canto dolce e debolmente ritmato. Come piace a me, senza doverlo incastrare nelle righe di un pentagramma obbligato.

Sorrido, è radicato in me e difficilmente si cambierà.

Strana sensazione in questo ultimo giorno di fine vacanze. Alla mente acqua fresca e lunghe passeggiate, sorrisi teneri, sguardi di intesa. Quelli che legano … Come un tempo.

E i sogni? Tanti, infiniti, ricchi.

Non avevo pensato alla fantasia. La scienza della vita, che accompagna il mio percorso ormai da decenni, fa il suo lavoro: l’intuito nell’aggiungere quel famoso tassello, la creatività figlia della trasformazione.

Scrivo. Tutto sul quaderno dei pensieri. Ormai ne sono piena, saranno centinaia le parole sulla carta. Tutte aspettano attenzione, come fossero in sospeso.

Qualcosa è rimasto chiuso nel conflitto del dolore. Non sarà ancora tempo oppure non ce n’è stato il tempo?

Quello che non è.

Quello che non sono.

Quello che non avviene.

Quello che non succederà mai.

Mi raffreddo all’istante e mi pervade un brivido di tristezza e di malinconia.

Due gocce d’acqua perfettamente identiche nella forma e nella trasparenza, ma ognuna porta un carico diverso, una quantità assai dissimile anche se nella stessa dimensione. L’una pronta a scoppiare, l’altra ha ancora tanto spazio.

Un soffio di aria fresca.

Strana questa estate, sembra mai essere cominciata e mai avere fine. Anche nei colori dei paesaggi e nei profumi del verde degli alberi più alti.

Avrò dimenticato?

La paura di aver dimenticato o forse la perfetta compenetrazione. Concetti molto difficili da scorporare. Li lascio insieme.

E … vado avanti.


Fernanda


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