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La strana sensazione di non riconoscersi.
di Anonimo  ( info@lastradaweb.it )

26 marzo 2014






Sono io, quella che osservo?


Racconti, Riflessioni ed Emozioni

La strana sensazione di non riconoscersi... Sono io la donna tutta scarmigliata che appare riflessa nello specchietto retrovisore intenta a cercare di ricomporsi prima di riaprire lo sportello? Ebbene si, sono proprio io . Con i capelli arruffati, il viso arrossato ed uno strano calore per tutto il corpo. Forse il velo che mi avvolgeva impedendomi movimenti e respiro si è squarciato. Almeno un po’. Mi sembra che l’aria inizi finalmente a circolare, e che il ghiaccio dall’interno cominci a sciogliersi. Ma non mi basta. Non è cosi semplice riappropriarsi del contatto con sensazioni che non si sono mai vissute. Come spiegarlo a chi mi sta di fronte senza provare imbarazzo?

Io sento che il velo ancora stringe, e che l’aria di nuovo mi manca. Qualcosa dentro di me si è incrinato per sempre. Da troppo tempo ormai. Non può più essere una cosa spontanea e naturale per me, non riesco ad essere completamente libera. Quando la possibilità di amare resta repressa per troppo tempo, ad un certo punto si rischia di esplodere, oppure di implodere. Si rischia di non distinguere, di non capire le persone, di non comprendere se stessi e di sbagliare con grande facilità. O forse sono io ad essere sbagliata. Non esiste più un modo equilibrato e corretto di risolvere il problema. Non appena si individua una valvola di sfogo bisogna lasciare uscire fuori tutto, e tutto in una volta. Senza riflettere , senza indugiare. Perché se ci si mette a pensare ogni cosa si blocca di nuovo, nei pensieri e nelle azioni. Avrei immaginato che accadesse in modo diverso, ma così non è stato, così non può essere e cosi non sarà. Può darsi che non sia la soluzione del problema, anzi certamente non lo è in assoluto, però può essere un modo di fare un passo in avanti e di smuovere qualcosa dentro.

Credo che alcune cose debbano accadere al momento giusto, entro tempi ben precisi. Non esiste una regola universale valida per tutti, ma di una cosa penso di essere certa. Quando le paure e le insicurezze dilatano il tempo al punto da superare quei limiti naturalmente accettabili l’incanto si rompe, e la magia si spezza per sempre. Non c’è una maniera di recuperare , non si possono ricucire gli strappi. Neanche andare più veloce servirebbe. Manca un pezzo di strada che non si è potuto percorrere, e che non si conosce ancora nonostante l’età. I sentimenti e i comportamenti dovrebbero essere adeguati al numero di anni che anagraficamente ci appartengono, ma l’esperienza non c’è. Non ci si può svegliare di colpo una mattina e acquisire una maturità e una consapevolezza che dovrebbe venire dalla vita vissuta. Riflettendo e ragionando molto si può ottenere da se stessi, ma è sempre troppo poco se non si è vissuto abbastanza. E tutto sembra perdere senso... il primo bacio, la prima volta... quale emozione si può provare ? La voglia di liberarsi, la curiosità, il desiderio di sperimentare , il bisogno o forse l’illusione, di sentire che qualche cosa è ancora possibile. La paura che non ci siano altre occasioni è forte, come anche la consapevolezza che lo scorrere del tempo non contribuisce a migliorare le cose.

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