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Sfumature.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

12 marzo 2013






Già... ma nel mezzo, cosa vive?


 

Pensieri degli anni difficili

 

Sospeso nell’aria, ancorato ad un gancio.

Mi piacerebbe quest’oggi riuscire a parlare, raccontare senza troppi confini, liberamente. Un pezzo di vita, un intenso stato d’animo, un istante di dolore, l’altra faccia della serenità.

Quando la percezione di vivere le cose diventa tangibile e reale, allora ben poco si può fare se non che accettare la verità. Piaccia o no.

Un altro cammino.

Il momento degli applausi.

Passerà.

C’è stato un periodo, non troppo lontano durante il percorso, in cui ero quasi certa della netta ripartizione, della separazione nei pensieri e nei modi di fare, senza che nessun tocco sfumato potesse intervenire ad addolcire i contorni.

Con l’andare del tempo le forme che definiscono i confini diventano sinuose, seguono con più facilità la possibilità di ammorbidirsi e lasciano vedere meglio quello che può esserci oltre. Almeno così dovrebbe essere...

Incredibile come, agganciati ad un respiro, ci vestiamo di complicazioni, evitando gli eccessi però. Ancora una volta gli estremi, la ricerca del confine che definisce il limite senza considerare le sfumature delle tonalità.

È forse arrivato il momento di fare un altro salto?

Cos’è che impedisce la possibilità di cambiare il colore?

Arriva il buio, dopo una giornata intensa, altalenante negli umori, fredda e senza piacevoli sorprese. Prenderla per quello che è non è una passiva accettazione della realtà, bensì un grande segno di maturità, consente di imparare meglio ad osservare, a sentire, anzi ad ascoltare la musica che accompagna ogni stato d’animo. E lì il tuo orecchio si affina, cresce e discrimina i vari suoni che partecipano all’orchestra. L’orchestra della vita.

Sorpresa e un po’ stupita.

Mi affaccio alla finestra e allungo lo sguardo fino a dove mi è possibile. Immagino il silenzio legato all’ombra, ai piedi della collina che si presenta qua davanti a me e ne respiro il profumo. Mi commuovo ascoltando la voce del passato e nello stesso tempo malinconicamente mi accorgo di avere dimenticato.

Già, ma nel mezzo cosa vive?

Gradazioni di colori dai più intensi ai più tenui: sfumano l’uno nell’altro senza brusche variazioni, dolcemente legati da una linea sottile e invisibile.

Mi fermo a rileggere.

Sarò riuscita a raccontare senza confini? Sfumando un pensiero nell’altro, legando le parole alla stessa invisibile linea sottile?

Difficile in questa grigia mattina, che nulla promette, nè tenue calore, trovare il giusto colore che chiude il pensiero. Proverò ancora a cercare dalla finestra del passato l’accenno al sorriso, dallo spiraglio del futuro, invece, l’ombra della speranza.

Le voci risuonano riempiendo gli spazi.

All’improvviso, dal freddo squallore dello sfondo che regna, due archi fatati, uno innanzi all’altro quasi a specchiarsi. Netto il limite fra un rosso ed un giallo, il blu ed il verde e avanti anche gli altri. Provo a trovare un punto d’osservazione che mi consenta di annullare la fine fra un colore ed un altro e, con molta sorpresa, ritrovo il lento e graduale fluire in una dolce ed instancabile sfumatura.

 

Fernanda

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