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Due lacrime...
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

4 febbraio 2013






L'amore "è" in tutto questo.


 

Pensieri degli anni difficili

 

La testa fra le mani. Da quanto tempo non mi sentivo così?

Cosa mi trattiene? Provo a pensare ma in questo momento è veramente difficile avere le idee chiare, avere le idee.

Come va? Come vanno le cose? E come si risponde a queste domande?

Contenta di non aver staccato il contatto con il mondo, accolgo la voce balbettante e provata dal dolore e ne sono felice. Rimanderò ad un altro momento. Ora ne ho necessità, bisogno.

Aspetto con ansia il momento in cui potrò innalzarmi in volo senza le zavorre che mi trattengono a terra. Ma quando sarò pronta, quando imparerò?

In mente una domenica tarda di qualche anno fa. L’elaborazione richiede del tempo: ogni cosa, ogni dolore, ogni conflitto, lentamente svelato, accolto, accettato, capito. Si ricomincia tutto daccapo.

Vorrei...

Poter piangere senza chiedermi perché, lasciar fluire ogni cosa senza incastri all’interno di pensieri troppo stretti.

Una fuga, come ai vecchi tempi. Non sarò arrivata prima del previsto? Sarà forse ora di tornare a correre? In lontananza, un frammento di futuro.

Due lacrime scivolano lentamente, trattenute, a fatica rilasciate, quasi fossero una parte importante di me da cui difficilmente riesco a separarmi.

L’archivio delle cose non dette. Rifletto...sulle parole che forse avrebbero cambiato il corso degli eventi. Due lacrime, anche solo due lacrime e starei bene. Lascio andare....provo a liberarmi, a non trattenere.

Ma come posso fare?

Aspetto inutilmente cercando nella memoria le urla di dolore, quelle che liberano opprimendo. Si, liberano opprimendo, non è un controsenso.

Scivolo dalle cose non dette, inforco prima la penna dei pensieri, poi cavalco l’onda della libertà e, lasciando dietro quel senso di pesantezza che mi soffoca il respiro, volo verso le montagne. Arrivo a valle, di corsa cercando di trattenere nelle dita ciò che appare a me dall’alto, ma è troppo tardi. Sola, in compagnia di me stessa, catturo il primo dei tramonti.

Onde di questo alto mare, bellissime, in dolce movimento. Assorbo, nell’aria frizzantina che chiude il giorno, tutto il fascino dell’acqua debolmente azzurra al tramonto.

I rapporti. Per questo tipo di rapporto. Quanta capacità, disponibilità ci vuole per stare al passo con l’altro? Vorrei capire insieme all’altro, analizzando senza troppo perdere la spontaneità, imparare insieme, cercando di non farsi troppa male. Incontrare aspettandosi, tendendo la mano.

E l’amore in tutto questo? L’amore è in tutto questo.

Due lacrime, non più. Riesco ad alleggerire la tensione intorno e dentro me, anche senza lacrime ma con molta più fatica. Potrei imparare dalla freschezza della giovane età, arriverei prima e senza troppi sfibramenti dell’anima.

Stanca, chiudo gli occhi, è arrivato il momento di lasciarsi andare.

 

Fernanda

 

 

 

 

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