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Settembre.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

14 settembre 2012






Di fronte all'orizzonte. Chi, ora, proteggeva chi?


Pensieri degli anni difficili

Luce fioca, magica, promettente.

Situazioni che si ripetono senza ossessioni, piacevolmente. Ma in momenti profondamente diversi della vita. Diversi, profondamente diversi.

Un sorriso spontaneo non trattenuto viene fuori quando mi ritrovo, nella quiete del silenzio della sera, ad ascoltare una storia senza tempo, di nuovo. Ed immagino.

.........

Una domenica dimenticata un po’ da tutti. Voleva, quasi a dispetto, invece, essere depositata nella memoria dei più bei ricordi.

Un viaggio all’improvviso, quasi come se una voce lo richiamasse da lontano, in realtà dalla parte a lui più vicina. Senza perdersi d’animo e senza ben sapere cosa lo attendeva, partì.

Man mano che saliva verso l’alto dei monti bruciati dall’estate appena trascorsa, rivide velocemente un po’ della sua vita. Un salto nel passato lontano, le voci familiari tornarono a farsi sentire dentro di lui, rincuorandolo. Non aveva dimenticato.

Che strano! Perché fra le tante si ha paura di dimenticare le voci di chi non ci accompagna più? Quasi più dell’assenza della presenza, del calore dell’affetto, dell’odore delle mani.

In cima si fermò a prendere una boccata d’aria. Tersa e silenziosa si insinuava, non prepotentemente fra i suoi pensieri, a solleticare le sue emozioni. Lì, davanti a lui, il mare ben distinto dal colore del cielo si apprestava a riposare, dopo gli schiamazzi della stagione andata, il caldo opprimente che aveva soffocato un po’ delle sue più belle tonalità. Ed ora ritornavano piacevolmente a lui, che le accolse come fosse la prima volta che partecipava a quello spettacolo offertogli dalla Natura.

Una veloce discesa e poi la strada si fece dritta fino ad arrivare a quella curva che segnava l’inizio di quel pomeriggio di mezzo settembre, che mai avrebbe immaginato poter vivere.

La casa sembrava lo aspettasse con ansia. Abbandonata da poco e per questo irritata, ora però felicemente riaperta. Un veloce giro negli ambienti che già sapevano di chiuso ed uscì velocemente sul terrazzo accarezzato dalla brezza del mare, così vicino. Allungò lo sguardo sull’orizzonte, poi si voltò dolcemente e rivide. E si rivide piccolo in quello stesso posto, sulla spiaggia a correre e giocare, fra le più tenere braccia ad essere curato. Ancora una volta sentì la voce della protezione.

Un improvviso risveglio, la certezza dei suoi giorni, udì altre voci.

Un sorriso ed una lacrima di gioia.

L’intensità dell’affetto che ora provava per quelle nuove presenze lo riempivano di energia e vitalità, di forza della vita. Era questo il segreto, pensò, donare e ricevere senza chiedere, ma obbedendo alle leggi di Natura.

Scese in spiaggia, accarezzò la riga della riva bagnata dalle onde e si sedette accanto a lui.

Le rughe bruciate dal sole segnavano il suo viso rendendolo più dolce. Gli occhi puntati sul futuro che lo attendeva, ma impregnati di passato che non avrebbe mai dimenticato.

Due parole distratte in apparenza, senza mai spostare lo sguardo dalla linea dell’infinito, malinconiche e piene di calore.

Quante volte nel corso della vita si erano ritrovati l’uno accanto all’altro senza avere parole da donarsi? L’atmosfera in quell’istante prometteva uno scambio intenso di emozioni e affetto, il turbamento la sensazione che in lui predominava.

Guardando le sue mani si ritrovò nuovamente bambino, alla ricerca della sua più grande a richiedere protezione, ad indicare la strada meno tortuosa ma che avrebbe insegnato. Il mare con il suo profumo e il lento dondolio delle onde faceva da sfondo a questo istante che stava per tramutarsi in indimenticabile.

Chi, ora proteggeva chi? Lo guardò profondamente in viso e con una naturalezza inaspettata la mano scivolò nella sua. E sorrise.

"Quanto tempo è passato dall’ultima volta che mi hai visto correre, inseguito con lo sguardo senza perdermi di vista, sistemato il colletto del cappotto a che non prendessi freddo?"

Il sole al tramonto si accompagnava al silenzioso volo dei gabbiani. Da lontano nessuna voce, nessuna eco, solo l’armonico movimento dell’acqua in concerto con il profumo della distesa lì davanti. La freschezza lo accolse all’improvviso quasi purificandolo dalle tensioni che si erano accumulate bloccandolo all’interno dei suoi stessi interminabili pensieri. E abbracciò l’acqua.

Dalla riga della riva accarezzata dall’onda, con sguardo tenero, lui sorrideva accompagnandolo. Come sempre, fin da quando era bambino.

Fernanda

 

 

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