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Salvate il lupo.
di Maria Francesca Renzelli  ( m.renzelli@email.it )

17 giugno 2012






La maledizione del perdente.


L’idea che ha dato forma a questa storiella nasce dalla visione di uno spettacolo di profondissimo spessore (recentemente messo in scena al Teatro Morelli di Cosenza), intitolato "Anche l’orco vuole la sua parte" e interamente organizzato (nei dialoghi, nei costumi e nella scenografia) dai bravissimi ragazzi (giovanissimi e un po’ meno giovani) che animano l’associazione "Arcadinoè" (sita in Vadue di Carolei) e dai suoi efficientissimi volontari. L’opera teatrale, che spero replichino presto, è un armonioso connubio di importante consistenza tematica, leggerezza di toni, delicatezza e comica drammaticità. Il tutto calato nel magico mondo delle fiabe in cui gli oppressi si ribellano e reclamano, finalmente, i propri diritti.

Una "traslazione" d’umanità, effettuata in chiave umoristica e modernizzata (con tanto di simpatiche espressioni prese in prestito dal nostro gergo), che instilla, nell’anima dell’attuale, la consapevolezza del valore di ogni singola vita, qualsiasi posto essa occupi nel mondo.

Ringrazio i ragazzi, nonché bravissimi attori, d’aver fornito, certamente non solo a me, tali e tanti spunti di riflessione.

-Da sette anni, dice?

Esattamente..

-E cosa la spinge a voler cambiare, solo adesso, le cose?

Ho, semplicemente, esaurito ogni energia di sopportazione.

-Certo, ma.. Non è sano attendere che arrivino a mancarci le forze.. in un percorso che, sappiamo già da tempo, essere un vicolo cieco. Più che insano.. è poco logico, direi.

Se avessi saputo, con certezza, di sbagliare.. non avrei atteso tutto questo tempo. Avevo, dapprima, solo un vago sentore di questo malessere, senza nessuna coscienza delle possibili, relative motivazioni. Negli anni, ovviamente, il disagio è cresciuto tanto da indurmi a occupare questa scomoda poltrona. "Scomoda" in senso figurato, metaforico. Mi perdoni la franchezza ma.. ho seriamente paura di fronte a lei.

-Beh, detto da lei suona ironico.. Se l’ascoltasse chi lei sa, dopo un intenso sentimento di stupore, si farebbe una bella, sonora risata.

Le concedo questo momento d’ilarità ma, adesso, andrei al dunque, se non le dispiace.

-Certo, certo! Sono d’accordo.

Bene.

Tutto cominciò quando, molto tempo dopo la mia nascita (in un’epoca che mi vedeva già abbondantemente adulto) ravvisai una nota di disappunto giungermi da "una zona" molto intima dello spirito.. Una "regione" di cui ignoravo l’esistenza, tant’è che la chiamo genericamente "zona", appunto. Non mi soffermai molto sull’aspetto insolito della faccenda, quanto, piuttosto, su ciò che mi provocò in termini di angoscia. Non fu subito chiaro ciò che stavo vivendo.. Benchè tutto apparve come una fumosa, indistinta nebbia interiore, capii ben presto d’esser "preda" del panico, suppongo, o di qualcosa ad esso molto simile.

-Fu un evento isolato o si ripete con una certa frequenza, seppur magari irregolare?

Succede, da allora, ogni volta che, giunta la sera, le madri sfogliano il libro delle fiabe, soffermandosi, ahimè.. troppo spesso, su quella in cui opera il sottoscritto.

Ancor prima dell’incipit.. avverto una reale fitta alla bocca dello stomaco, come se qualcuno vi sferrasse, ogni volta, un fendente invisibile.

-Capisco..

E’ in grado, alla luce di ciò che mi riferisce, d’osare qualche ipotesi?

In termini più immediati: le sembra così strano esser vittima di tali eventi, apparentemente incomprensibili? Tra l’altro, mi sembra di capire, abbia già fatto delle ricerche per suo conto o, comunque qualcuno le abbia spiegato qualcosa a riguardo.. se mi parla di "crisi di panico".

Effettivamente parlai con un amico.. Fu lui a consigliarmi di approfondire la faccenda, per questo mi trovo qui.

-Un amico? Mi perdoni ma.. non credevo avesse degli amici. Sono meravigliato.. e contento.

E perché mai, secondo lei, sarei destinato alla solitudine? Vede? E’ vittima di stupidi, reiterati, secolari pregiudizi, esattamente come gli altri.

Sono quasi pentito d’esser venuto.

Se, ancor prima di conoscermi, crede ch’io non meriti degli amici solo perché "l’ha letto nelle favole" allora.. toglierei volentieri il disturbo..

-No, no, la prego. Non si alteri. Ha ragione, le chiedo scusa. Effettivamente mi sono lasciato andare ad un rozzo preconcetto, come lei sostiene. La inviterei, adesso, a proseguire.. se si sente nuovamente a suo agio, è ovvio.

D’accordo. Ma stia attento, può turbare anime già provate. Tecnicamente, le ricordo, che è qui per aiutarmi!

Dunque, dicevo, un amico mi ha incitato ad affrontare il problema. In realtà.. la molla che mi spinse ad agire in tal senso fu un’iniziale perdita di pelo nella zona addominale. La cosa mi allarmò non poco visto che al mio pelo ci tengo, eccome! Lo purifico e lo spazzolo ogni giorno perché sia morbido e lucente! Le confesso ch’è sempre stato motivo di vanto per me perché, come ci insegna il mito relativo alle semidivinità, una chioma folta e resistente è segno di forza e virilità.

E, nella mia favola, è essenziale ch’io possegga tali virtù.

-Ne è proprio convinto? Chi l’avrebbe deciso?

Perrault, i fratelli Grimm.. Il racconto è stato, più volte, trascritto ma.. le sue origini rimangono oscure. E’ stato eseguito, via via, un raffinato labor limae, tanto da celare alcuni eloquenti particolari che macchierebbero, senza dubbio, l’aurea reputazione di quella canaglia di Cappuccetto Rosso. Eh si, caro mio, la "dolce bambina" è tutt’altro che angelica. Perché nessuno prende mai le mie difese? Eppure basterebbe un’attenta analisi, o anche solo un’approfondita lettura della favola, per capire che, probabilmente, sono solo una povera vittima.

-Una vittima? Mi sembra esagerato adesso..

Lei crede? Partiamo dalla madre allora..

Quale genitore, con un minimo d’amore e senso di protezione per i figliuoli, manderebbe la propria bambina sola, nel bosco.. conoscendone i pericoli? Se, in quel momento, proprio non poteva assentarsi da casa (per far cosa, poi?) non avrebbe potuto rimandare al giorno dopo la visita alla nonna? Non credo quest’ultima sarebbe deceduta..

E se, quello della madre, fosse un tentativo studiato per liberarsi, una volta per tutte, della figlia? Chi conosce i loro rapporti privati? Magari Cappuccetto Rosso è estremamente disobbediente e rende un inferno la vita familiare.. oppure la madre soffre di qualche oscura psicosi..

-Beh.. direi che è un discorso sensato, anche se parecchio drammatico..

Riporto, a modo mio, un’obiezione, mossa dal suo amico Berne, che trova in me piena approvazione!

Perché la nonna, poi, lascerebbe aperto, in casa sua, un varco d’ingresso? Certamente non sapeva che, quel giorno, la nipote sarebbe andata a farle visita visto che, nel racconto, non si accenna minimamente ad una telefonata o ad una lettera anticipatoria del fatto.. Che volesse provocarsi dei guai al fine di catturare l’attenzione di cari poco presenti?

E che razza di uomo sarebbe, poi, il cacciatore? Uno che uccide e sventra un animale in modo tanto brutale.. Cosa si spera di trasmettere ai piccoli lettori (o ascoltatori) con una tanto manifesta violenza? Inorridisco solo a pensarci..

E poi, sa, Cappuccetto Rosso è tutt’altro che ingenua. E’ una scaltra giovinetta, pienamente consapevole del suo fascino, molto furba e troppo desiderosa di sedurre. Perché mai, altrimenti, accetterebbe di buon grado il compito assegnatole dalla madre (soprattutto se s’ipotizza una totale indifferenza al modello educativo del genitore)? Il colore della mantellina, poi, non è per niente casuale..

Insomma, che non si lasci un povero lupo, solo, nel bosco!

-Probabilmente non avevo letto la fiaba con la dovuta attenzione.. poiché non avevo carpito tali e tanti particolari, ricchi d’inquietanti sfumature. Ma torniamo a lei, caro lupo. E’, ormai, risaputo che la convivenza è tra le cose più difficili da sopportare, almeno nella maggior parte dei casi. A lei è toccata Cappuccetto Rosso ma, mi creda, non basta questo a giustificare i suoi problemi e il suo disagio. Non si perde il pelo per così poco, tantomeno si è colti dal panico.

Credo che il suo problema affondi le proprie radici da un’altra parte e, senza dubbio, la cattiva compagnia lo acuisce.

Guardi, non saprei proprio cos’altro dirle. Tra un po’ è anche sera.. e tremo al pensiero di dover interpretare, ancora una volta, quel maledetto ruolo.

-Interpretare un ruolo, dice?

Si, recito questa parte da sempre.. perché è ciò che deve fare un lupo ma.. io odio dover fare quello che faccio. Sono così disperato...

A me, dottore, piace moltissimo dipingere..

Si, adoro la pittura e il bosco è il contesto ideale per concentrarsi, uscire dal proprio Sè e unirsi alla natura intorno, formando, con essa, un tutt’uno.

Quando qualcuno di voi inizia col compitare "C’era una volta" mi si rizza il pelo e se, nella lettura si cita qualche personaggio dell’ormai nota favola in cui sono calato, mi tocca metter da parte tela, colori e gioia di vivere.. e "far finta" d’importunare Cappuccetto Rosso.. quando, in realtà, non avrei nessuna voglia d’incontrare quella spocchiosa antipatica.

Lei non sa di quanti dispetti sia capace, turba continuamente "l’ordine pubblico": calpesta i fiori, s’inoltra in zone private, canta a squarciagola come una dannata (fosse almeno intonata!), alterando continuamente la quiete del bosco e arrecando disturbo a chi, come me, vorrebbe concentrarsi.

Dopo secoli di questa vita.. non ne posso davvero più.

E poi.. chi ha detto che mi piaccia la carne rancida di quella vecchia affumicata di sua nonna?

Nel bosco ci sono bacche profumate e deliziose. Sarò un lupo anomalo ma.. non sono per niente antropofago come, invece, mi descrivono.

Io desidero solo un po’ di pace, nella solitudine e nella quiete.

Da circa due mesi mi reco, regolarmente, al circolo dei "cattivi anonimi" e, mi creda, la situazione è alquanto allarmante. La matrigna di Biancaneve è letteralmente annientata, non ne può più di paragonare la propria bellezza a quella della vanitosa figliastra. Eppure, da anni, è costretta a farlo, tanto che, ormai, è vittima di numerosi complessi d’inferiorità.

Gli orchi sono giudicati, a priori, per il loro aspetto esteriore.. perché, purtroppo, nelle favole, è così che funziona. Brutto e cattivo camminano di pari passo e non ci si accorge che, spesso, è la bellezza a celare un’efferata crudeltà.

E Mangiafuoco? Perché ci si sofferma maggiormente sul suo orribile aspetto piuttosto che sui suoi non rari momenti di commozione nei confronti di Pinocchio e dei suoi stessi burattini?E’ proprio lui l’amico che mi ha consigliato una svolta, visto ch’è in analisi già da tempo e sembra stia meglio.

Per non parlare del povero Capitan Uncino, talmente esasperato dalle ingiuriose e beffarde molestie di Peter Pan.. che si è dato all’alcolismo, nonostante la costante, amichevole vicinanza di Spugna e dei suoi fedeli pirati.

Ora, mi dica, chi difenderebbe i nostri diritti? Siamo, forse, destinati a giocar per sempre il ruolo del perdente? Che maledizione è mai questa?

Ma ho intenzione di fare i bagagli e dare forfait una volta per tutte..

Questa vita è un inferno!

E poi.. come vede.. le favole, ormai, non servono a un bel niente.

Ci sono "lupi" lì fuori.. che mi farebbero a brandelli, altrochè.

Che senso ha trasmettere una morale e dei valori.. se non ne è rimasta nemmeno l’ombra?

Ho sempre disprezzato il mio ruolo.. e sapere che non serve a niente, poi, non mi offre alcuna valida motivazione per continuare.

-E cosa avrebbe intenzione di fare, una volta abbandonato il "suo ruolo"?

Sarei, semplicemente, me stesso! Probabilmente farei il pittore, in giro per il mondo. Sono bravo, sa? Esplorerei nuovi paesi per conoscerne le tradizioni, magari.. chissà.. i personaggi di un’altra fiaba adotterebbero un lupo errante con buone intenzioni, assegnandogli un ruolo idoneo alle sue più intime inclinazioni..

Non so decidere il mio futuro e, forse, è quasi impossibile delineare nei particolari il proprio destino ma.. adesso so quello che non voglio: vivere in cattività!

Per cui la saluto qui, ringraziandola per l’ascolto.

-Ma s’immagini! E’ il mio lavoro. Sono sicuro che troverà la sua strada!

Lo spero. Addio.

-Tesoro, sono a casa!

Ciao caro, bentornato.

Papààààà!!!!

-Ciao piccola, com’è andata la giornata?

Al solito: il bosco, il lupo, la nonna, il cacciatore...

Una monotonia, guarda..

Vero, mamma?

Si, Cappuccetto, è vero. Ma questa.. è la nostra vita e bisogna accettarla..

-Non immaginereste mai chi è venuto da me oggi..

Chi, papà? Dimmelo, muoio di curiosità!

-Il lupo cattivo!!!

Cosaaaaaaaa?

Cosa?

-Eh si.. Pare abbia avuto una crisi di identità.. In realtà, dice, ha sempre odiato questa fiaba.. e ha deciso di andarsene.

E adesso? Come farò senza di lui? Come emergerà il mio ruolo di giovane eroina? Papà, ti prego, devi assolutamente procurarmi un altro lupo. Lo voglio più minaccioso e spaventoso di quella specie di mammoletta!!!

-Modera i termini signorinella! E sta attenta.. perché girano brutte voci sul tuo conto! Vuoi forse farti una cattiva nomea?

Però nostra figlia ha ragione, caro! Senza lupo la nostra favola perde il suo senso e tutti noi finiremmo con l’essere dimenticati! Anch’io opterei per una bestia più cattiva e famelica di quel pavido spelacchiato. Acquisteremmo molta più visibilità e tantissimi altri lettori s’incanterebbero al nostro seguito.

Nostra figlia diverrebbe, certamente, la creatura più famosa al mondo. (Ed io con lei..o senza di lei).

-Smettetela voi due, quante inutili chiacchiere.. Quanta pochezza!!! Il lupo non aveva tutti i torti circa l’odierna mancanza di valori. E voi due.. dovreste insegnare qualcosa ai bambini?

C’è un diffuso malcontento in tutto il mondo delle fiabe! Qualcosa si è incrinato.. o si è, ineluttabilmente, rotto. Credo necessiti ristabilire un certo equilibrio.. Un’armonia ed una stabilità che solo una condotta più democratica può favorire. Qualcosa che, finora, è sempre mancata.

Da domani mi adopererò in tal senso, mie care!

Col vostro aiuto, s’intende!

La "maledizione del perdente" dev’essere, categoricamente, sfatata.. perché.. il "vissero felici e contenti" valga, una buona volta, per tutti!

Ecco "gli abitanti dell’Arca" all’opera.. impegnati in una precedente performance teatrale.. "Profumo di Zagara"

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