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Maschi.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

14 maggio 2012






Cos'è la fragilità?


Pensieri degli anni difficili

Difficile, difficile questa senza urtare.

Me ne vado in giro nella strada della sera più profonda. Certe cose non finiscono, mai, anche quando pensi che il tutto sia cambiato irreversibilmente.

In gruppo o da soli. Ma, siamo veramente così diversi?

Dai, dammi una mano quest’oggi! Proviamo a tirare fuori quello che abbiamo dentro, insieme.

E fra di loro? Ho sempre pensato che le ovvie considerazioni generali non danno mai il quadro veritiero della realtà. Anche quando di molto si avvicinano ad essa.

Cos’è la fragilità?

Grande colui che mostra senza difficoltà le difficoltà delle proprie scelte, l’insicurezza e la paura. Come un navigante che affronta il mare per il gusto di cavalcare le onde, pur avvertendo il pericolo sulla pelle.

Un pizzico a risvegliarmi. Dall’alto dello spalto a me preferito ritrovo il piacere di un tempo e mi fermo a guardarli.

Corrono senza mai fermarsi, lo sguardo fisso avanti come avessero una meta da raggiungere, un obiettivo da concretizzare. Nel profumo degli alberi, che toccano il celeste con le loro punte, si confondono con i vari odori della Natura.

Un giro dopo l’altro, velocità sostenuta o passo veloce non ha importanza. Quello che conta è arrivare.

Cosa muove l’essere umano? Quante volte me lo chiedo.

Il piacere di donare. Da dove nasce quel piacere di dedicare trasmettendo una invidiabile dolcezza? Gesti delicati nelle mani, forza da accarezzare nelle braccia.

Provo a fare un altro giro e ripenso.

Il momento giusto. La capacità di inserirsi senza urtare né violentare al momento giusto. Abilità affinata da una vitale sensibilità, bellissima caratteristica da non dimenticare nel bagaglio delle proprie esperienze di vita che, una accanto all’altra, fanno la personalità dell’essere umano.

Maschi. Alcuni completi nella solitudine delle proprie cose, altri al culmine della loro espressione con accanto qualcosa o qualcuno da arricchire accudendo.

Apparentemente nessuna contraddizione o poche. Il canale della ragione viaggia separato ma molto vicino a quello dell’affetto, complicando solo leggermente quei momenti in cui le forti emozioni si schiantano contro le sponde frastagliate dei sentimenti. Solo leggermente? Senza nessuna apparente contraddizione? E quando l’equilibrio viene ad essere turbato dalla dilagante prepotenza della complessità di coloro che, invece, camminano barcollando fra le emozioni in continuo tumulto, fra insicurezze e manifeste fragilità?

Un terremoto all’improvviso. Diventa indispensabile la necessità di imparare a volare.

Mi incanto, quando nel silenzio dell’intimità timidamente si apre una porta a lasciare entrare. Un percorso un po’ tortuoso, fino ad arrivare all’essenza delle cose velocemente smontate e risistemate in maniera più armonica.

L’ardore. Comunque sia l’impulso che spinge a seguire quella strada, a volte senza chiedersi il perché, trasporta riscaldando e incoraggiando anche quei momenti che richiedono una mano.

La semplicità. Schemi lineari, meno contorti e di poco influenzati dal turbine emotivo che viaggia invece dentro taluni corpi in maniera ciclica e costante, ma assolutamente prevedibile.

La tenerezza. Quando arrivano consapevoli del peso della cultura del passato, che li ha voluti figli da accudire, uomini da esigere, padri da richiedere. Difficile, tutti ruoli difficili.

E le parole? Avranno possibilità di esprimere veramente quello che abbiamo dentro al cuore?

Un sogno, un progetto, uno scopo da difendere, una passione.

Un sospiro di sollievo.

Complicato scremare la realtà più diffusa dai modelli cha ci hanno accompagnato per gran parte della nostra esistenza. E mi ritrovo a pensare alla stanchezza negli occhi del più dolce passato, alla tenerezza nelle mani provate dalle fatiche della vita, al forte desiderio del voler ancora restare.

Il profumo delle mattine di festa investe improvvisamente tutta la mia anima. Mi emoziono volgendo lo sguardo a quello che è stato, sorrido contenta e grata per aver ricevuto il meglio che le origini mi hanno potuto donare e... finalmente il tutto assume chiarezza.

Quasi ad un passo, mi ritrovo quasi ad un passo dalla libertà. Via le catene che legano trattenendo nei recinti delle paure immotivate. Ancora una volta il più dolce dei sorrisi mi da una mano.

................

Diversi, profondamente diversi.

Fernanda

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