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Quando, un Amore, se ne va!
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

6 marzo 2012






Caro amico, ti scrivo.


Possiedo una vecchia automobile di cui, per logica, dovrei disfarmi dato che, i costi di gestione superano di gran lunga il suo valore commerciale. Però, pescando dall’album fotografico dei miei ricordi, ritorno al giorno della firma di quel contratto che mi avrebbe consegnato il primo acquisto importante: quello che, di solito, realizzi, senza l’avallo (morale e materiale) dei tuoi genitori.

Dodici lunghi anni che hanno segnato indelebilmente la mia vita, rendendomi quello che sono, ora. Ed è per questo che, quell’insieme di lamiere, assume un valore animistico dal quale non riuscirei più a distaccarmi.

Fa parte della mia storia. Nel bene o nel male.

"Va bene, io credo nell’amore l’amore che si muove dal cuore, che ti esce dalle mani, che cammina sotto i tuoi piedi; l’amore misterioso anche dei cani, degli altri fratelli animali e delle piante, che sembra che ti sorridano anche quando ti chini per portarle via... L’amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare... L’amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare..."

Caro Lucio, al pari di quello che hai declamato in versi, è un dato di fatto che, nessuno, sia pronto e disponibile ad allentare i legami peculiari, quelli che costituiscono i riferimenti esistenziali. Un compagno di vita, un figlio, un amico, un padre. Una madre. Ma perché accade quel che accade, se "così noi viviamo, per sempre prendendo congedo?" Forse, perché si pensa di poter far meglio, un giorno o l’altro. Riuscire a dire, con più sentimento, "Ti voglio bene!". Stringerlo forte, al punto da "sentirlo" pienamente, sotto le tue braccia...

E pensare di riprovare, e riprovare. E darsi un’altra occasione. Finché intuisci che il gioco sta finendo... e non ci sarà un’altra occasione. E un amore se ne va. Non più sostituibile. Come ogni cosa che ci riguarda, se ti ci fermi a riflettere.

Però, caro Lucio...

Quand’è che hai "trovato" veramente qualcuno che, in un modo o nell’altro, puoi dichiarare di amare? Probabilmente, ogni volta che hai potuto contare su di lui, abbandonandoti senza bisogno di chiedere, in precisa sintonia. E quando accade che lo perdi, concretamente? Nel momento in cui, tu evolvi (crescendo irrimediabilmente) e lui non è più quello di un tempo (non potendo più essere il porto sicuro che ti sarebbe servito).

"Capitano che hai negli occhi il tuo nobile destino pensi mai al marinaio a cui manca pane e vino? Capitano che risolvi con l’astuzia ogni avventura ti ricordi di un soldato che ogni volta ha più paura? Ma anche la paura in fondo mi dà sempre un gusto strano se ci fosse ancora mondo sono pronto, dove andiamo?" (Lucio Dalla - Itaca)

Forse la vita va così, per costringerci ad ammettere che, man mano che andiamo avanti, i due punti che prima si fondevano nei momenti di bisogno, si allontanano per consunzione dei reciproci interessi. Accade giorno per giorno ma, come per le rughe, ce ne rendiamo conto solo confrontandoci con una vecchia foto. Il distacco da una persona cara aggiunge un solco, pieno di contenuti e di esperienza.

Ma i ricordi no! Quelli, non ce li può cancellare nessuno.

Lì dentro, possiamo tornare piccoli piccoli, e inerpicarci sul crinale di un immaginario presepe per sentirci parte di un complesso di sentimenti, con cui discutere (dentro di noi) ogni qual volta ne sentiamo il piacere, la necessità.

Alla mattina lei apriva la finestra e lui pensava quella è casa mia tu sarai la mia compagna Maria, una speranza e una follia... E sognò la libertà, e sognò di andare via, via e un anello vide già, sulla mano di Maria... E gli anni son passati, tutti gli anni insieme ed i suoi occhi ormai non vedon più Disse ancora: "la mia donna sei tu! "... E poi fu solo in mezzo al blu (Lucio Dalla - La casa in mezzo al mare)

Caro Lucio...

Ma allora, perché, dal momento in cui, in un calda notte di marzo, il tuo cuore ha interrotto quel battito delicato e sensibile come un bambino troppo facile da ferire, chi ti ha conosciuto e apprezzato, non è riuscito ad accettare il tuo distacco?

Credo di aver capito!

A differenza di ogni altro tipo di legame che intercorre fra due o più persone, tu sei entrato in quelle "stanze" dove si genera la coscienza e la consapevolezza di esistere. Grazie alle tue idee, chi ti ha incontrato, ascoltato e vissuto, in quegli occhi neri, ha capito che, da quell’istante, non avrebbe potuto fare a meno di parlare delle distanze e del cielo e di dove andrà a dormire la luna quando esce il sole chissà com’era la terra prima che ci fosse l’amore..."

E io?

Continuerò, senza di te, ormai grande da poter star solo... ma ancora troppo piccolo per poter fare a meno di un amore cui poter sussurrare: Non mi basti mai!

Vorrei essere il vestito che porterai, il rossetto che userai; vorrei sognarti come non ti ho sognato mai. Ti incontro per strada e divento triste perché poi penso che te ne andrai. Vorrei essere l’acqua della doccia che fai, le lenzuola del letto dove dormirai, l’hamburger di sabato sera che mangerai. Vorrei essere il motore della tua macchina così, di colpo, mi accenderai. Tu non mi basti mai... tu, dolce terra mia, dove non sono stato mai. Debbo parlarti come non faccio mai; voglio sognarti come non ti sogno mai, essere l’anello che porterai, la spiaggia dove camminerai lo specchio che ti guarda se lo guarderai. Vorrei essere l’uccello che accarezzerai e dalle tue mani non volerei mai. Vorrei esser la tomba quando morirai e dove abiterai, il cielo sotto il quale dormirai... cosl non ci lasceremo mai neanche se muoio. E lo sai. Tu, tu non mi basti mai... davvero, non mi basti mai. io, io, io ci provo sai non mi dimenticare mai" (Lucio Dalla - Tu, non mi basti mai)

G. M.


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