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Un percorso circolare.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

22 novembre 2015






Sulla tastiera della vita.


Pensieri degli anni difficili

 

 Succede sempre di primo mattino. Cosa è realmente successo?

Provo a fare un lungo giro, ma sento di essere completamente abbandonata, senza forze da non riuscire a sollevarmi anche solo per un po’. E la mente va, avanza velocemente, senza soste né pause a tirare un sospiro di sollievo.

Cos’è lo stress? Una reazione dellĹorganismo apparentemente immotivata come risposta ad un cambiamento, ad un evento o ad una serie di eventi difficilmente gestibili che si traducono in uno scombussolamento anche a livello fisiologico e che, prendendo sempre più piede dentro, finiscono per creare affaticamento.

Difficile da descrivere. Molto, molto altro.

Gli sbalzi di umore. Provo il desiderio di avere dei nuovi progetti e nello stesso tempo in cui li faccio scatta in me il rifiuto. Distruttivo e sfibrante per la mente e per il corpo. Senza costrizioni vedo con chiarezza una parte che va via e mi prende la tristezza; ma nello stesso tempo e in maniera del tutto naturale mi avvio verso quello che mi sembra luminoso.

Mi riprendo le parole. Il sentimento della maturità improvvisamente appare a me diverso, senza più la freschezza e la spontaneità che ho sempre immaginato mai potesse abbandonarlo. Reale di sicuro nel sentire, ma un po’ diverso, misurato, fatto anche di valutazioni e previsioni.

Non sempre è possibile fare incontrare il desiderio con la realtà.

Un senso di malinconia frammisto ad una strana sicurezza vivono dentro. Traduco... questo istante in lacrime e non riesco a capire se sono imbevute di piacere o di tristezza. Quando si lascia qualcosa, che mai si pensava avremmo abbandonato, ci si saluta sempre con la malinconia. Quello che è stato non avverrà più e quello che sarà, pur essendo frizzante di promesse, è da svelare.

La vita è veramente curiosa e imprevedibile: pensi di avere raggiunto un equilibrio, un traguardo e, quando meno te lo aspetti, il tutto si sconvolge. Le ferite non completamente guarite ricominciano a sanguinare un po’, invece quei taglietti impercettibili finchè non ci passi il dito sopra si aprono lasciando intravedere quanto profondi essi siano e ti ritrovi a fare i conti con tutto quello che avevi archiviato e messo da parte. "Incapsulato" a viaggiare all’impazzata all’interno dell’anima.

Piano piano il tutto si risistemerà e....si ricomincerà tutto daccapo. Questo è il segreto della vita, un percorso circolare che non ti riporta sempre al punto di partenza però, perchè quello che lasci nel momento in cui vai è sottoposto, come noi esseri umani, al cambiamento, alla trasformazione. Per cui quando arrivi alla fine del giro ti ritrovi un’altra cosa e questa consapevolezza ti stravolge. La malinconia in questo trova la sua più ampia spiegazione, il dolore è sempre quello del distacco. In fondo poche sono le cose da capire per poter viaggiare afferrando tutto quanto può donare la serenità, ma questo a pieno si comprende solo verso la fine, la fine del viaggio.

Con un po’ di amarezza sento di non aver partecipato, non come avrei voluto.

Le scelte coraggiose, difficili e sofferte lasceranno intravedere un nuovo panorama, inimmaginabile e bellissimo. Come quello di una domenica di primo sole dopo giorni e giorni di buio, afferrato al volo e di corsa, fra i tornanti che scendono veloci verso l’azzurro del mare, illuminato dalla luce arancio che lentamente lascia il passo alla notte.

 

Fernanda (20 febbraio 2012)

 

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