HOME - GLI AUTORI - LE SEZIONI - VIDEO - LINK
 

Inviaci un tuo articolo

Partecipa anche tu !
Scrivi un articolo

   Cerca nel nostro archivio:
La realtą di questa crisi?
di Lucio Garofalo  ( l.garofalo64@gmail.it )

6 gennaio 2012



Non è mai come sembra!


E’ assolutamente fuorviante quella congettura secondo cui l’attuale crisi economica sarebbe il risultato di occulte trame internazionali, cioè di un complotto "demo-plutocratico" ed "ebreo-massonico" ordito su scala mondiale. E’ un’interpretazione nazista molto in voga, in quanto è accreditata non solo presso settori che fanno tradizionalmente capo all’estrema destra, ma incontra consensi anche presso frange riconducibili all’antagonismo ideologico abitualmente apostrofato come "rosso-bruno".

Capita di avere frequenti scambi di opinione con sedicenti compagni, i quali sono convinti che la crisi economica sarebbe stata causata intenzionalmente dai padroni delle grandi banche e dai signori dell’alta finanza, esponenti di comitati d’affari e di potere: si tratta di mostruose società bancarie e finanziarie come la famigerata Goldman Sachs, il turpe Club Bildeberg, l’abominevole Commissione Trilaterale e così via. Sono teorie che suggestionano un particolare tipo di utenti del web e un’ampia percentuale dell’opinione pubblica, forse perché quel genere di tesi sembra corrispondere alla realtà delle cose. Sembra, ma la realtà non è mai come risulta dalle circostanze apparenti.

Di norma, le insinuazioni dietrologiche attingono a fonti di natura fascista o cripto-fascista. Infatti, sono promosse soprattutto da parte di formazioni politiche che si richiamano apertamente all’ideologia fascio-leghista. Tuttavia, nell’attuale fase storica, la confusione ideologica è tale che simili deduzioni riscuotono simpatie anche a sinistra, in ambienti politici che si ispirano alla storia e alla cultura della "sinistra antagonista".

Probabilmente, il motivo che spiega il successo di tali illazioni risiede nell’immediatezza e facilità di comprensione che derivano dal loro carattere semplicistico. Non a caso tali asserzioni si limitano a cogliere solo i dati esterni dei fenomeni, ma non riescono a penetrare in profondità, non vanno a ricercare le cause e scoprire l’origine dei processi.

Al contrario, la visione dialettica del materialismo storico consente di investigare al di là delle manifestazioni esteriori, oltre la fenomenologia più superficiale, cioè l’insieme degli aspetti epifenomenici, per desumere le contraddizioni nascoste sotto un cumulo di orpelli e forme artificiali e che costituiscono le cause reali di un determinato fenomeno.

Riprendendo il tema iniziale, cioè la crisi economica, il pensiero marxista non pretende di porsi in termini esaustivi, ma è in ogni caso superiore rispetto ai comodi stereotipi, alle banali percezioni e persuasioni comuni, alle teorie complottiste di matrice fascista o cripto-fascista, e rispetto alle idee ufficialmente sponsorizzate dalle élite capitaliste.

L’analisi marxista non si accontenta di registrare ed esaminare i fenomeni superficiali, ma indaga a fondo i processi, per sviscerare le dinamiche delle crisi che sono un elemento storico ricorrente. In tal senso, muovendo da informazioni e indizi rilevati costantemente, il metodo marxista permette di esplorare a fondo i fenomeni di crisi che sconvolgono periodicamente il capitalismo, fornendo una versione estremamente rigorosa e razionale che è senza dubbio più attendibile rispetto alle concezioni pseudo-scientifiche, ai luoghi comuni, alle vulgate nazional-popolari e alle ottuse dietrologie.

L’impianto teorico-scientifico di scuola marxista, più esattamente marxiana, procede a rilevare e indagare un complesso di fatti e cicli storici ricorrenti configurabili come "leggi", intese in chiave non meccanicistica o deterministica, ma in un’ottica comprendente la totalità delle contraddizioni immanenti nella realtà storica, tra cui il fenomeno più frequente e rilevante è la "caduta tendenziale del saggio di profitto".

Il saggio di profitto è semplicemente il valore medio deducibile dall’insieme degli utili capitalistici individuali. E’ la stessa concorrenza tra i singoli capitalisti che finisce per ottenere un esito opposto alle intenzioni, perciò invece di aumentare, i profitti crollano.

Si evince che l’eventualità della crisi è insita nell’anarchia che caratterizza il modo di produzione capitalistico. Per tale ragione profitti e salari tendono a diminuire, almeno in termini relativi, cioè in rapporto all’inflazione, non come valore monetario nominale. Ma la causa ultima delle crisi che investono periodicamente l’economia capitalista, risiede nell’impoverimento progressivo dei lavoratori, i quali formano la massa dei consumatori.

La radice nascosta delle crisi capitaliste affonda nel problema del sottoconsumo, nella contrazione crescente dei consumi di massa, che agisce in contrasto con la tendenza del mercato ad estendere l’area dei consumatori. Pertanto, anche l’attuale crisi è generata da fenomeni di sovrapproduzione e sottoconsumo che si ripetono ciclicamente nella storia del capitalismo moderno. Ciò significa che il modo di produzione capitalistico, al di là della fenomenologia superficiale, racchiude in sé le cause latenti della crisi, che si annidano nelle incongruenze irrazionali e strutturali che sono connaturate al sistema.

L’unica alternativa per scongiurare eventuali scenari catastrofici è quella di una fuoriuscita globale da un capitalismo destinato al collasso. Ciò significa restituire valore al lavoro collettivo, rilanciando la centralità del lavoro produttivo in un assetto di autogestione dei lavoratori. Non basta appropriarsi dei mezzi produttivi, né rovesciare il quadro dei rapporti di forza, ma occorre rivoluzionare il modo di organizzare e gestire la produzione stessa. Le aziende capitaliste sono nate per ricavare profitti privati, non per soddisfare le istanze vitali delle persone. E’ la loro natura intrinseca ad essere viziata.

Pertanto, bisogna riconvertire le imprese alla produzione di beni di prima necessità, cosicché il valore d’uso recuperi il primato sul valore di scambio e l’autoconsumo delle unità produttive locali, autogestite politicamente, si imponga sui falsi bisogni consumisti indotti dal mercato, evitando di subordinare i diritti umani alle aride leggi del profitto.

Lucio Garofalo

SERVIZI
Home
Stampa questo lavoro
(per una stampa ottimale si consiglia di utilizzare Internet Explorer)

Segnala questo articolo
Introduci il tuo nome:
Introduci email destinatario:

STESSA CATEGORIA
Occhio al caffč, quando č in eccesso
Solo lamentarsi...
Il Vangelo, secondo...
La buona Scuola.
L’anno che verrą...
La scuola italiana...
La Politica, Il Potere, La Democrazia
Nuove amministrazioni?
I 59 anni della Rivoluzione cubana.
Trasporto pesante
Uomini o Caporali?
Nemici Interni ed Esterni.
La medicina amara del dottor Monti.
La riduzione del Tempo...
Diario di un maestro.
Dopo i blitz di Cortina e Milano...
Il Capodanno...
Quante feste!
Queste inutili Olimpiadi?
Cambiare il mondo senza prendere il potere
DELLO STESSO AUTORE
I docenti...
Il Vangelo, secondo...
Pasolini...
Nemici Interni ed Esterni.
La scuola italiana...
Angeli e Demoni.
Diario di un maestro.
Se il buongiorno...
Nuova guerra globale...
Il gioco del calcio.
Su Pasolini...
L’anno che verrą...
L’emergenza neve e il solito scaricabarile delle responsabilitą.
Lo studio?
Appello al voto.
Il docente.
Ieri, la Wehrmacht...
La riduzione del Tempo...
L’uscita dalla crisi?
Recupero...
ARCHIVIO ARTICOLI
Rubriche
Settore Legale
Medicina, Psicologia, Neuroscienze e Counseling
Scienza & Medicina
Emozioni del mattino - Poesie
Economia, Finanza e Risorse Umane
Cultura
Parli la lingua? - DIZIONARI ON LINE
Proverbi e Aforismi
Al di lą del muro! - Epistole dal carcere
Editoriali
Organizza il tuo tempo
PROGETTO SCUOLA
La Finestra sul cortile - Opinioni, racconti, sensazioni...
Legislazione su Internet
Psicologia della comunicazione
La voce dei Lettori .
Filosofia & Pedagogia
Motori
Spulciando qua e lą - Curiositą
Amianto - Ieri, oggi, domani
MUSICA
Il mondo dei sapori
Spazio consumatori
Comunitą e Diritto
Vorrei Vederci Chiaro!
News - Comunicati Stampa
Una vita controvento.

PROPRIETARIO Neverland Scarl
ISSN 2385-0876
Iscrizione Reg. Stampa (Trib. Cosenza ) n° 653 - 08.09.2000
Redazione via Puccini, 100 87040 Castrolibero(CS)
Tel. 0984852234 - Fax 0984854707
Direttore responsabile: Dr. Giorgio Marchese
Hosting fornito da: Aruba spa, p.zza Garibaldi 8, 52010 - Soci (Ar)
Tutti i diritti riservati


Statistiche Visite
Webmaster: Alessandro Granata


Neverland Scarl - Corso di formazione