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Il contatto naturale col mondo.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

4 dicembre 2011






Non è più questione di tempo, ormai.


Pensieri degli anni difficili

Sorprendente come, a volte, l’uso di qualcosa, anche se finalizzato ad un nobile scopo, possa determinare un inceppamento, un guasto al naturale funzionamento delle cose.

Inforco la penna dei miei sentimenti e provo a dare voce a questo difficile istante, da capire, smontare, da provare a comprendere.

Gli opposti. Qual è il significato delle cose che si trovano agli estremi e non si incontrano? O meglio, perché alcune sono apparentemente così lontane fra di loro, cosa ne ha determinato la differenza? E quando si trovano fianco a fianco cosa si scatena?

La diversità. Immagino in un prato di verde costellato da mille fiori di colore viola, uno bianco che spunta, spiccando su di essi, a marcare la differenza. Ma... perché considerarli contrapposti? Non li si può pensare vicini a mescolarsi, a prendere un po’ dell’uno, un po’ dell’altro, per definire un colore nuovo, più fresco e pieno di promettenti tonalità?

Il contatto naturale con il mondo!

È un concetto molto legato alla biologia delle cose, e... non si può dire che poco mi appartiene. L’ho scelta, l’ho studiata e continuerò ora e sempre, perché da la risposta alle tante domande che la vita impone, perché stimola la riflessione, perché armonizza i miei pensieri e mi dona la freschezza.

Il contatto bio con il mondo!

È nella vitalità, nell’essere e nel sentirsi vivi quando tutto intorno si irrigidisce, quando tutto prende una piega che si discosta troppo dalla normalità, dal fluire naturale delle cose.

Rileggo i tempi andati e provo a trasmetterli nella speranza di dare quella bella sensazione che finalmente mi appartiene e che oggi riesce a farmi soffrire poco. I ricordi di ieri e quelli un po’ lontani, scremati ormai dal dolore, ma non dalla nostalgia, rivivono nello schermo della mia mente. E mi sento più ricca.

Non dimentichiamoci di affondare i piedi nella terra, assaporare i profumi della Natura, toccare con le mani tutto ciò che vive! Il filo conduttore, quello da non perdere per non perdere la Ragione.

Interviene prepotentemente il sentimento. Le immagini partono senza rispetto per la mia persona. Ogni contatto una spina, ogni sussurro un piccolo dolore, ogni carezza diventa graffio.

Non è più questione di tempo ormai.

Arriviamo, stravolti dagli eventi, alla svolta della nostra storia. Sento, anche se non vedo, lo sguardo racchiuso in una mano e provo a tendere la mia.

Tutto intorno mi appare più vuoto che mai. Il grigiore dall’esterno filtra all’interno, insinuandosi fra le domande, gli interrogativi e i tanti perché che rimangono senza risposta alcuna. E il pensiero si sposta senza volerlo sulla finestra di qualche settimana fa. Sullo squallore dell’ambiente, una fiammella rossa a trasmettere il calore che diventa una speranza.

Scivolo sui fogli della mia vita con facilità. Diventa tutto più chiaro. Gli stati d’animo all’opposto sfogliano le pagine, arricchendole di parole, emozioni e sentimenti.

Come sempre, la metafora.

Guardo fuori, dalla solita finestra. L’orizzonte un po’ sfuocato, il tempo nella sua inesorabilità, il passaggio alla nuova stagione.

Il contatto naturale con il mondo aiuta a non perdere il senso della realtà. E quale modo migliore per non perderlo immergersi nella bellezza di qualcosa che vive, respira e palpita?

Senza più paure.

Fernanda

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