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La fresca imprevedibilità del futuro.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

6 febbraio 2011






Lo hai sentito, il vento, stanotte?


Pensieri degli anni difficili.

Lo hai sentito il vento questa notte? E non ti ha detto niente? Portava con sé le novità e la fresca imprevedibilità del futuro, oppure solo il tentativo di spazzare via un giro di pensiero che difficilmente riesce a prendere un’altra traiettoria? E tu, ti sentivi accarezzato dall’aria trasportata oppure un po’ schiaffeggiato senza avere la possibilità di difenderti? In qualsiasi modo, non necessariamente con la stessa violenza. Il modo migliore di difendersi, credo, sia quello di riuscire a comprendere fino in fondo.

Da poco addormentato. Finalmente, dopo giorni e giorni di insonnie e di pensieri da rincorrere, quella sera dolcemente le palpebre assecondarono il suo desiderio.

Una settimana intensa, fatta di parole non volute, di sguardi donati di sfuggita, di sorrisi nuovi e inaspettati.

Una cosa bella! Ci vorrebbe una cosa bella per riaccendere quello che si è spento, per fare luce sull’ombra che è caduta all’improvviso, o forse lentamente dopo giorni e giorni, un po’ alla volta, senza dare il tempo di accorgersene?

I sogni sono fatti per portarti in un’altra dimensione, quella del tuo mondo inconsapevole, che ti sfugge finchè non diventa evidente ai tuoi occhi e a chi ti sta intorno.

Si buttò, inaspettatamente, all’interno di un sonno caldo, circondato di colori tenui e non sgargianti, di dolci melodie senza suoni striduli e lasciò vagare la sua fantasia.

Di sfuggita ai suoi occhi, accarezzata dalla delicatezza di un mazzetto di fiori, messi insieme per catturare l’attenzione, per distogliere il pensiero dall’insistenza, per strappare un sorriso non cercato, ma esploso di spontaneità.

I momenti della vita. In cui è richiesta la ragione rivestita di sentimento, quando ci si accorge che non è più possibile vivere cercando una motivazione ad ogni comportamento, quando forse è dura ma bisogna andare avanti. Quando senti che la cosa giusta è quella che ti porta un po’ più in là coi pensieri e ti prende la paura e, pur essendo consapevole di quello di cui sei capace, sei assalito da mille dubbi e cento domande: ce la farò, riuscirò a scalare quest’altra montagna che si è presentata inaspettata nel tragitto della vita?

Una stagione intensa questa! La Natura si esprime al massimo: la forza del vento, il silenzio della nebbia, l’insistenza della pioggia, il candore della neve. Alternati a confondere.

Cullato dalla voce del vento in lontananza, il suo sogno incominciò a rivestirsi di realtà. Nel silenzio degli ambienti ovattati dal profumo della notte, sfiorò un’emozione con le dita ed un brivido di piacere lo pervase. Un sorriso disegnò sulle palpebre abbassate un’espressione di serenità e per un istante riuscì a riafferrare il suo desiderio.

Chiudi gli occhi! Puoi vederlo, aiutato dalla mano della fantasia. Corre libero e sincero, accompagnato dalle sue contraddizioni, accarezzato dall’aria trasportata. Può arrabbiarsi è vero, ma è pieno di passione, cerca il vero nelle cose, l’autenticità dei sentimenti, la semplicità e la voglia di "più". L’entusiasmo è suo alleato, la scoperta il piacere che lo sostiene, l’energia inesauribile dalla capacità di trasformare.

Un momento di silenzio fra il turbinio del vento. Riaprì lentamente risvegliandosi del tutto. Si sedette e allungò il suo sguardo alla finestra, la più bella, quella sempre aperta per non farlo mai sentire solo ma in contatto con il mondo all’esterno. Ai suoi occhi in un istante scivolò velocemente tutta la sua vita: i traguardi ed i successi, le tenerezze e le amarezze. E sentì sulla pelle la stanchezza.

Le novità e la fresca imprevedibilità del futuro. Cosa può esserci di più attraente della vivacità dell’inatteso, della voglia di provare ancora e in naturalezza, assecondando un sogno che, a dispetto della nostalgia, vuole essere vissuto?

Il vento l’ho sentito. Ho pensato che, benché stanco, vista l’ora, mi sarebbe piaciuto uscire e andargli incontro.

 

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