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Traduco...
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

18 giugno 2013






Un silenzio, in un istante d'amore.


 

Pensieri degli anni difficili

Un pensiero che viaggia nella mente. Non so se ha voglia di trovare aria, a respirare. Una insofferenza senza ostacoli mi permette di arrivare al cuore del problema.

Dopo una settimana di grovigli e di dolore, prendo coraggio e mi avvio. Rinfresco il corpo e la mente prima e, come se non volessi porre alcuno scoglio alle ultime ore e a quelle che verranno, indosso gli stessi abiti. Una strana tranquillità mi accompagna. Quasi una certezza: sapere bene come andranno le cose, quali le parole che riempiranno le distanze.

A lungo ho riflettuto e alla fine ho concluso che bisogna sempre dire la verità, soprattutto quando si ama.

Mi allontano, come spesso succede, in un’altra dimensione. I raggi caldi dell’imminente tramonto accarezzano la pelle. Arrivano gli odori dell’estate, solo quelli naturali oltrepassano però la barriera che c’è tra me e il mondo. La luce si prepara a coprire questo mare quasi immobile. Un debole via vai di onde sembra sussurrare al mio orecchio, una poesia. Versi fra le righe, le parole che vorrei ascoltare, note armoniche di una musica fatata che incanta, trascinandomi in un silenzio denso di piacere.

Traduco, uno sguardo in una carezza.

Le mani trattengono il foglio, quasi accarezzando le parole scritte, cercando di capire quale stato d’animo le ha dipinte. È uno sguardo che si lascia bene leggere e dice tanto. Un po’ di delusione, la voglia di raccontare, raccontarsi.

Una leggera nota di imbarazzo si sistema nel mezzo. Mi sforzo di non dire nulla, voglio solo aspettare.

Sveglia, fin dalle primissime ore del mattino, ma in realtà non ho mai chiuso gli occhi in questa notte di sale. I rumori dall’esterno sono accompagnati dalle onde di un mare che in questo primo mattino si confonde con il cielo.

Ad un passo da me. Percepisco che potrebbe essere qualcosa di più, non è stato detto tutto. Una verità esplosa a metà.

Traduco, una emozione in un sussulto. Un battito di cuore accelerato insegue un desiderio che lentamente va concretizzandosi.

Acqua dorata leggermente increspata dalla brezza, solleva il calore donando sollievo e trasmettendo il piacere di assorbire tutta l’aria di questa giornata che non vuole finire.

Mi piace guardare il mare da quella prospettiva dove l’orizzonte incontra il cielo, ma non si fonde con esso, quasi a voler mettere in chiaro le cose. Cammino a piedi nudi sulla freschezza della sabbia, di notte. Sfido l’onda ad ogni passo, cercando con lo sguardo la stella che possa guidarmi nella giusta direzione e, come sempre, finisco per seguire il mio cuore.

Non cederò mai alla necessità di colmare un vuoto di solitudine, anche se...il dolore di perdere i confini e i riferimenti delle proprie sicurezze raggiunge, a volte, la profondità di un malessere che quasi diventa percepibile al tatto.

Con le mani, e con tutta l’anima.

Da quella prospettiva arriva a me chiara l’immagine dell’immensità della Terra e provo un senso di libertà. E’ forse questa la libertà: la capacità di non porre limiti e confini a quello che si vede intorno, solo si vede. Sempre più, ci può essere sempre più, oltre, non ignorando quello che è immediato. Al contrario vissuto ed assorbito, apprezzato nell’interezza della semplicità e goduto.

Leggo la pagina di un libro che promette, la sfioro accarezzandola, traduco una storia che cattura in una realtà che vivrà.

Traduco, una espressione di sorpresa in un momento di dolcezza. Immediatamente colgo l’occasione e, raccogliendo tutte le percezioni che mi hanno guidato, intraprendo un’altra strada. Non voglio sapere dove mi condurrà, mi guardo intorno fino a che mi è concesso di allungare lo sguardo sul paesaggio che si perde a vista d’occhio. Ed io, in lui...

Il silenzio sovrasta sui rumori della sera. Arrivano quasi ovattati da lontano senza disturbare; questa notte, che si appresta ad essere vissuta, non vuole addormentare. Mi incita a non chiudere gli occhi e ad uscire. Quattro passi sulla riva, senza vedere le deboli onde che arrivano a fatica. Immaginare la freschezza dell’acqua sulla pelle, purificare. A liberarsi dalle zavorre che ancorano i sentimenti alla rigidità.

Traduco, un silenzio in un istante d’amore.

 

Fernanda - 18.06.2010

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