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Songwriting.
di Francesca D’Andrea  ( fragym@libero.it )

12 giugno 2010






Non chiamatele canzonette...


Approfondimenti tecnici

 

Il canto e le canzoni entrano a far parte della nostra vita sin dalla prima infanzia sotto forma di ninne nanne e filastrocche . I bambini iniziano molto presto ad improvvisare con la voce, creando versioni personali di canzoni familiari , e spesso nel cammino verso l’età adulta, si identificano con canzoni e cantanti. Il testo di una canzone fornisce spesso una precoce esperienza del modo in cui si possono usare metafore per comprendere il significato degli avvenimenti.

Come afferma K. Bruscia (professore di musicoterapia americano) "per gli esseri umani le canzoni sono modi di esplorare le emozioni. Esse esprimono chi siamo e come ci sentiamo, ci portano più vicino agli altri, ci fanno compagnia quando siamo soli. Esse articolano i nostri credi e i nostri valori. Man mano che gli anni passano, le canzoni portano testimonianza della nostra vita. Ci permettono di rivivere il passato, esaminare il presente e dare voce ai nostri sogni del futuro. Le canzoni intrecciano racconti delle nostre gioie e dolori, rivelano i segreti più nascosti, esprimono speranze e delusioni, paure e conquiste. Sono il nostro diario musicale, le nostre storie di vita. Sono i suoni del nostro personale sviluppo."

Proprio per queste ragioni le canzoni sono entrate a far parte da tempo della "cassetta degli attrezzi" del musicoterapista. Usate nel corso di una seduta possono dare sicurezza, sostegno, stimolo o rilassamento. Possono aiutare le persone a riflettere sul proprio passato, presente o futuro, ad entrare in contatto con pensieri inconsci, affrontare difficoltà relazionali e proiettare i propri sentimenti sulla musica. Le canzoni, se usate in gruppi, incoraggiano l’interazione sociale e forniscono sostegno al gruppo stesso. Esse sono in grado di catturare i cuori e le menti di ogni generazione, e diventano spesso uno specchio che riflette gli atteggiamenti culturali, filosofici e politici di un’epoca. Le usiamo per esprimere, rabbia, gioia o dolore, per protestare o celebrare momenti importanti.

Nell’accezione comune la canzone può essere definita come "un pezzo di musica per voce o voci accompagnata o non, o l’atto o l’arte del cantare." (Stainer e Barret, 1875)

Ma in che cosa consiste la composizione di canzoni in musicoterapia? La composizione d i canzoni in musicoterapia (o Songwriting )può essere definita come Il processo di creare,scrivere la partitura e/o registrare parole e musica da parte del paziente o gruppo di paziente del terapista nel contesto di una relazione terapeutica per affrontare i bisogni psicosociali, emotivi, cognitivi, e comunicativi del paziente.

I musico terapisti possono scrivere canzoni per e con i pazienti per affrontare diversi bisogni : psicologici, emotivi, comunicativi e sociali. Il ruolo del musicoterapista all’interno di una seduta di songwriting è quello di facilitare il processo di produzione della canzone, in modo che il paziente crei una canzone che possa sentire come propria e che esprima pensieri e sentimenti personali.

La composizione di canzoni può essere utilizzata per affrontare varie problematiche e può essere rivolta a diverse fasce d’età: bambini e adolescenti ospedalizzati oppure con difficoltà emotive, adulti sottoposti a cure palliative o affetti da problemi di salute mentale, persone ospitate in case di cura per anziani ecc... gli obiettivi principali ai quali il songwriting fa riferimento sono: migliorare la comunicazione, espressione ed esplorazione del sé, rivisitazione della propria vita, esternare questioni personali dolorose, e potenziare le abilità cognitive.

Esistono tecniche di composizioni di canzoni strutturate e non strutturate. Tra le tecniche strutturate, quella di riempire gli spazi vuoti è adoperata di frequente . In essa le parole chiave di un una canzone pre-composta vengono sostituite con parole proprie, oppure vengono aggiunti dei versi creati . In alternativa è possibile costruire una parodia della canzone rimpiazzando tutte le parole di una canzone nota con quelle inventate dai pazienti, mentre la struttura melodica, armonica e ritmica della canzone rimane invariata. Le canzoni composte liberamente senza una struttura prestabilita, permettono invece maggiore creatività e autonomia. Alcuni autori suggeriscono di offrire un punto di partenza ai pazienti fornendo un’emozione o un tema specifico da usare per scrivere il testo della canzone.

In alcuni casi incanalare le proprie emozioni in una forma creativa può rivelarsi una maniera socialmente accettabile e più sicura di esprimersi . Può essere un modo di ottenere attenzione, rispetto e stima da parte di familiari e amici dal momento che le canzoni, una volta registrate possono essere portate al di fuori del setting di musicoterapia ed entrare a far parte della vita di tutti i giorni.

 

Bibliografia

 

F. Baker- t. Wigram, Songwriting, Ismez , Roma 2008.

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