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Quesiti - Il tradimento.
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

30 gennaio 2010



È giusto o sbagliato?


 

Psicologia in pillole

Alcuni presunti esperti sostengono che il tradimento, in una coppia sposata "annoiata", sarebbe utile in quanto farebbe entrare un po’ d’aria in un matrimonio claustrofobico. Io ho difficoltà a vedere dei possibili benefici in questo tipo di scappatoia. Qual è il suo parere in proposito?

Lettera Firmata

 

Il termine tradire deriva dal latino e veniva, all’inizio, utilizzato per connotare le persone che, per paura di morire "consegnavano" al nemico qualcosa di prezioso che avevano in carico (nominativi, città da proteggere, etc.); la radice etimologica, infatti, significa "mettere in mano, consegnare". Nel tempo questo vocabolo si è arricchito di altre sfaccettature che evidenziano il venir meno ad un impegno preso.

Prima di valutare i motivi che determinano "stanchezza" all’interno di una coppia, sarebbe opportuno non dimenticare che quello che si conduce "fuori", è il risultato delle miriadi di riflessioni che ciascuno crea in se stesso, in base alla propria personalità, agli obiettivi di vita e agli eventi più o meno occasionali. Molti dei problemi nascono dall’errata convinzione che l’amore sia un "fatto" imponderabile e segua delle leggi oscure, casuali e, a volte aleatorie.

Niente di più sbagliato

Da valutazioni opportune, frutto di studio, analisi introspettive, esperienza e buon senso deduttivo, possiamo concludere che l’amore, in realtà è quell’intenso sentimento basato su una multifattorialità di elementi (affetto, rispetto, stima, complicità, curiosità, amicizia, erotismo, intimità, solidarietà, protezione, comprensione, accettazione, "freschezza", etc.), i quali producono un’attrazione crescente e irreversibile, fra due persone che tendono a diventare, via via, sempre più mature.

E allora...

Due individui che vedono nella coppia un’opportunità da cogliere come risultato di impegno, senza lasciare che (come una casa non curata che ingrigisce ogni giorno di più, o una pianta non "seguita" che corre il rischio di avvizzire) l’abitudine, sommata alle tante frustrazioni del quotidiano, spenga l’interesse, non vanno incontro a demotivazione vicendevole.

Altrimenti...

O ci si avvizzisce o si cerca altrove. In quest’ultimo caso, il consapevolizzare che uno dei due ha un’altra relazione (più o meno stabile), può scuotere e scombussolare allo stesso modo di quando ti accorgi di aver perso qualcosa che, prima davi per scontato e poi, invece, consideri in tutto il suo valore. Resta il fatto, però, che se si volesse continuare, bisognerebbe impostare una strutturazione nuova su cui basare nuovi intendimenti e propositi. Senza ciò, forte sarebbe la possibilità di recriminazioni tossiche.

In conclusione

Molte sono le cause di dissapori e allontanamenti: stanchezza, noia, sadismo, superficialità, delusione, curiosità, etc. Qualunque sia la motivazione, alla base c’è, comunque, un disaccordo (o un’insoddisfazione) più o meno evidente che fa venir meno l’impegno affettivo e morale che ci si è assunti nel momento in cui si è stabilito di intrecciare una relazione "seria". Continuare senza correzioni di rotta, sarebbe un tradimento, si, ma di se stessi più che dell’altro.

 

G. M. - Medico Psicoterapeuta

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