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Voci.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

30 ottobre 2015






Per guardare in fondo agli occhi, in un cielo senza spine.


Pensieri degli anni difficili

Se solo mi passasse questo fastidio! Riuscirei a respirare anche questa frustrazione scatenata dallo spegnimento.

L’entusiasmo.

No, questa non vuole essere né malinconica né triste. Vorrei poter dire tutta, ma proprio tutta la verità, senza urtare né ferire. Solo per sentirmi in pari con me stessa, con la mia coscienza e avere un motivo in più per provare a riaccendere la luce.

Hanno provato a spegnerci! E forse un po’ ci sono riusciti, ma noi siamo abituati alle tormente della vita. Abbiamo navigato per mari fortemente agitati, cercando di non farci travolgere dalle onde, anzi cavalcandole. Cogliendo il momento opportuno per salire sulla cresta e, con fierezza, abbiamo provato a sollevarci tendendo le braccia verso il cielo.

Che fortuna avere avuto dal passato i migliori insegnamenti della vita!

Quando mi trovo in difficoltà, spesso mi fermo nel presente e, guardando dritto al futuro, volgo lo sguardo un momento nel passato. Sempre all’interno di un velato contesto mi rivolgo alle origini e ripenso con nostalgia. Rivedo un uomo dedito al lavoro e alla famiglia. Giorno dopo giorno il piacere di contribuire, di rendere la propria opera disponibile e fruibile agli altri e per se stesso. Un senso del dovere fatto di operosità e grande onore. Il tutto tornava indietro sotto forma di rispetto, da parte degli altri che non mancavano occasione per fare notare e ringraziare.

Che grande fortuna abbiamo avuto!

Comincio il mio percorso inseguendo una scintilla che velocemente schizza davanti ai miei occhi. Molto rapida, ma altrettanto chiara e nitida da farmi vedere senza dubbi e titubanze quello per cui sono designata. Dove appoggiare l’attenzione, assecondare il mio ingegno, liberare la mia fantasia.

A piedi nudi cammino sui trascorsi, provando, con sincerità e senza nascondermi, ad analizzare ogni anno vissuto, soppesando l’impegno sulla bilancia della vita. Avendo il coraggio di guardare dov’è che il piatto pende verso il basso. Senza rimorsi né rimpianti e né quei "forse avrei potuto" che a volte viaggiano nei pensieri disturbando le normali attività e facendo un po’ di male.

Tutto sommato, non mi pento quasi mai di quello che scelgo, quando ne ho la possibilità. Sono immediata ed impulsiva ed una volta presa una decisione, viaggio dritta, evitando i piagnistei ed i ripensamenti, anche quando le cose non vanno proprio come dovrebbero.

Ma in fondo cosa desidera l’essere umano?

Risulta difficile dare una risposta univoca. Ognuno ha i propri sogni da realizzare, diversi anche a seconda delle necessità. E allora forse qui è utile fare una precisazione e ricordare la differenza fra sogni e bisogni, fra desideri ed utilità. Ricordare che c’è una differenza.

Mi piace però pensare che esiste un punto sistemato all’interno di un particolare momento della vita di ognuno di noi, in cui la necessità di dover garantirsi la sopravvivenza nelle cose essenziali e fondamentali incontra il più bel sogno inseguito per gran parte dell’esistenza.

Passo sempre più tempo ad ascoltare le voci della gente, guardando in fondo agli occhi e cercando di immaginare cosa muove ogni evento che fa seguito ad una attività di pensiero.

Vorrei poter vivere in tranquillità! Quando mi si chiede qual è la cosa che più desidero, senza pensarci su troppo e come un lampo proiettato sullo schermo dei miei anni, si illumina la ricerca della stabilità che non produca alcuno stress. Condizione in assoluto molto difficile da realizzare, nemmeno se spegni tutte le luci sistemate agli angoli del cuore e decidi di accostare senza più correre.

In questi giorni ho imparato del nuovo. Ho imparato ad ascoltare senza volere a tutti i costi parlare. Assecondare osservando, cercando di evitare di creare le difficoltà.

Affacciandomi sul mattino presto di un mattino grigio e piovoso ho sentito la voce della speranza in un gesto di solidarietà. L’istinto di scendere, lasciando le sicurezze che cingono le mie solidità. La voglia di appartenere, magari un po’ rinunciando.

Fernanda (21 Ottobre 2009)

 

 

 

 

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