HOME - GLI AUTORI - LE SEZIONI - VIDEO - LINK
 

Inviaci un tuo articolo

Partecipa anche tu !
Scrivi un articolo

   Cerca nel nostro archivio:
Intifada?
di Vincenzo Andraous  ( vincenzo.andraous@cdg.it )

8 marzo 2009

Ricordo un paese del Nord, un campo sportivo, tanti ragazzini rincorrere un pallone, scalciare e gridare. A scuola, in classe, per la strada, le solite voci, sempre quelle, come i volti e le mani additare, "ecco arriva il terrone, eccolo è arrivato". Un giorno dopo l'altro, dalle elementari, alle medie, a rimbombare nella testa quella parola "terrone". Uno sgambetto, un goal annullato, un dribbling di troppo e quel ragazzino per terra, sempre sotto, schiacciato dal peso e dalle manate dei compagni, finché un giorno accadde qualcosa di imprevisto: "il terrone" fece una scoperta inaspettata, un incontro che mutò la sua esistenza, tracciò la sua storia e purtroppo quella di tante altre persone. Mentre la squadra compatta avanzava verso l'obiettivo da atterrare, il terrone afferrò una pietra ai bordi del campetto, senza pensarci due volte e la calò con forza sulla testa del primo ragazzino che gli stava venendo addosso. Il plotone d'assalto si arrestò, le urla cessarono: da quel giorno non ci furono più sberleffi, minacce, offese, né in campo, né in paese, il ragazzino era diventato il pericolo da rispettare, quel gesto aveva trasformato l'ambiente e le persone, a 13 anni era diventato un "protagonista". Così fu con tutte le tragedie che seguirono... PER LEGGERE TUTTO IL TESTO, CLICCARE SUL TITOLO.






Rammento bene quella rappresentazione adolescenziale, non ci fu apprendistato per il terrone, la discesa al dirupo fu istantanea. A tanti anni di distanza il mondo si è capovolto, è andato in testacoda, si è rinnovato, eppure persistono ancora le identiche dinamiche e pratiche conflittuali, violenze e indifferenze, come se la storia fosse una comparsa anonima che replica se stessa, senza un passato e un presente che collaborano e convivono per disegnare una forma accettabile di futuro. La violenza non fa passi indietro, non si piega alla ritirata, non corre all’angolo della pietà. L’attualità sconvolge i cuori e la ragione, giovanissimi che violentano una compagna di banco, bulli che rapinano e stendono a terra i coetanei impauriti, piccoli devianti che bruciano e lacerano nel tentativo di asservire al loro vuoto esistenziale il più debole e indifeso. La società imbarbarita e abbruttita non ha più capacità educative autorevoli per mettersi a mezzo a una fraintesa adrenalina derivante dal sangue, dal dolore, dalla morte. Ogni giorno il livello di scontro culturale è in aumento, non ci sono più regole, solamente territori da conquistare, a caccia di prede ignare da impallinare "per vedere l’effetto che fa". A tu per tu con la violenza, da quella dei resoconti di ieri e di oggi, che diventano una regia ben orchestrata per quella violenza che sarà senz’altro domani, è una violenza che spesso non incoglie inaspettatamente, è una violenza sotto pelle: c’è, è lì, inebetita dalle immagini, dalle sequenze, dai suoni che la accompagnano: i video, i film, Internet, la tv, sparano e ripropongono la botta alla nuca come una malvagità attraente, il colpo finale come una metafora soddisfacente, la carne a brandelli come una sintesi del vivere quotidiano più normale. La violenza è sempre prodromica di sciagure e devastazioni, soprattutto tra i più giovani, quelli che non sanno o vogliono contare fino a dieci, quelli del tutto e subito, quelli che usano il sasso invece della pazienza e della capacità di chiedere aiuto agli altri, perché ci hanno insegnato a non fidarci di nessuno, a pensare illusoriamente a salvarci da soli. Se ripenso a quel ragazzino, a quella pietra, alla scoperta della violenza, mi viene in mente come a volte il passo sia breve per passare da un comportamento bullistico a quello deviante, entrare a fare parte della sequela degli abbandoni, delle visioni unidimensionali, dei deliri di onnipotenza.

SERVIZI
Home
Stampa questo lavoro
(per una stampa ottimale si consiglia di utilizzare Internet Explorer)

Segnala questo articolo
Introduci il tuo nome:
Introduci email destinatario:

STESSA CATEGORIA
Tasse: cui prodest?
Due pesi...
Dialogando...
Beati quei popoli che non commemorano eroi.
Donne e bambine quotidianamente oltraggiate.
...E’ la solita storia...
ANAS e ananassi... di bugie.
Come Tollerare...
Precariato sociale. Il prezzo dell’intelligenza.
RealtÓ e VeritÓ
Ancora Leonardo, ancora il silenzio.
Cultura e civiltÓ.
Gli occhi di Karol.
Recuperare il valore delle proprie risorse.
Ah...Trenitalia!
Giustizia che trasforma.
Scaricabarile...
L’Europa occulta
L’interioritÓ del macrocosmo...
Silenzio.
DELLO STESSO AUTORE
Ges¨ dovrebbe rifiutarsi di risorgere!
LibertÓ va cercando ch’Ŕ sý cara...
Un uomo in vendita.
Nascosti, dietro la festa della donna.
Un passato da tenere pancia a terra.
Amore che non trema.
Quest’anno il Bambino Ŕ nato a casa mia...
La casa del Cuore...
Spread, articolo 18 e vecchi merletti...
Che nessun dorma.
Aspiranti professionisti dell’ultima meta.
Riconsegnare, alle persone, il loro valore!
Natale 2015
Vittime... O Carnefici?
Dal baratro alla rinascita.
Ma... cos’Ŕ, la LibertÓ?
Alle cosiddette persone civili...
Educare...
Nuova quotidianitÓ del vivere civile.
La fuga e la coscienza.
ARCHIVIO ARTICOLI
Rubriche
Settore Legale
Medicina, Psicologia, Neuroscienze e Counseling
Scienza & Medicina
Emozioni del mattino - Poesie
Economia, Finanza e Risorse Umane
Cultura
Parli la lingua? - DIZIONARI ON LINE
Proverbi e Aforismi
Al di lÓ del muro! - Epistole dal carcere
Editoriali
Organizza il tuo tempo
PROGETTO SCUOLA
La Finestra sul cortile - Opinioni, racconti, sensazioni...
Legislazione su Internet
Psicologia della comunicazione
La voce dei Lettori .
Filosofia & Pedagogia
Motori
Spulciando qua e lÓ - CuriositÓ
Amianto - Ieri, oggi, domani
MUSICA
Il mondo dei sapori
Spazio consumatori
ComunitÓ e Diritto
Vorrei Vederci Chiaro!
News - Comunicati Stampa
Una vita controvento.

PROPRIETARIO Neverland Scarl
ISSN 2385-0876
Iscrizione Reg. Stampa (Trib. Cosenza ) n░ 653 - 08.09.2000
Redazione via Puccini, 100 87040 Castrolibero(CS)
Tel. 0984852234 - Fax 0984854707
Direttore responsabile: Dr. Giorgio Marchese
Hosting fornito da: Aruba spa, p.zza Garibaldi 8, 52010 - Soci (Ar)
Tutti i diritti riservati


Statistiche Visite
Webmaster: Alessandro Granata


Neverland Scarl - Corso di formazione