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Una stella...
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

28 dicembre 2008






Ode alla vita.


Pensieri degli anni difficili - 95

Se accanto accendi una lampada brillano i suoi riflessi, aumentando il valore del simbolo. Pochi doni, ma pensati con tale sentimento!

Ancora una volta mi ritrovo all’interno della dimensione che preferisco, alla vigilia di un nuovo traguardo, con la possibilità di dare un tocco di colore ai toni di grigio che vestono i pensieri che incupiscono.

Mi fermo a pensare alle parole trasmesse.

Ruotano lentamente i riflessi, scomposti in più colori e arrivano ovunque, questa splendida giornata di sole lo permette. Da un angolo di mondo si intravede un po’ di montagna spruzzata di neve. Il mio sguardo viaggia e si ferma in un posto un po’ triste e troppo freddo. Mi si stringe il cuore per tutto quello che non ho più, ma con la stessa intensità e forza di un’onda grande, sopraggiunge la consapevolezza di aver avuto tanto.

Il viaggio è appena ricominciato!

Per un istante gli occhi si incontreranno e, scorrendo velocissimamente tutti i momenti passati insieme, si raggiungeranno paesi lontani. Poi, con l’armonia che lega e che fa da contorno a questi giorni di forte emozione, si vivranno come sempre.

Ma, il sole quest’oggi è seducente e invita a respirare di aria pura. Decido senza troppo pensare, raggiungo la vetta più alta a sentire il silenzio, senza un suono.

Ritornano le parole e scivolano senza far rumore, lasciano una traccia e anche se possono servire ad indicare la giusta strada, spesso ingombrano solcando nel cuore, non sempre si è pronti ad accoglierle.

Illumina la via, alimenta l’immaginazione, conforta e riscalda nei momenti di solitudine.

Mi guardo indietro fra i giorni trascorsi e con una punta di tristezza rivedo le debolezze dell’umanità. Confusione, si perdono i riferimenti, si corre alla ricerca del tempo da riempire senza aver la saggezza e la consapevolezza che è dentro di sé che si può e si deve trovare la forza del giusto. La speranza guida il percorso, sostiene nelle scelte e aiuta nella chiarezza. Ancora una volta sento che è una lotta a cielo aperto, nulla si ottiene senza dover pagare un prezzo.

La speranza è in se stessi!

Le riflessioni obbligano e a volte creano una barriera col mondo esterno. Osservo un po’ perplessa sforzandomi di capire.

Sono sempre più attratta dalle atmosfere che nascono guardandosi solo dentro gli occhi, ancora una volta senza parlare, lasciandosi guidare dall’intuito, creando una sorta di legame. E così lascio vagare la mia immaginazione e sotto un cielo gelido di stelle mi ritrovo all’interno di una casa scoppiettante di calore, davanti una tazza, o forse due, fumante di buon tè, insieme al gusto dello stare insieme. Per raccontarsi.

Le sorprese nascono per rompere le monotonie, rendono imprevedibili i momenti e strappano i sorrisi.

Non mi piace rimanere sulla riva a guardare da lontano, mi lancio semmai a cavalcare le onde per arrivare a toccare con la mano quel tramonto che chiude il giorno.

Una stella brilla in cima, sistemata con la cura che solo può chi prova un sentimento. Sposto lo sguardo per poter meglio ammirare e ripenso a quanto è stato. Nella mente risuonano i versi di un’ode che ha illuminato la mia strada e, anche se spesso fra le dita sento solo il calore della mia pelle, penso di avere tanto.

La si può leggere da qualsiasi angolazione, si recita mettendoci dentro tutto il sentimento, come una preghiera, diventa un credo, un simbolo, un qualcosa cui aggrapparsi per fortificarsi quando i giorni scivolano di mano e lasciano il posto al grigio che non trova colore.

Fernanda

ODE ALLA VITA

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.

Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ’i’

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge, chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

 

Pablo Neruda

 




 

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