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La freschezza.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

3 febbraio 2008






Memoria dei ricordi.


 

Pensieri degli anni difficili - 67

Limpida. La giornata che si presenta ai miei occhi quest’oggi è chiara e tersa, nei colori di un freddo acuto che sbatte sulle guance arrossate e sui capelli di primo mattino, arruffati e coi capricci.

Cos’è che determina l’umore quando si riaprono gli occhi al mondo e alle novità delle giornate?

Ecco, forse la risposta è contenuta nella domanda. La novità delle giornate!

A volte mi prende un senso di malessere e di pigrizia tale che non riesco proprio in alcun modo ad assecondare i normali gesti obbligatori allo svolgimento delle attività quotidiane. I soliti movimenti mi abbattono e mi fanno perdere i primi attimi, quando hai appena spento il monitor sui sogni e ti stai sintonizzando sui progetti che hai messo a riposare poche ore prima. Però, se i rumori della strada lentamente, senza invadere, raggiungono indisturbati, accompagnati da uno spiraglio di luce che dolcemente invita al risveglio si prova il senso della freschezza.

Mi sollevo con gli occhi ancora chiusi, un brivido di freddo mi pervade, ma non infastidisce anzi serve a tonificare, raggiungo il profumo del buongiorno e, affacciata dalla finestra sul mondo che sta per arrivare, lo gusto.

Un’occhiata qua e là, cerco di ricordare cos’è stato nella sera precedente, quali note hanno seguito i miei pensieri, quali righe hanno dipinto la mia anima. Una tazza ormai fredda vaga nei posti più impensati. A volte mi piace lasciare le cose così come stanno. Perché mai affannarsi a dover risistemare tutto ciò che ha riscaldato e accolto, quel che ha fatto compagnia e condiviso insieme a te? La lascio là ancora un po’, mi dà l’idea che la notte non sia terminata, che posso dondolare fra le mie cose senza dover interagire. È così difficile in questo periodo!

I miei fogli sparsi negli spazi, qualcuno ha suscitato l’attenzione più degli altri, è su questo che ho costruito l’intera settimana. Provo un immediato senso di libertà, sono senza schemi e fortunata, posso assecondare la mia mente, ogni richiesta si trasforma in un desiderio da esaudire ed esaudibile.

Mi fermo un momento: non sarà una illusione?

La freschezza nell’aria che si respira, un raggio di sole che penetra fra l’azzurro di un cielo tutto da esplorare e anche da vivere in questa giornata, preludio ad un istante che sarà archiviato fra i ricordi che vorresti non avere.

Già, la memoria dei ricordi!

È domenica mattina, anche questa fresca e luminosa, il bello sta nel gironzolare senza fretta, godere dell’ozio in ogni passo, in ogni cosa che deve essere sistemata ma senza un ordine legato ad una necessità temporale. Quello che più preferisco è soddisfare la curiosità, un clic sul mondo e in un batter d’occhio divoro quanto è successo nelle ore che hai trascorso in un’altra dimensione. Di sfuggita seleziono con la mente ciò che più cattura il mio interesse. È fantastico, sembra messa apposta là, per me, per augurarmi un buongiorno, quasi una speranza da accendere e alimentare. La assorbo fino in fondo e inizio a pensare...

La conoscenza sa di infinito, è come nutrirsi di un qualcosa che mai ti sazierà, quasi come una piacevole dipendenza senza alcun effetto collaterale, se non il gusto di arricchire le porte del sapere e il bagaglio della cultura. In senso ampio, non legata necessariamente ad un progetto da concludere e da mostrare, può essere per un nobile scopo che merita il rispetto più assoluto. Da una riflessione ne nasce un’altra, un’altra curiosità da soddisfare, le ricerche si arricchiscono di parole e scritti, sui quaderni, fra le cartelle virtuali che mi sforzo di mantenere in un ordine non casuale ma pratico da gestire e da consultare, nei post-it appuntati alle pareti per non dimenticare.

Dalla quantità di informazioni che viaggiano all’esterno giunge a noi tutto ciò che suscita. Si scatena una interazione che, oltre alla vibrazione raggiunta per aver assorbito uno stimolo, si trasforma in una corrente che si propaga e che come scopo ha quello di attivare. Il risultato si traduce in un dolce scambio, come una piccola scossa che scuote quasi a risvegliare, ad invitare le menti a domandare, affinchè i pensieri diventino più forti.

La freschezza sta nel piacere di acquisire, di trasmettere, di donare...

 

Fernanda

 

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