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Il caro amico punto.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

20 febbraio 2007






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Pensieri degli anni difficili - 27

Così dice Cristina!

Come si potrebbe commentare questa frase? E’ un’affermazione, un modo per affrontare delle situazioni. Forse per chiudere dei capitoli...

Non è mica facile, mi viene da obiettare!

"In totale libertà e armonia con la natura."

Siamo ancora nel cuore dell’inverno, anche se le miti temperature questo anno non ci hanno concesso il piacere delle serate fredde, da riscaldarsi sotto i piumoni tirati su fino al naso. Non ho ancora abbandonato col pensiero gli orizzonti bianchi e innevati, anzi ancora la mia valigia è nell’ingresso pronta per essere preparata, che inevitabilmente mi viene da fantasticare sull’estate e la bella stagione. E con questo anche alla mia prossima passione sportiva.

Intraprendo e vivo con sviscerato trasporto la fase di preparazione di molte discipline sportive. Fin da quando ero piccola. Potrebbe denotare incostanza e forse così è, ma sta di fatto che alla fine mi ritrovo una stanza piena, zeppa di attrezzature sportive di ogni genere! Pattini a rotelle, roller-blade, racchette da tennis, mountain-bike, skate-board, tutto per il nuoto in piscina, ping-pong, sci e scarponi per la neve e per una brevissima fase della mia vita anche sci acquatico. Pochi anni fa ho preso lezioni di flamenco. Mi piace pescare al lago e correre. Questo comporta tra l’altro una notevole quantità di scarpette che hanno ormai invaso la mia casa e delle quali non riesco a disfarmene! Senza considerare i pesi e tappetini vari per allenare i muscoli, braccia, addominali e tutto il resto.

Mah, beato chi capisce! Io spesso ci rinuncio.

È un po’ di tempo che nella mia testa aleggia il volo libero. Disegno con la mente traiettorie che mi consentono di volteggiare dentro il celeste del cielo, lanciandomi dall’alto di una ripida montagna e assecondando il soffio del vento.

Non riesco a ricordare chi di recente o forse nella scorsa estate mi ha parlato di questo sport invitandomi a vivere questa esperienza. Parliamo di parapendio! Un leggero paracadute che montato sulle spalle permette l’ebbrezza del volo.

Da sempre l’uomo è stato attratto dalla capacità degli uccelli, forse perché con il volo il senso della libertà è totale, si è presi dalla possibilità di viaggiare sospesi sulle cose della terra avendone il controllo e una visione a 360°.

Mi viene però in mente il mio primo viaggio in aereo, ricordo bene appena scesa di aver pensato che preferivo di gran lunga la bicicletta. Nonostante oggi sia il principale mezzo di locomozione, l’ansia dell’ascesa e discesa viaggia accanto a me. E vuoi l’avanzare degli anni, vuoi i fatti del mondo si vola sempre più spesso come se si stesse sdraiati su di un letto di spine.

Ma tutto questo come si lega al parapendio? O meglio come è possibile che pur volando su di un comodo aereo non in totale tranquillità possa desiderare di imbracarmi delle ali di un leggero tessuto sulle spalle e buttarmi dal picco più alto di una montagna? E ancora qual è la connessione fra il parapendio e il punto di Cristina?

Questa volta è veramente difficile, non so se ci riuscirò!

Soffro di vertigini...!

Questo può rappresentare un ostacolo al parapendio? Dentro di me la solita vocina mi tranquillizza, non credo costituisca un impedimento, l’importante è vivere la disciplina in equilibrio con l’ambiente... Magari non esagerando con le giravolte, appagando il desiderio del volteggio senza pretendere quello che è troppo difficile da realizzare. Che so, un salto dall’alto di una montagna che si proietta su di una scogliera acuminata. Perché, parliamoci chiaro e in sincerità, qualche rischio si corre sempre!

Ed è qui che sopraggiunge Cristina e il suo punto.

Una volta che si è fermamente convinti che il desiderio è quello di librarsi nell’aria, assaporando la dolcezza del vento che si infiltra nei capelli e che penetra fra i pori della pelle, quasi in un mistico percorso di purificazione, assecondarlo e viverlo nella sua interezza. Tenendo però ben presente che il tempo è imprevedibile e mutevole e avverse condizioni atmosferiche, che magari nemmeno immaginavi dalla terraferma, sono sempre in agguato.

Vivere dell’aria più bella cogliendo i panorami impensati, portando sempre con sé il rischio e la certezza che esiste sempre il caro amico punto.

Vola solo chi osa provare (Sepulveda)

Fernanda

 

Si ringrazia Cristina per lo spunto che ha permesso la riflessione.

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