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Corsi e ricorsi storici...
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

20 febbraio 2007

Corsi e ricorsi storici o, magari, solo silente continuità tra disattenzione e arroganza? Questo è l'amletico dubbio che angoscia ( o meglio che dovrebbe angosciare) l'animo degli italiani dopo le preoccupanti notizie degli ultimi giorni relative ad un evidente quanto improvviso ritorno delle brigate rosse, meglio conosciute come B.R.. L'intera nazione è rimasta attonita, quasi come se fosse caduta nell'oblio dei tragici ricordi macchiati dal sangue di gente innocente e lordati ancor di più da strani atteggiamenti di uno Stato a dir poco inqualificabile oltre che, ovviamente, ingiustificabile, atteggiamenti consumatisi tra processi farsa, assoluzioni eccellenti e clamorosi depistaggi che ci hanno portato ad una verità probabilmente non vera così come non vera era, in realtà, la verità annunciata al popolo italiano di aver sconfitto il terrorismo. Qualcuno, a quei tempi, fu deriso nel mentre raccontava la propria verità, una verità che raccontava di una semplice quanto calcolata ritirata strategica del terrorismo piuttosto che di una sua sconfitta, avvertendo chi di dovere di non abbassare la guardia. Ma così non è stato e altro sangue in questi anni è stato versato fino a giungere ai nostri giorni e alle recenti scoperte di arsenali e di covi in cui si è decisa, ancora una volta, la morte di altri esseri umani. Gli Italiani seguono con seria trepidazione l'evolversi di una situazione che sembrava essere stata debellata ormai da qualche... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...lustro e che invece, da poco, si è scoperto che non lo è stata per niente. Chi come me ha vissuto i famosi "anni di piombo" sa di cosa sto parlando e pertanto riesce ad immaginare il rischio a cui è esposta la nostra nazione nonostante le (poco) rassicuranti notizie che, in tutta fretta, le autorità lasciano trapelare sull’argomento. Confesso che ad un immediato stupore, nel mio animo, è seguita una riflessione che ritengo giusta per quanto cruda e inaccettabile: ma perché ritenere il terrorismo esaurito o meglio, come si è potuto farci credere di averlo veramente sconfitto? In genere un fenomeno si esaurisce quando si esauriscono le cause che lo hanno determinato. Per quanto mi riguarda non credo proprio che alcune cause scatenanti come, ad esempio, malcontento verso chi governa e disuguaglianza sociale si siano esaurite, allora la domanda nasce davvero spontanea: perché in Italia si dovrebbe ritenere esaurito il fenomeno del terrorismo? La prova del nove, del resto, è rappresentata dallo strisciante (perché noi italiani siamo un po’ così) malcontento verso le cose di casa nostra e basta dare una semplice occhiata al mondo del lavoro, ai servizi offerti al cittadino da uno Stato disattento e menefreghista, all’aumento sconsiderato della pressione fiscale in barba alle mille promesse mai mantenute, ai conti correnti degli italiani, per capire che da vent’anni a questa parte nulla è cambiato anzi, se mi lasciate passare la forzatura (che poi tanto forzata non mi pare che sia) le cose sono addirittura peggiorate. In venti anni, infatti, ho visto sgretolarsi una classe media e ho visto aumentare il divario opprimente e disgustoso tra ricchezza e povertà: di fronte a questo, onestamente, pur condannandola, non mi sento colto di sorpresa dal ritorno (o, forse, dalla continuità) del terrorismo nel nostro malandato Paese dei balocchi.

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