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di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

15 novembre 2006






E basta?


 

Pensieri degli anni difficili - 16

Solo un pretesto, a volte basta solo un pretesto per dare libertà alla rabbia che porti dentro. Ma quando non riesci, sei obbligata, sei costretta... Rimango sconvolta e paralizzata di fronte alla superficialità dei comportamenti. A volte trascorri gran parte del tuo tempo aggrappata all’illusione della possibilità, non tanto per dare una forma ai tuoi desideri, quanto per respirare un’ondata di complicità. Ed invece ti scontri con l’insensibilità.

Ma questa sera non voglio aprire la mente ed il mio cuore. Non ne ho nessuna voglia! Ci penserò domani.

Sono arrivata di corsa in casa, non ho avuto la forza di prepararmi per la sera. Il sangue come ghiaccio nelle vene a tal punto da aver paura di perdere la sensibilità sulle dita. Il tempo di accendere una piccola luce, debole ma intensa in alcuni punti e poi sotto le mie coperte al riparo dall’esterno. Lascio sempre un po’ le tapparelle in alto, poco però, in modo da intravedere solo il cielo ed escludere dalla mia visuale i palazzi, il traffico e quanto altro mi ricordi la realtà del mondo. Se proprio voglio trovarvi un significato potrebbe essere per rifugiarmi, quando non vuoi né condividere né vivere con gli altri, quando ti senti inadatto a sostenere e incapace a dare voce.

In questo momento vorrei poter parlare della delusione. Quella che ti blocca la parola nel pensiero, che arriva all’improvviso con un getto di acqua gelida e ti paralizza l’entusiasmo.

Mi chiedo se forse esagero, ma è questo il mio stato d’animo. È difficile scindere i momenti, inseguire il vissuto di un istante quando sei invece preso dalla gioia di aver finalmente ritrovato. Quando ti sei accorto di essere sul bordo di un precipizio e per perdere anche quella luce che ha colorato il tuo momento di oscurità. Una delle poche che vive nel tuo cuore, nell’intensità e nella profondità dell’amore che pervade la tua persona, che scorre e che vorresti non si spegnesse mai.

Spesso mi spavento dinanzi alla volubilità. Basta uno sguardo ma a volte anche meno, anche solo l’inflessione della voce, l’impercettibile variazione di tono che suscita un improvviso cambiamento di umore. Potrebbe sembrare superficialità accompagnata da una buona dose di egocentrismo, ma non è così, al contrario è ipersensibilità, la capacità di vedere oltre...e di sentire più...

Che cos’è il coraggio nell’uomo?

Scorro rapidamente nella mia testa a trovare un’espressione che delinei il mio parere, ma la ragione mi spinge più in basso, dentro di me, mi invita ad ascoltare il battito del mio cuore. A trovare là la risposta alla mia domanda, che non necessita di parole, è sufficiente accomodare l’orecchio e rimanere ad ascoltare. Si nutre dei più nobili sentimenti, quelli che non hanno la necessità di essere raccontati, perché si trasmettono senza le parole, senza alcuno scambio. Quelli che luccicano non quando incisi da raggi luminosi ma che brillano di luce propria, anche e soprattutto durante il grigiore della monotonia della vita. Sono quelli che, anche se fa un po’ male ammetterlo, differenziano le persone, fra quelle che scelgono la via più semplice e quelle che intraprendono il percorso più tortuoso. Ma è proprio questa scelta, o forse non si può chiamare scelta è il loro cammino naturale ed obbligato, che le rende un po’ più...

Più...

Non mi scandalizzo di fronte alla verità delle cose, ho solo un modo diverso di elaborare e tirare fuori. Può sembrare un po’ folle e senza filo logico, ma è mio e mi aspetto che chi più a me vicino sta, comprenda, senza farmi troppe domande. È forse chiedere troppo?

Divento arrogante e presuntuosa, sarebbe bello poter convivere in armonia con le sfaccettature infinite delle persone complesse, senza risentimenti, né sensi di colpa. Solo con la consapevolezza innocente che riveste più...

Il senso di vuoto che rimane quando senti che avresti potuto più... che avresti dovuto impegnarti oltre il consueto per dare più...

Più di ogni cosa, è un modo per tendere non verso la perfezione ma in direzione delle propensioni che vestono il tuo corpo e la tua mente. Non c’è cosa migliore che sentirsi appagati dell’abito che indossi, che mostri a te stessa ancor prima che agli altri. In fondo si vive fra gli altri ma sempre con sé e quando alla sera allunghi le mani il più bel pensiero che possa esaudire il tuo desiderio lo ritrovi nel taschino della coscienza, quella che ti fa dormire i bei sogni e che ti rende più...

 

Fernanda

 

 

 

 

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