HOME - GLI AUTORI - LE SEZIONI - VIDEO - LINK
 

Inviaci un tuo articolo

Partecipa anche tu !
Scrivi un articolo

   Cerca nel nostro archivio:
Macerie umane e speranze.
di Vincenzo Andraous  ( vincenzo.andraous@cdg.it )

25 luglio 2006





Amnistia o indulto. Problema risolto?


 

LUCI NEL BUIO - 47

O forse occorre ripensare davvero ai tetti spropositati delle condanne, alle celle anguste che devastano ciò che è già sufficientemente ammaccato, ai benefici carcerari ridotti al lumicino. Occorre pensare ai programmi ed hai progetti fattibili perchè chi esce non abbia a ritornarvi.

Quali investimenti sono approntati, per rendere inattuabile la pratica darwiniana dell’alzare il tiro onde assicurarsi un’impossibile impunibilità. Cambiare è possibile, cambiare mentalità e atteggiamenti è un ’opera di ricostruzione attuabile: ma nessuno si salva da solo.

Oggi come ieri dove stanno gli strumenti di confronto, di messa in discussione, dov’è l’unico e fondamentale strumento di rieducazione; cioè il lavoro?

Dove abitano le alternative alla strada una volta ritornati ai bordi della carreggiata?

E’ importante generare possibilità di ricostruzione su quanto ancora resta a ognuno, invece la realtà impone ben altra aspettativa. Quel che è sotto gli occhi di tutti induce a richiedere subito questo atto di clemenza, perché nelle carceri le persone muoiono nel silenzio più colpevole, esse non scontano soltanto una condanna, ma un sovrappiù che consiste nelle sofferenze fisiche e psicologiche, negli abbandoni e nelle rese di una sconfitta che non esprime alcuna pietà.

Il carcere così com’è non funziona, ci sono situazioni devastanti, degradanti: alcune assolutamente non scelte, né mai totalmente descritte dalla cronaca o dalla romanzata fiction televisiva. Ancor più permane il parassitismo strutturale che non consente responsabilizzazione nell’irresponsabile, ma altera e compromette ogni processo cognitivo, creando un’infantilizzazione galoppante e di contro una sorda commiserazione.

Per molti l’indulto o l’amnistia, sono un atto di clemenza sinonimo di lassismo, di buonismo melenso, di perdonismo anacronistico, un sentimento di pietà impropria. Personalmente ho imparato a mie spese a non incamminarmi per scorciatoie e veloci ammende, e proprio per questo comprendo che quest’istanza che sale alta non è un’intercessione demenziale.

Infatti quale perdono è tale se non è accompagnato da espiazione e risarcimento.

E nonostante la mia ritrosia al pagare passivamente quel debito e affidandomi piuttosto al tentativo di riparare in qualche modo al male fatto, posso affermare che in carcere il debito si paga, e lo si paga smisuratamente: perché lontani da ogni umanità.

Ho sentito parlare di teologia dei conti, che un indulto, un amnistia, non debbono assomigliare a un colpo di spugna, infatti la trilogia colpa-pena-punizione la si sconta e come, essa non è un’astrazione filosofica o limitata al giudice che eroga una sentenza, ma è memoria di ciò che è stato, di chi si è ferito ed ha lacerato.

Tutto ciò è dentro di noi.

In carcere non si sta bene, è un luogo di afflizione, ma il sopravvivere abbruttendosi non ha alcun valore di interesse collettivo. Forse da questo atto di clemenza può derivare un ripensamento culturale per cui la pena e il carcere non risultino proiezioni di risentimenti e di vendetta, bensì assunzione di responsabilità commisurate alle reali capacità delle persone detenute.

SERVIZI
Home
Stampa questo lavoro
(per una stampa ottimale si consiglia di utilizzare Internet Explorer)

Segnala questo articolo
Introduci il tuo nome:
Introduci email destinatario:

STESSA CATEGORIA
Brigate Rosse e dinosauri.
Bandane al vento...
LibertÓ che non ritorna...
Quel silenzio che fa rumore.
A te che nasci...
No slot, no droga.
Giustizia...
L’eufemismo dell’inferno di Dante.
Quando il Male aggredisce il Bene...
Bullismo...
La Pasqua
Grazia... in offerta speciale!
L’accoglienza...
Clemenza, per il popolo degli sconfitti.
Tutt’intorno...
Morti...
Natale...
Volti nuovi e abiti vecchi.
Applausi a mani nude.
Aspiranti professionisti dell’ultima meta.
DELLO STESSO AUTORE
Sono cose che possono accadere!
Un essere vivente davvero speciale.
LibertÓ va cercando ch’Ŕ sý cara...
Sul carcere e sulla pena...
Alle nove del mattino.
Crimini e Minori.
Era uno di quelli...
Natale...
Buona vita anche a te...
Sepolcri imbiancati.
Grida che non sempre riusciamo a cogliere.
Maschere teatralmente scomposte.
Il tirapugni del bullo.
Droga...
Piove...
La casa del Cuore...
Un video per un mondo di pace
La gratitudine: un’ispirazione provvidenziale.
Una difficile realtÓ.
Brigate Rosse e dinosauri.
ARCHIVIO ARTICOLI
Rubriche
Settore Legale
Medicina, Psicologia, Neuroscienze e Counseling
Scienza & Medicina
Emozioni del mattino - Poesie
Economia, Finanza e Risorse Umane
Cultura
Parli la lingua? - DIZIONARI ON LINE
Proverbi e Aforismi
Al di lÓ del muro! - Epistole dal carcere
Editoriali
Organizza il tuo tempo
PROGETTO SCUOLA
La Finestra sul cortile - Opinioni, racconti, sensazioni...
Legislazione su Internet
Psicologia della comunicazione
La voce dei Lettori .
Filosofia & Pedagogia
Motori
Spulciando qua e lÓ - CuriositÓ
Amianto - Ieri, oggi, domani
MUSICA
Il mondo dei sapori
Spazio consumatori
ComunitÓ e Diritto
Vorrei Vederci Chiaro!
News - Comunicati Stampa
Una vita controvento.

PROPRIETARIO Neverland Scarl
ISSN 2385-0876
Iscrizione Reg. Stampa (Trib. Cosenza ) n░ 653 - 08.09.2000
Redazione via Puccini, 100 87040 Castrolibero(CS)
Tel. 0984852234 - Fax 0984854707
Direttore responsabile: Dr. Giorgio Marchese
Hosting fornito da: Aruba spa, p.zza Garibaldi 8, 52010 - Soci (Ar)
Tutti i diritti riservati


Statistiche Visite
Webmaster: Alessandro Granata


Neverland Scarl - Corso di formazione