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Dal lettino freudiano alla gestione delle risorse umane.
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

7 aprile 2003

In un'epoca storica caratterizzata dalla presenza di disvalori che determinano una autentica confusione del vivere, il ruolo sociale, individuale e personale della psicoterapia assume un'importanza di alto profilo preventivo, curativo ed evolutivo. Vi presentiamo la "radiografia" di un trattamento analitico, come un sentiero verso l'orizzonte del benessere.


 

 

Dal lettino freudiano alla gestione attiva delle risorse umane

(Radiografia di un trattamento analitico)

 

 in un’epoca storica caratterizzata dalla presenza di disvalori che determinano una autentica confusione del vivere, il ruolo sociale, individuale e personale della psicoterapia assume un’importanza di alto profilo preventivo, curativo ed evolutivo.

Lo psicoterapeuta, in Italia, può essere un medico oppure uno psicologo, che abbia seguito un corso di Formazione - Specializzazione presso scuole di specializzazione postuniversitaria riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica della durata "ufficiale" di 4 anni (anche se, per avere un professionista adeguatamente preparato, necessitano almeno 10 anni di "duro lavoro") e che si occupi delle ricerche approfondite sulla conoscenza della nostra mente, con l’obiettivo di consentire ad ogni essere umano una vita sana, integrata nella Società di appartenenza, nel rispetto (il più possibile) delle Leggi di Natura.

La psicoterapia, storicamente, ha affrontato la cura di diversi quadri sintomatologici fra cui:

  • Sindromi ansiose, depressive (alcune forme), fobiche, ossessive, isteriche, etc.
  • Abulia, astenia ( stanchezza da cause psicologiche)
  • Tossicodipendenze (da alcol, droghe, fumo)
  • Sindromi psicosomatiche

a) apparato gastroenterico (colite / gastrite, etc.)

  1. disordini dell’alimentazione (anoressia/bulimia)
  2. apparato cardiocircolatorio (ipertensione essenziale, alcuni disturbi cardiocircolatori)
  3. apparato respiratorio (asma bronchiale, ecc.)
  4. apparato urogenitale ( disturbi delle mestruazioni / sterilità psicogena / impotenza, eiaculazione precoce, etc.)
  5. sistema nervoso (cefalea / tic nervosi / insonnia notturna / sonnolenza diurna)
  6. etc.

L’obiettivo degli analisti "ricercatori" contemporanei mira a unificare metodologie operative in chiave eclettica ed epistemologicamente integrata, per rispondere alle esigenze di una Società nettamente condizionata da:

  • un mercato globale dai consumi fortemente squilibrati (spropositati nelle aree "ricche", esigui nelle aree depresse);
  • una perdita di elementi valutativi tesi alla realizzazione di una vita sana;
  • un forte Trend mirante all’utilizzo di strumenti economico speculativi.

A queste condizioni, non si può pensare ad una psicoterapia basata soltanto sull’applicazione di tecniche e metodiche atte alla scomparsa delle sintomatologie "classiche", ma diviene necessario attualizzare un nuovo sistema di pensiero in grado di far fronte alle estremizzazioni del cosiddetto villaggio globale del XXI secolo che tanti squilibri in senso di deflazione mentale stanno determinando: d’altronde, siccome l’essere umano è un "condannato alla vita", diventa molto utile conoscere i potenziali di cui siamo dotati, svilupparli ed imparare ad usarli per poter vivere come con un "contratto a tempo indeterminato", sapendosi "gustare" ogni attimo, cercando ed ottenendo quel "qualcosa in più", durante la propria esperienza esistenziale.

Oggi, più che mai, diventa necessario "osservare" la psicoterapia come una forma di interazione sociale, in grado di esplicare una funzione terapeutica pianificata, mirante ad ottimizzare l’autogestione della personalità dell’analizzato.

La figura del terapeuta, di conseguenza, deve assumere il ruolo di consulente della personalità, con una posizione oggettiva, distaccata, autorevole, priva di pregiudizi.

Una metodologia qualificata in senso scientifico, dovrebbe tendere alla "formazione" (mediante lo sviluppo delle capacità interiori) di essere umani in grado di:

  • vivere senza sintomi persistenti e conflitti permanenti;
  • realizzarsi in un lavoro;
  • saper donare e ricevere amore;
  • essere in grado di metabolizzare le tossine del vivere quotidiano e di integrarsi nella Società;
  • ridimensionare l’attaccamento ai beni materiali;
  • essere capaci di utilizzare l’esperienza di vita vissuta
  • dare alla vita uno scopo, sempre.

(Giovanni Russo)

 

Quali sono i punti caratterizzanti cui, un modello scientifico contemporaneo, dovrebbe ispirarsi?

  • La chiarificazione del concetto di psicobiofenomeno che, di fatto, rappresenta un esempio tangibile del nesso di causalità della dinamica energetica ( gli atomi, organizzandosi, determinano la costituzione dell’intero organismo, grazie alle interazioni vitali che esistono al suo interno e che ne consentono l’esistenza) e l’inscindibilità fra psiche e corpo (il corpo, con le sue cellule "psichiche", consente all’energia "addensata" di determinare elaborati di pensiero).
  • Lo studio sistematico della personalità, per codificare una mappatura indispensabile per una diagnosi efficace e una terapia mirata.
  • L’analisi dei bisogni psicofisici dell’essere umano che si distinguono in indispensabili, necessari alla realizzazione di una esistenza significativa e tipici di una fase transitoria della vita di ognuno di noi.
  • L’evidenziazione di un parametro oggettivo ed epistemologico: la Logica Universale, autentica bussola orientata in permanenza verso le Leggi Natura.
  • La ricerca del ruolo che, fattori ambientali, fattori biologici, consapevole ed inconsapevole esercitano sul mondo interno di ogni essere umano.

 

Fra i più moderni ed autorevoli modelli psicologici a disposizione è possibile individuare nella metodologia (ad indirizzo dinamico) del Dr. Giovanni Russo (medico psicoterapeuta) un utile percorso, per poter passare "dal lettino freudiano alla gestione attiva delle risorse umane".

 

Ciò che si propone tale modello scientifico, consiste:

  • nell’affondare la propria base su un elemento di pragmaticità (tutto quello che viene proposto, deve poter essere verificato dalla mente di chi ascolta e trovare una applicazione pratica nella risoluzione dei problemi);
  • nell’applicare in pieno il concetto di eclettismo (si tiene conto degli studi elaborati finora e riguardanti l’essere umano, dal punto di vista psicologico, medico, fisico, biochimico, filosofico, etc.);
  • nell’applicare la cura, tenendo conto dell’analisi energetica riguardante i conflitti del proprio analizzato.

La metodologia in questione, è il risultato di ricerche miranti all’acquisizione di conoscenze che rispettino alcuni importanti principi:

  • quello olistico, in base al quale psiche e corpo fanno parte di un tutt’uno (l’energia, che si manifesta in forma addensata per la psiche e aggregata per il corpo);
  • quello epistemologico, grazie al quale è possibile distinguere i giudizi di tipo scientifico da quelli di opinione (con l’aiuto della logica universale);
  • quello ontogenetico, che porta ad un migliore sviluppo dell’essere umano, dalla sua fecondazione all’età adulta.

Giovanni Russo, pur partendo da posizioni freudiane classiche sposa l’indirizzo della fisica quantistica, vicina alle posizioni della psicologia dinamica e propone degli avanzamenti che si evidenziano nel concatenarsi dei suoi punti fondamentali:

  • il rapporto esistente fra energia ed essere umano;
  • la mappa della personalità, che ordina e chiarisce i vari elementi della psiche in strutture (apprendimento, pensiero, logica), strumenti (intelligenza e volontà), mezzi (comportamento, temperamento, carattere, ragionamento);
  • l’utilizzo di un parametro orientato verso le leggi di Natura, cioè la Logica Universale
  • i bisogni psicofisici degli esseri umani che, iniziando da quelli indispensabili (il cui appagamento, consente la sopravvivenza) e passando per quelli transitori (identificazione, competizione con gli altri, etc.), culminano in quelli primari necessari allo sviluppo della propria identità : (autostima, autoaffermazione, rapporto corretto con la propria individualità e con la propria collettività, etc.) ;
  • il legame tangibile fra mondo interno e mondo esterno di ciascun essere umano;
  • il rapporto tra il consapevole e l’inconsapevole;
  • la clinica nelle sue dinamiche;
  • la terapia mediante i vari suggerimenti da applicare.

Un corretto approccio terapeutico dovrebbe prevedere lo snodarsi di tre momenti ben distinti:

  1. COLLOQUIO DI CONSULENZA;
  2. PERIODO ESPLORATIVO;
  3. PERCORSO ANALITICO "ATTIVO".

COLLOQUIO DI CONSULENZA

Obiettivo: verificare l’esistenza dei requisiti tecnici per iniziare un trattamento di psicoterapia mediante l’osservazione attenta dei dati forniti dal sofferente, riguardo le proprie afflizioni e la valutazione dei sintomi che qualificano i vari disturbi.

Svolgimento: colloquio della durata variabile da 60 min. a 90 min. in cui si esegue una accurata indagine anamnestica atta a valutare (per sommi capi)

  • lo sviluppo dell’attività mentale elaborativa logica e razionale ( tipo e qualità degli studi compiuti / attività di lavoro ed autorealizzazione / voglia di cambiamenti / etc.) ;
  • sviluppo dell’affettività ( dalla nascita in poi ) ;
  • sviluppo dell’aggressività ( attività varie / sport / hobby / etc.) ;
  • anamnesi familiare (notizie riguardanti le abitudini e la salute psicofisica dei familiari)
  • anamnesi personale (abitudini di vita, in genere)

Conclusioni: dopo avere succintamente ipotizzato una diagnosi oggettivamente rispondente alla sintomatologia proposta in esame, si valuta la possibilità di passare alla fase successiva.

PERIODO "ESPLORATIVO" (da 5 a 10 sedute)

Si propone come obiettivo, quello di formulare una precisa diagnosi psicologica attraverso una particolareggiata mappatura della personalità che consente, addirittura, di prevedere la possibile insorgenza di patologie psicosomatiche: questa fase, di fatto, riveste un importante ruolo di medicina preventiva.

PERCORSO ANALITICO "ATTIVO" (Trattamento curativo)

Prevede un vasto ventaglio di possibilità operative sia dal punto di vista della strutturazione dei colloqui analitici (da prevalentemente "catartici" a "tecnico - didattici"), che della durata (da 45 a 90 minuti ciascuno), che della frequenza (da 2 colloqui settimanali ad 1 colloquio mensile); la durata del trattamento globale dipende da molti fattori riguardanti l’analizzato ed "esterni" all’analista (obiettivi da raggiungere, difficoltà di partenza, disturbi psicologici presenti, rigidità comportamentale, "resistenze" al cambiamento, etc.) e oscilla da poche settimane a qualche anno di lavoro; per una questione organizzativa che si propone ordine e tranquillità, si preventivano cicli variabili da 5 o 10 colloqui per volta (con delle motivazioni specifiche) rinnovabili fino al raggiungimento dell’obiettivo delineato all’inizio del percorso curativo.

L’obiettivo del percorso analitico "attivo" consiste nell’aiutare (mediante tecniche specificamente mirate nei confronti delle necessità emergenti) il proprio analizzato a consapevolizzare la presenza, all’interno della propria personalità, di enormi potenzialità e di renderne possibile uno sviluppo corretto ed una gestione ottimale, passando da situazioni transitorie, tipiche di esseri umani immaturi (Identificazione in modelli scorretti / competizione con gli altri ed ambizione scorretta / autoritarismo / ricerca di stimabilità, protezione e sicurezza in funzione di altri / etc.) a condizioni di armonia interiore che fanno, di un essere umano, un cittadino del mondo in grado di raggiungere traguardi di autorealizzazione altamente qualificanti (autoaffermazione / autostima / rapporto corretto con il proprio mondo esterno / autorevolezza / programmazione ed autorganizzazione / etc.).

Con questo lavoro si è cercato di spiegare in che modo una moderna ed efficace applicazione di dettami della migliore espressione della psicoterapia contemporanea, possa uscire da schemi rigidamente accademici e "riduttivi", per abbracciare le esigenze di una Società da terzo millennio che "vede" e "propone" l’essere umano come un’azienda da gestire nel migliore dei modi:

  • avendo chiaro il quadro di riferimento cui ispirarsi, cioé le Leggi di Natura;
  • conoscendo adeguatamente il management operativo, cioé Strutture - Strumenti - Mezzi della propria Personalità;
  • applicando un parametro oggettivo ed epistemologico, per navigare verso lidi tranquilli, cioé la Logica Universale.

In conclusione, si può affermare che qualunque visione moderna ed avanzata di ogni applicazione curativa, non può non tornare a considerare l’esortazione che Socrate ha tramandato ai posteri

Se tu sei veramente un medico

sappi che quando curi gli occhi

dietro gli occhi c’è la mente

dietro la mente c’è l’anima

e che per curare gli occhi

devi capire l’anima !

 

Giorgio Marchese

Medico Psicoterapeuta

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