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Ad armi pari...
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

8 aprile 2006

Spesso mi è capitato di annoiarvi a causa dei miei tanti anatemi scagliati contro l'A.N.A.S. compartimentale della Calabria unica responsabile, non solo a parer mio, delle condizioni vergognose in cui versano le arterie principali e meno principali (ma non meno importanti) della regione; anatemi scagliati come ultima risorsa rimasta disponibile per chiedere giustizia e conto delle tante nefandezze compiute in questi anni e subite puntualmente quanto incolpevolmente dagli utenti della strada. Di eguale natura, poi, sono stati gli anatemi scagliati contro Trenitalia S.p.A. colpevole di prendere quotidianamente a calci nel fondoschiena gli utenti dell'alto ionio cosentino, sopprimendo utili fermate intermedie dei treni interregionali e chiudendo stazioni importanti per lo sviluppo di un turismo tanto paventato ma, a tutt'oggi, più che agonizzante; come se non bastasse, la disgraziata, forse meglio dire "onorata", società ha avuto il barbaro coraggio di andare oltre, superando, quindi, se stessa e spingendosi fino a sopprimere treni di vitale importanza per i tanti pendolari costretti a muoversi quotidianamente per lavoro o, in alcuni casi, modificandone gli orari in modo tale da arrecare agli stessi il maggior danno possibile in nome di un servizio su gomma che verrebbe garantito sul mitico (si fa per dire ovviamente) percorso della 106 ionica altrimenti detta, pensate un po', la strada della morte, chissà poi perché... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


Sicuramente, cari lettori, vi ho annoiato con le mie riflessioni sull’esigenza di realizzare il ponte sullo stretto per unire la Calabria con la Sicilia, privando quest’ultima della sua millenaria identità di isola e investendo risorse ingenti quando in Calabria le infrastrutture sono a dir poco fatiscenti...possibile che, a tal proposito, a nessuno sia venuto in mente di chiedere agli abitanti delle due regioni se volessero o meno questo benedetto ponte? Avrebbero scoperto (in realtà lo sanno già) che i siciliani proprio non tollerano! La cosa a cui mi sto preparando è quella di denunciare ritardi nell’esecuzione dei lavori e le infiltrazioni mafiose di cui già se ne avverte il fetore: insomma solite cose per le solite storie...poi sarà la solita meraviglia della solita gente: cosa nostra, insomma! Non mi stancherò mai, però, annoiandovi sempre, di chiedere giustizia per una giustizia abbandonata a se stessa dallo Stato sprecone, assente e lontano dai problemi di chi, ogni giorno in prima linea, è costretto ad arrangiarsi come può con i pochi mezzi (sempre meno) a sua disposizione: una vergogna inaudita! Quanti di voi sanno che il sostituto procuratore Sacco, per poter raggiungere il luogo dell’ennesima strage di Calabria, quella di Caraffa nel catanzarese, finita "meritatamente" sulle prime pagine dei quotidiani di tutta Italia ha dovuto usufruire di un assegno di 100 Euro "staccato" dal procuratore della repubblica Lombardi per sopperire alla cronica mancanza di fondi della direzione nazionale antimafia lasciata "a secco" dal ministero della Giustizia? Come può succedere tutto questo in una terra dove il malaffare la fa da padrone? come si possono abbandonare così magistrati che svolgono la loro missione? Perché non si vuol combattere la mafia ad armi pari? Già ma quando si tratta di trovare gli Euro per qualche insulsaggine...basta battere cassa e, oplà, come per magia ecco pronta una bella somma da spendere e di cui non dare conto...

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