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Questione di fede?
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

24 luglio 2005

Erano ancora impresse nei nostri occhi e nei nostri cuori le immagini di morte che provenivano dalla civilissima city londinese ed ecco che quegli stessi occhi sono stati costretti ad osservare ancora altro orrore, altro sangue, altra sofferenza...la nostra dignità di uomini liberi, secondo il concetto di universalità senza confini, è stata sepolta sotto cumuli di macerie fumanti, è stata macchiata dal sangue delle vittime che, ancora una volta, sono state immolate in nome di un qualcosa che non ci appartiene ovvero la violenza. I bastardi che hanno rivendicato i vili attentati, evidentemente, non si sono resi conto del grave errore che hanno commesso nei confronti degli uomini, della storia e, perché no anche nei confronti del mondo islamico che trova il suo riferimento più importante nel profeta Maometto! Già, perché adesso, con l'attentato, anzi, con gli attentati vili e disumani perpetrati in un paese islamico qual è l'Egitto, seppur moderato in quanto a politica e religione, non potranno più nascondersi dietro la causa che conosciamo tutti; no, oggi non più perché hanno versato anche sangue islamico e lo hanno fatto senza pensarci su due volte; è vero anche che, purtroppo, sono stati immolati molti occidentali, ma, di contro, nel bazar preso di mira in quella parte d'Egitto tanto amata dal turismo mondiale c'erano solo egiziani, quegli stessi figli di Maometto che, fino a ieri, questi bastardi di kamikaze dichiaravano di difendere dai figli di satana, ovvero, noi occidentali! Da oggi i figli sanguinari di satana sono diventati proprio loro e le conferme, in tal senso, non sono mancate; le prime reazioni del mondo arabo, infatti, non sono tardate ad arrivare, dure reazioni di condanna che confermano l'estraneità del mondo islamico con i vili attentati che si stanno verificando in molti paesi del mondo; tali reazioni contengono impliciti inviti a tutte le nazioni allo scopo di rimanere tutti uniti, senza distinzioni di razze e religioni, contro queste vili forme di terrorismo che stanno insanguinando un mondo attonito e triste nel bieco tentativo di avviare la nuova jhihad; cari senza fede nè Dio, siete giunti al capolinea! Finalmente vi siete tirati la cosiddetta zappa sui piedi, avete commesso l'imperdonabile errore di cui pagherete le dovute conseguenze! Però, noi occidentali sarebbe ora che cominciassimo a porci delle domande come, ad esempio, se invece di armi, strategia politica, prodotti di largo consumo avessimo esportato cultura le cose sarebbero potute andare diversamente? Io dico di si, infatti la politica della violenza senza dialogo può attecchire solo laddove c'è ignoranza e la storia è piena di esempi in tal senso; come dice un vecchio adagio non è mai troppo tardi e allora proviamo a cambiare le cose esportando cultura e smettendo di sostenere questa o quella fazione che, un giorno ci si ritorcerà contro com'è già accaduto...la cultura non può essere estirpata né presta il fianco alla violenza.


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