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Il grande Network - Parte terza.
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

12 novembre 2005






Come vivere meglio e più a lungo?


 

Neuroscienze - 8

"È meglio tentare di dare giorni alla vita, dando vita ai giorni!"(Rita Levi Montalcini)

Allo stato attuale, l’età media dell’uomo è considerevolmente aumentata (quasi il doppio, rispetto a i primi del ‘900) aumentata quasi del doppio. È plausibile pensare che, nei prossimi anni, la ricerca medica porterà ad un ulteriore incremento. A queste condizioni, possiamo concludere che, senza un miglioramento considerevole della qualità della vita, si correrà il rischio di prolungare prevalentemente le sofferenze terrene, più che trarre vantaggio dall’opportunità della maggiore sopravvivenza.

Come valutare l’età biologica

Cosa si intende per "vera" età? Come mai è così utile stabilirla con precisione? A tutti è capitato di verificare come, in molti casi, a parità di età anagrafica, vi siano profonde differenze nell’aspetto esteriore e nel comportamento. Effettivamente, la scienza, oggi, ci fornisce i mezzi per verificare che la vera età di ognuno, è quella risultante da "corpo, anima e vestito": cioé, dalla parte organica, da quella psicologica e da come ci si adatta ai cambiamenti del mondo esterno. In sostanza, l’età biologica è generata dal connubio fra:

 Predisposizione genetica;

 Avvenimenti esistenziali;

 Prevenzione e cura.

Come dichiara Umberto Scapagnini, "l’età anagrafica è, sempre più, un incidente burocratico". Ed è proprio dalle indicazioni metodologiche di questo insigne scienziato che possiamo trarre spunto per cercare di organizzare, con la collaborazione di alcune figure guida (che vedremo fra poco), una schematizzazione finalizzata alla ricognizione dei dati utili per capire come stanno veramente le cose, nel nostro organismo, facendo presente che

Anamnesi genetica familiare

  • Esclusione, attraverso un’anamnesi approfondita (raccolta di informazioni su tutto il "pacchetto familiare") di eventuali anomalie congenite e "familiarità".

  • Verifica dell’attivazione dei codici per la produzione di enzimi di manutenzione definiti "Apo E2" (molto efficienti).

  • Verifica dell’inattivazione dei codici per la produzione di enzimi di manutenzione definiti "Apo E3 - Apo - E4" (meno efficienti)

  • Etc.

Efficienza mentale

  • Elaborazione sommaria di una mappatura riguardante la Personalità (magari, secondo il modello ad Indirizzo Psicodinamico di Giovanni Russo) con l’aggiunta di test neuropsicologici di conferma (memoria, apprendimento, affettività, etc.).

  • Valutazione di eventuali NOXAE PATOGENE PSICOLOGICHE (Stress non compensato / Elevata concentrazione di conflitti interiori irrisolti / etc.).

  • Valutazione di eventuali NOXAE PATOGENE ORGANICHE (Virosi debilitanti / infezioni batteriche lunghe e ricorrenti / danni da sostanze chimiche e contaminanti ambientali, etc.)

  • Etc.

Età ormonale (Ormoni dello stress e gonadici - prolattina, testosterone, LH, TSH, etc.)

  • Valutazione efficienza dei VALORI ASSE IPOTALAMO - IPOFISI - SURRENE

  • Valutazione efficienza dei VALORI ASSE IPOTALAMO - IPOFISI - GONADI

  • Valutazione efficienza dei VALORI ASSE IPOTALAMO - IPOFISI - TIROIDE

  • Valutazione efficienza dei VALORI ASSE IPOTALAMO - IPOFISI - GH (SOMATOTROPO)

  • Valutazione efficienza dei VALORI ASSE IPOTALAMO - IPOFISI - PROLATTINA

Età immunitaria

  • Valutazione dei livelli di IgG, IgA, IgM

  • Valutazione del numero di LINFOCITI T (CD4 - CD8)

  • Valutazione del numero di LINFOCITI NK

  • Valutazione del numero di LINFOCITI B

  • Etc.

Attività antiossidante

  • Determinazione delle VITAMINE A / E / C (Difensori di membrana cellulare)

  • Determinazione di UBICHINOLO / UBICHINONE (Utili per la produzione di ATP mitocondriale, energia che muove tutti i processi cellulari)

  • VALUTAZIONE ENZIMATICA del SOD - SuperOssidoDismutasi (in grado di trasformare il radicale libero O2- in acqua ossigenata)

  • VALUTAZIONE DEI RIDUTTORI ORGANICI - Glutatione ridotto e Catalasi (In grado di neutralizzare l’acqua ossigenata, aiutare le difese di membrana e facilitare la produzione di ATP, migliorando il "tono" generale dell’organismo)

  • Etc.

Indici di massa corporea

  • BBMI

  • Etc.

Come si è già precisato più volte, i processi sopra menzionati (che rappresentano una parte infinitesimale del lavorio globale psiconeuroendocrinoimmunologico), avvengono come risultato di un collegamento fra i diversi sistemi del "Network". Di conseguenza, il quadro complessivo involverà in maniera direttamente proporzionale alla "grande disconnessione" fra sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario. Il tutto potrà essere opportunamente "modulato" (nei limiti dell’umanamente possibile) come vedremo in seguito, mediante opportuni correttivi nello stile di vita (il famoso "coping stile" degli anglosassoni), nella dieta e con eventuali integrazioni farmacologiche.

Le figure professionali più autorevolmente abilitate a collaborare, per un corretto approccio multidisciplinare, dovrebbero essere, almeno, le seguenti:

 Medico di Medicina Generale (coordinatore)

 Endocrinologo

 Genetista

 Geriatra

 Immunologo

 Neurologo

 Psichiatra (quando necessario)

 Psicoterapeuta (medico o psicologo)

 

Indicazioni per vivere meglio e a lungo

Terapie "generiche"

Mentre, come vedremo, le terapie "specifiche" possono essere valutate dietro suggerimento e controllo di specialisti adeguati, ciò che rientra nella sfera di competenza di ognuno, invece, riguarda tutto quello che può, a buon diritto, definirsi "igiene globale comportamentale" sotto forma di norme estetiche, nutrizionali e, in generale, esistenziali - comportamentali.

 Evitare eccessivi stress termici (inutili sbalzi di temperatura esterna) - Infatti, per mantenere costante la temperatura interna, si consuma energia che si sottrae al circuito generale.

 Dormire a sufficienza - Presso la University of California di San Diego, hanno studiato gli effetti del sonno sul sistema immunitario ed hanno scoperto che, in coloro che dormono meno del necessario, i linfociti K (che aggrediscono direttamente gli agenti infettanti e li eliminano mediante produzione di sostanze tossiche) diminuiscono del 30%.

 Evitare l’assunzione di farmaci che disturbano il sonno fisiologico - E’ meglio consultare il proprio medico di fiducia e ridurre il comodo ma rischioso "fai da te".

 Disintossicare ciclicamente l’organismo - Quadri sintomatici come il raffreddore o l’influenza, rappresentano occasioni per allontanarsi da fumo, caffeina, zuccheri in eccesso ed alimenti eccessivamente lavorati, in quanto si sviluppa una naturale repulsione verso queste sostanze nocive. La caffeina esplica un’azione diuretica, producendo una disidratazione dannosa per la patologie catarrali in quanto non consente la necessaria produzione di "espettorato"; il fumo riduce le difese di bronchi e polmoni e produce radicali liberi, che danneggiano le cellule; l’eccesso di zuccheri riduce la capacità dei globuli bianchi di sopprimere virus e batteri; i cibi fritti e molto lavorati sono "ricchi" di radicali liberi che, elettivamente, riducono la funzionalità del sistema immunitario.

 Praticare una sana e regolare attività fisica (anche passeggiate di 30 minuti) - Aiuta a scaricare la tensione, anche se bisogna moderarla o sospenderla quando si molto raffreddati o influenzati, per evitare di depauperare altre energie.

 Cercare di mantenere una normale attività sessuale - Secondo gli psicologi della Wilkes University in Pennsylvania, una normale attività sessuale (almeno due volte a settimana) aiuta a mantenere alti i livelli ematici di IgA, prima linea difensiva anticorpale del nostro organismo, operativa dappertutto, 24 ore su 24.

 Non ridurre le relazioni sociali - Frequentare molte persone, porta ad assumere quantitativi continui ma diluiti di virus e batteri che fungono da agenti "vaccinatori": in pratica allenano il sistema immunitario.

 Evitare condizioni da stress cronico - La persistenza di situazioni che richiedano una capacità di adattamento superiore alle nostre disponibilità del momento, porta, inevitabilmente, ad un esaurimento delle nostre attività vitali.

Per quanto concerne la dieta alimentare, Barry Sears (biochimico americano) sostiene che sarebbe molto utile adattare le proprie abitudini, cominciando a fare attenzione a quello che mangiamo e a "come" lo mangiamo. In questo modo, si possono avere effetti positivi sulle connessioni biochimiche che regolano il funzionamento dell’organismo. Uno degli aspetti "chiave" di una buona alimentazione consiste nell’ingestione di cibo che non scateni un’eccessiva produzione di insulina. Infatti, dopo l’assunzione di un qualunque alimento, si verifica un innalzamento del livello di zuccheri nel sangue; per consentirne l’ingresso nelle cellule, il pancreas endocrino (ora si ritiene che siano coinvolte anche aree cerebrali) secerne insulina, la quale provvede, in tal modo, ad abbassare la glicemia ematica favorendone l’utilizzo corretto. Un pasto troppo ricco di carboidrati "raffinati" (pasta e pane non integrale) provoca un eccessivo innalzamento degli zuccheri nel sangue, scatenando una risposta insulinica "imponente" che provvede all’immagazzinamento dello zucchero in eccesso, nelle cellule adipose, sotto forma di grasso di riserva. Paradossalmente, in questo modo accade che si ingrassa e ci si sente progressivamente sempre più stanchi ed intossicati. Al tempo stesso, non conviene esagerare con l’assunzione delle proteine (soprattutto carne), perché la loro assunzione attiva la secrezione di Glucagone, che è un ormone antagonista dell’insulina (prodotto sempre dal pancreas endocrino). In pratica cerca di mantenere alto il livello di zucchero nel sangue, attraverso lo "sblocco" delle riserve accumulate. Un eccesso di proteine stimolerebbe la secrezione abnorme di questo ormone, con i seguenti effetti: affaticamento del fegato, iperglicemia (che, alla lunga, potrebbe portare ad un quadro pre-diabetico), riduzione delle masse muscolari e deperimento, eccessiva presenza di acidi grassi nel sangue, squilibrio dei sali minerali.

E allora, cosa bisogna mangiare? Preferibilmente, carboidrati a "lenta combustione", che non modificano più di tanto l’assetto insulinico (frutta e verdura); carni bianche; pesce azzurro; moderato consumo di uova (un paio di volte la settimana); adeguato consumo di legumi; olio di oliva (sempre) e olio di semi di mais o di girasole (solo per i condimenti a "crudo"); "intelligente" (in funzione dell’attività fisica) consumo di carboidrati a "rapida combustione" (pane e pasta) e, possibilmente, di tipo "integrale"; ridotto consumo di carni grasse; moderato consumo di formaggi (preferendo, ovviamente, quelli magri); eliminazione dell’assunzione di grassi idrogenati (in pratica quelli utilizzati, a livello industriale, per rendere gli alimenti, soprattutto dolci e panini, molto morbidi).

Cosa producono, nel nostro organismo, i grassi idrogenati?

 Bloccano gli enzimi che intervengono nel metabolismo dell’acido linoleico, Omega 6 essenziale che l’organismo non è in grado di produrre e che si deve assumere con la dieta;

 Interrompono la produzione di sostanze come le prostaglandine che regolano la pressione arteriosa, le funzioni renali e modulano i meccanismi infiammatori.

 Rendono le cellule più permeabili alle sostanze tossiche;

 Alterano la risposta immunitaria;

 Favoriscono la deposizione di colesterolo, sulle pareti dei vasi sanguigni.

A livello preventivo, sarebbe utile inserire nella propria dieta quotidiana, sostanze antiossidanti a base di frutta e verdura naturali.

E per la mente? Premettendo che una corretta cura della propria persona, mantiene giovani fino a tarda età, qualunque cosa che attiri la nostra attenzione e ci induca a riflettere, in maniera utile, almeno un po’, può andare bene: da un hobby gratificante, alla lettura di libri e riviste, allo studio "mirato", sempre senza esagerare. Ovviamente, è da prendere in considerazione anche la visione di film o documentari, che ci tengano allenati sotto il profilo della curiosità "atavica" che ci portiamo dietro fin da bambini. Insomma, tutto quello che ci consenta di raggiungere una buona qualità della vita in termini di autoaffermazione e autostima. Arrivati ad una certa età, diventa "fisiologico" vivere anche di ricordi. È meglio, però, continuare a crearsi dei "ganci" che tengano desta la motivazione a svegliarsi, al mattino ed affrontare, ancora, un nuovo giorno. I ricordi, a volte, sono come le mine anticarro: non possiamo nascondere i costi del venirci ad impattare.

Terapie "specifiche" (preventive e curative)

 

 Neurofarrnaci (Modulatori della plasticità sinaptica; neurotrofici; neuroprotettivi)

 Modulatori ormonali

 Immunomodulatori

 Antiossidanti

"La giornata più perduta di tutte, è quella in cui non abbiamo sorriso...almeno una volta!" (Anonimo).

Bibliografia

  • Umberto e Giovanni Scapagnini: La manutenzione della vita- Mondadori Ed.

  • F. Bottaccioli: Psiconeuroimmunologia ; Red edizioni

  • M. F. Bear / B. W. Connors / M. A. Paradiso: Neuroscienze - Masson S.p.A.

  • G. Arcidiacono: Entropia, sintropia, informazione- Di Renzo Editore

  • Marco Todeschini: Psicobiofisica - Edizioni MEB

  • Maxwell Maltz: Psicocibernetica - Edizioni Astrolabio

  • G. Marchese / L’età biologica e la buona salute / Web magazine La Strad@

  • G. Marchese / La paura di invecchiare / Web magazine La Strad@

 

Dr. Giorgio Marchese - Docente di Fisiologia Psicologica c/o la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico - Roma 2005


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