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Potere e volere....
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

17 aprile 2005

Un giorno, un capo di Stato chiese al suo segretario se il Papa, Giovanni Paolo II, per intenderci, fosse da annoverare tra i potenti della terra; alla risposta affermativa del segretario, il capo di Stato, molto preoccupato, chiese, allora, di quante divisioni, quel Papa, potesse disporre e la risposta che gli fu data lo turbò non poco: nessuna! Il "presunto" grande della Terra si lasciò andare ad una risata liberatoria condita da un'affermazione che avrebbe dovuto rivedere qualche tempo più tardi, ovvero: un uomo senza eserciti non può essere considerato un pericolo nè un problema per la stabilità delle cose; quell'uomo altri non era che uno degli ultimi "capi" dell'U.R.S.S. che avrebbe dovuto assistere da impotente spettatore, poco alla volta, alla scomparsa del comunismo, al crollo del famoso muro di Berlino, e, in fine, allo smembramento di quella che, dalla storia e dagli uomini, era ritenuta la Repubblica socialista dove non avrebbe mai potuto tramontare il sole per la sua vastità assicurata da un'incrollabile stabilità; scusate se è poco! Quel piccolo uomo di nome Karol, vestito di bianco e già compromesso da quella malattia che lo costrinse ad una lunga ma fiera agonia, dimostrò all'intera umanità composta da tanti piccoli uomini... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...che non è necessario trovarsi alla testa di potenti eserciti né di poderose divisioni quando si lotta per una giusta causa... fu così che Cracovia rappresentò per il comunismo ciò che Stalingrado significò per il nazismo, ovvero, l’inizio della fine! Il Papa dimostrò la sua forza e il suo umile coraggio che poggiavano su valori fin troppo sopiti nelle coscienze degli uomini, risvegliandoli nell’intera umanità  e dandogli, così, nuovo vigore.

 Karol era e continua a rimanere, a parer mio, un vero potente, ma così potente, che attorno al suo capezzale v’erano riuniti proprio tutti; provenienti da ogni parte del mondo, da nord a sud, da est a ovest, capi di stato, re e regine, delegazioni e rappresentanti di tutte le religioni...tutti a Roma, insomma, per dare l’ultimo saluto ad un grande uomo, forse il più grande di tutti, con centinaia di milioni di “sudditi”senza sudditanza e senza paura, esattamente come lui pretendeva. Quell’uomo  è stato capace di distribuire nel mondo e senza distinzioni di razze, religioni e ceti sociali, speranza e fiducia nel futuro...una lezione per tutti i potenti della terra, si proprio una bella lezione! Una lezione che i potenti della Terra dovrebbero ripassare ogni giorno, una lezione fatta di umiltà, amore, concretezza e fattività. Già, ma perché un grande uomo dovrebbe ritenersi tale? La risposta è insita proprio nella vita e nell’operato di quel piccolo grande uomo sofferente chiamato Karol! Infatti un grande uomo dovrebbe spendersi, e sarebbe un suo preciso dovere, per tentare di risolvere i mille problemi che affliggono il mondo e che impediscono all’umanità di reputarsi civile...un grande uomo sa essere tale soprattutto nell’umiltà e nella propensione verso chi soffre per qualsiasi motivo, insomma un grande uomo è tale solo quando riesce a infondere intorno a sé l’alone della fiducia e della speranza in un mondo migliore...un uomo sarà grande e potente quando riuscirà ad emulare le gesta di Karol il grande, quando riuscirà a cogliere e applicare proprio il suo messaggio!

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