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di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

23 marzo 2005

Cari lettori, sempre più numerosi e interessati, voglio parteciparvi tutto il mio stupore, condito da profondo disgusto, nell'apprendere che, l'Anas, ovvero, l'Ente proprietario della nostra autostrada interpoderale definita A3, ha affidato al collega Ripamonti il compito di presentare alla Procura della Repubblica di Cosenza un esposto-denuncia al fine di accertare e valutare (questi sono precisamente i termini dell'esposto) il comportamento dei conducenti dei mezzi pesanti che nella giornata del 25 gennaio ( e in quelle successive) scorso avrebbero causato,(solo loro ovviamente) in vari tratti della menzionata mulattiera, la tragica situazione che noi tutti ricordiamo dopo le abbondanti nevicate che hanno interessato tutto il centro sud. Bisogna doverosamente precisare che altrove, i candidi fiocchi di neve avrebbero costituito certamente un volano economico e che, invece, qui da noi, hanno rappresentato, rappresentano e, a mio parere, rappresenteranno una iattura per una terra che, per due terzi, pensate un pò, è costituita proprio da colline e montagne e che, si presume molto erroneamente, dovrebbe essere preparata a simili emergenze che poi, emergenze non dovrebbero essere! Ma valutiamo insieme, perché stimo ogni singolo lettore di questo giornale, la faccia di bronzo dell'Anas che... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...sempre nel solito esposto di cui sopra, chiede alle autorità se “siano ravvisabili gli estremi dell’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”. Ricordo che tale disposizione, contenuta nell’art 650 del nostro Codice Penale, punisce coloro i quali non ottemperano ad un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragioni di sicurezza pubblica. Io mi domando e vi domando, chi ha punito i responsabili dello scempio e delle vergogne che, peraltro, sono sotto gli occhi di tutti, perpetrati sull’A3, quante le situazioni di pericolo che esistono lungo questa arteria? Anzi, vi siete chiesti come mai, nonostante l’assoluzione di alcuni indagati, permangano ancora i limiti di sessanta chilometri orari su molti tratti della nostra arteria principale? Se reato non è stato consumato, se colpevoli non ce ne sono stati se ne deduce che, allora, la A3 dovrebbe essere percorribile nella massima sicurezza...sappiamo bene che non è così e i famosi limiti di velocità, con i relativi sequestri effettuati dalle autorità preposte rafforzano il mio convincimento. Vergogna, vergogna e ancora vergogna, ma che faccia di bronzo accusare altri di proprie responsabilità, ma chi è in grado di dimostrare che gli automobilisti erano a conoscenza dei rischi a cui andavano incontro immettendosi su quella maledetta autostrada in quei giorni e poi, mi domando, chi è quell’imbecille che, pur a conoscenza delle difficoltà di transito su una arteria vada, dritto, dritto a infilarsi proprio in quell’inferno? domandiamoci e domandiamogli quali siano state le misure di prevenzione adottate in quei giorni d’inferno, non avremo nessuna risposta perché nessuna cautela è stata adottata, nessun segnale è stato esposto, nessun comunicato, fino a prova del contrario è stato diramato; del resto basta percorrerla questa nostra mulattiera, per rendersi conto che di cautele anche con il sole e a 40 gradi non ce ne sono. Se non credete a quanto scritto, allora, fatevi un viaggio fino a Reggio Calabria e vi accorgerete che non mento: è una vergogna dietro l’altra; una volta occorrevano circa quattro ore per raggiungere Palermo da Messina, oggi, con l’apertura del nuovo tratto della A 23 ci si impiega un’ora e trenta minuti; sempre una volta, da Cosenza a Reggio Calabria ci si impiegava circa un’ora e trenta oggi, dopo il lifting, ci si impiegano circa tre ore (se tutto va bene)....abbiamo altro da aggiungere? Si c’era una volta un’autostrada almeno percorribile, oggi abbiamo un cantiere aperto che non si sa quando verrà chiuso e se sarà mai chiuso con qualche tratto  percorribile a sessanta o ottanta chilometri orari, da quel giorno sono trascorsi sette anni e  chissà quanti ce ne vorranno ancora. Da allora  molte sono state le vittime sacrificate alla causa...in tutto ciò ravvisate un minimo di rispetto per noi automobilisti? Io no!  Lasciatemi sognare, e se un giorno, tutti insieme, decidessimo di chiedere i danni morali e materiali per questo scempio....chissà  forse, finalmente, qualcuno tremerà e giustizia sarà fatta, quella vera però.      

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