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Ah, la coscienza!
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

27 gennaio 2005

Carissimi lettori, mi piacerebbe smuovere le vostre coscienze attraverso un breve "excursus" di problematiche ad ampio respiro che affliggono, ormai cronicamente, il nostro quotidiano e di cui, come sempre, mi assumo ogni tipo di responsabilità sia civile che penale; il mio pensiero va alle migliaia di docenti ancora senza una cattedra che attendono invano l'assegnazione di un posto di lavoro che dovrebbe essere garantito dallo Stato, che invece, al solito, nicchia, senza pudore, da destra, da sinistra e dal centro, mentre cerca di prendere tempo attraverso un cumulo di umilianti bugie condite da mille inutili promesse; e come non pensare alla categoria dei pensionati, sempre più nutrita, che stenta ad arrivare, nella maggioranza dei casi, alla fine del mese per l'esiguità delle somme percepite; questo fa da contraltare, ad esempio, alla ristretta cerchia dei super fortunati che percepiscono le famose pensioni d'oro di centinaia di migliaia di Euro all'anno, e me ne domando il perché, quale la differenza tra i soggetti in questione; a tal proposito come non accennare agli incentivi sullo stipendio che sono stati garantiti a coloro i quali, nella pubblica amministrazione, sarebbero in età pensionabile, per indurli a rimanere ancora qualche anno in attività, il tutto al fine di preservare le casse dello stato che, però, vengono svuotate in altro modo... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...si, vengono svuotate da tutto quello che ci abbiamo messo dentro, noi e non loro. Allora perché qualcuno che può, non si assume l’onere di riformare il delicato e imprescindibile mondo delle pensioni, piuttosto che ricorrere ai soliti palliativi? Ma non vi rendete conto da quante ingiustizie siamo circondati e delle difficoltà oggettive che s’incontrano nel far valere i propri diritti anche a causa di una giustizia troppo lenta e farraginosa che non riesce a tutelarci per come, invece, dovrebbe? Come si fa ad essere così ciechi da non vedere la spessa cortina che separa il nord dal sud Italia? Vi siete mai chiesti perché nessuno si è mai impegnato a fondo per la risoluzione delle mille problematiche che lo affiggono? La risposta è più semplice di quello che immaginate, infatti se tali problematiche dovessero essere risolte, non costituirebbero più l’enorme serbatoio di voti che, invece, sono solite rappresentare. Una volta esisteva un partito del Nord Italia che determinate cose le faceva valere, quantomeno le discuteva, oggi, purtroppo, quello stesso partito razzola nell’aia comune del potere cercando di ingozzarsi, al pari se non più degli altri, di poltrone e incarichi istituzionali. In questo periodo, certi esponenti di quel partito sollevano la questione dei forestali in Calabria, trascurando, magari le tantissime forme di spreco dei "piani alti", ai quali contribuiscono anche loro con i lauti stipendi, riconoscimenti, non si sa poi per cosa, diarie e quant’altro; perché, invece, non parlare, ad esempio, delle migliaia di auto blu, corredate da altrettanti autisti, che circolano a sirene spiegate sulle nostre strade, contornate da un nugolo di auto di scorta, e occupate da non si sa chi; o quello dei mille e mille impiegati inutili, frutto di promesse politiche da dover mantenere alla resa dei conti; e come si fa ad accettare le vili imboscate delle forze dell’ordine che hanno fatto di uno strumento di prevenzione stradale, quale quello dell’autovelox, una trovata per rimpinguare ora le casse comunali ora quelle di uno Stato sempre più esigente; tanti, troppi sarebbero gli esempi da sottoporvi, sebbene molti li conoscete già; ma veramente, cari lettori, siete così ciechi da non vedere l’inefficienza della nostra burocrazia che imbriglia i tempi del nostro sviluppo? E come si fa a dare credito al Calderoli di turno che sbandiera forme di protezionismo contro la cosiddetta avanzata cinese, mentre nulla, ma proprio nulla, dice su eventuali iniziative da intraprendere per rendere la nostra industria e, di conseguenza, i nostri prodotti, più competitivi per prezzo e per qualità? E’ meglio proibire con mille artifici piuttosto che competere sullo stesso terreno e con le stesse armi; ma che bieco modo di ragionare è mai questo: io non mi ci riconosco! E, ancora, come si fa, dico io, a pagare le tasse ad uno Stato spendaccione e ingordo e a non ribellarsi, invece, per la cronica e inopinabile carenza dei servizi che ci viene fornita in cambio, puntualmente quanto immancabilmente? I sindacati dove sono? Quali le battaglie, ma quelle serie, intraprese per tutelare il diritto al lavoro, così per come previsto dalla nostra Costituzione, e l’equa distribuzione dei salari? A tal proposito vi siete mai chiesti quanto guadagna un sindacalista cosiddetto "di livello"? Provate a confrontarlo con la paga di un operaio e poi fate i dovuti riscontri del caso, soffermandovi, magari, anche sul senso che dovrebbe avere, e che non ha, il termine equità; del resto meglio conservare la poltrona e il portafogli piuttosto che metterli in dubbio pestando i piedi a chi governa. Ma perché, al nord di questo nostro stivale sono in grado di organizzare e mettere in pratica uno sciopero serio qual è stato quello che ha riguardato l’acquisto dei biglietti ferroviari a fronte di disservizi e sovraffollamento; in quel caso i pendolari si sono imposti di non pagare il biglietto alla società che gestisce le nostre ferrovie perché non in grado di erogare i servizi promessi ma, soprattutto, diciamolo una buona volta... dovuti! Allora mi domando come mai al Sud, invece, si accetta tutto in modo così passivo e ignavo pur versando in condizioni peggiori? Perché al Nord i cittadini protestano, sebbene in modo civile, quando ritengono di essere stati lesi in qualche loro diritto e al sud si tace, instaurando, così, una tacita connivenza? Perché siamo così diversi? Allora, cari lettori, muoviamoci, organizziamoci cercando di cambiare uno stato di cose che ci sta conducendo al collasso: vi rendete conto che ancora qualcuno offende la nostra dignità e la nostra intelligenza sostenendo che l’avvento dell’euro non ha comportato un impoverimento delle tasche degli italiani; intanto, per fare un esempio banale ma concreto, dal fruttivendolo oggi bisogna sborsare quattro Euro per acquistare la famosa cassettina di fragole, ieri, invece, occorrevano quattromila lire...questo come potremmo definirlo rincaro o leggero adeguamento? Certo è che fin tanto che spenderemo il nostro denaro, guadagnato onestamente e faticosamente, saremo in grado di percepire l’aumento vertiginoso del costo della vita; mentre così non sarà per coloro che spendono e che spenderanno, o meglio, sperpereranno il denaro pubblico, per i quali non si tratterà di aumento bensì di leggero adeguamento...fatevi un po’ di conti in tasca, siete certamente in grado di capire le cose come stanno in realtà; è per questo che mi sento di dire ora basta, io non ci sto più!

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