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I falsi ideali del Terrorismo.
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

8 dicembre 2003

La paura di nuovi attentati si allarga a macchia d'olio nel mondo intero creando un allarme generale. A Nairobi, l'Intelligence americana, consiglia la massima allerta per ambasciate e uffici economici americani ed europei, cosė come in Arabia dopo i due ultimi, sanguinosi, attacchi subiti. La situazione che si profila per le imminenti festivitā natalizie non č delle migliori perché le solite schegge impazzite del terrorismo internazionale minacciano azioni clamorose che tengono milioni di esseri umani incolpevoli con il fiato sospeso. Come non giustificare, allora, la durezza di quanti si stanno adoperando per combattere questi delinquenti senza nome nč bandiera nč, tanto meno, credo religioso? Riteniamo, infatti, inammissibile che qualcuno si arroghi il diritto di credere che le stragi di innocenti siano l'unica forma possibile di azione al fine di attirare l'attenzione di un mondo sempre pių sgomento su questioni che potrebbero essere risolte mediante l'utilizzo della parola e della trattativa. Il Creatore, a qualsiasi nome esso risponda, ci ha dotati dell'intelletto per utilizzarlo al meglio delle nostre capacitā quindi, chi non dovesse farlo, partendo dal presupposto che tutti abbiamo eguali capacitā, risulterebbe, certamente, consapevole delle proprie azioni; da quanto scritto, si evince facilmente che coloro che fanno saltare in aria le mosche e uccidono senza pietā persone innocenti e, per giunta, completamente allo scuro delle vicende politiche dietro le quali si nascondono queste bestie senza cuore nč cervello... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...sanno bene di farlo al solo scopo di gettare nel caos un mondo che, dopo anni di sangue, cerca di darsi una pace globale e duratura. Bisogna fare attenzione però a lasciarsi andare a frasi come quelle sentite da più parti che identificano nel terrorismo solo quello di matrice islamica perché, il terrorismo, lo si trova in Islam come nei paesi di cultura cristiana o taoista o induista; l’islam, quello vero, non prevede il terrorismo come forma di dialogo, ma si sa che il vecchio detto secondo "il quale la mamma degli imbecilli è sempre incinta" è di un’attualità straordinaria. Avventurarsi in identificazioni quali "terrore è uguale a islam", porterebbe sulla via del discrimine e della ghettizzazione che penalizzerebbe il senso di civiltà di ognuno di noi, esponendoci al rischio di innescare pericolose micce di guerre a sfondo religioso; insomma, si commetterebbe la stessa infamia dei terroristi che stanno insanguinando il mondo in nome, proprio, della Jihad o guerra santa completamente inesistente, in quanto, lo stesso popolo islamico non la riconosce come tale piangendo anche i morti cristiani. Ci sentiamo vicini, dunque, a quegli Stati che combattono queste forme di terrorismo violento e omicida utilizzando anche l’uso della forza, perché un giorno, e ce lo auguriamo di cuore, si possa camminare tranquilli per le strade di un mondo infinito o volare in cieli sicuri senza il terrore di esplodere in aria e quindi di non tornare mai più. Chi si arroga la presunzione di poter liberamente disporre della vita degli altri deve essere perseguito senza limiti e con ogni mezzo; dovrà per forza prevalere la cultura della civiltà su quella del terrore. Non credete anche voi cari lettori?

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