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Cose intime...
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it ) e di Stefania Labate  ( stefanialabate@hotmail.it )

5 ottobre 2003





Stare accanto ai propri bambini... ma con discrezione.


 

...Per crescere meglio - 11

 

Uff.... sempre di fretta!...ma come vedi sono qui... puntuale!

Allora doc...

Abbiamo parlato la volta scorsa della scuola materna... beh... è soprattutto lì che i nostri figli imparano a confrontarsi con gli altri e a capire che il mondo è qualcosa di più, che non è limitato alla propria famiglia; lì devono cominciare a fare i conti con il proprio egocentrismo ed il proprio egoismo.

Cosa possiamo fare noi genitori per aiutarli in questa fase?

Bisogna osservare bene i loro comportamenti quando tornano a casa e, se notiamo qualcosa di strano, non mostrare preoccupazione ma, con molta naturalezza, indurli a parlare, a raccontare le proprie esperienze in questo nuovo "mondo" scolastico.

E’ necessario mantenere contemporaneamente un buon contatto con le maestre della scuola materna per collaborare eventualmente, a casa, rispetto a qualche problema che possono notare nel rapporto fra i vari bambini... nel gioco, nella didattica... perché è in questo modo che si può notare qualcosa a livello comportamentale che funga da segnalatore di alcuni piccoli problemi che qualche bambino si può portare dietro come difficoltà di socializzazione, nervosismo e quant’altro può appartenere ad una sfera, tutto sommato fisiologica, frutto un po’ di stress (soprattutto dei genitori trasmesso ai bambini) e magari di qualche difficoltà di crescita dovuta probabilmente al fatto di stare molto da soli in quanto i genitori, molto impegnati, li hanno lasciati con la baby sitter.

Ci sono alcuni bambini, di cui uno di nostra conoscenza (mio parente e tu sai di chi parlo) che sono molto aggressivi, maneschi... in particolare, quello a cui mi riferisco ha delle reazioni esagerate, urla come ho visto fare solo ad alcuni adulti con problemi seri; il suo lato peggiore è venuto fuori alla scuola materna poiché ha avuto la possibilità di scaricare la propria violenza su altri bambini, visto che cresce come unico bambino in una famiglia di soli adulti....

Nonostante la madre dica che si è dato una calmata (in questi mesi estivi), io vedo che mia figlia spesso continua a prenderle da lui....

Tutto questo come va fronteggiato?... perché poi vanno in crisi anche le maestre....

Guarda, il bambino in questione è un ipercinetico compresso e represso, nel senso che a casa, da quanto mi dici, viene sistematicamente punito....

Non sempre!...ma è anche sufficientemente viziato dal fratello maggiore.

...Sì, ma poi viene punito per le sue malefatte e, per altri aspetti, è stato alimentato questo suo comportamento; però, questo serve a reprimere temporaneamente la sua scarica aggressiva che poi manifesta appena incontra una persona che non può nuocergli e che lo contraria in qualche modo... perché, finché lui ha ciò che chiede, non è violento, ma, quando qualcosa lo turba, manifesta l’incapacità di assorbire qualunque tipo di frustrazione, anche la più piccola! In questo caso, sarebbe proprio necessario far intervenire un esperto che coinvolga la famiglia... non si può fare nient’altro perché le maestre non possono agire cercando di risolvere un problema che nasce in famiglia e che si è trascinato nel bambino... non si può proprio fare. Qui bisogna necessariamente coinvolgere la famiglia affinché capisca quali sono stati gli errori di comportamento e attui dei cambiamenti che nel tempo, gradualmente, porterebbero ad un miglioramento della situazione... ci vorrebbero almeno tre o quattro anni!... altrimenti, come alternativa, ci troveremo davanti ad un ragazzo "difficile".

Sempre alla scuola materna materna, i bambini scoprono maggiormente lo scambio con l’altro sesso...

Per esempio, mia figlia mi dice sempre cosa prova, comincia ad avere il fidanzatino (si fa per dire!) e manifesta una grande curiosità sull’argomento amore e sesso; mi chiede come si fa l’amore, come nascono i bambini, perché io ho il seno e lei no.... e ne è attratta, vuole toccarlo...

Cosa devo dirle?... come mi devo comportare?

Tu l’hai allattata?

Sì...

... e allora c’è da dire innanzitutto che le è rimasto un ricordo che riguarda il piacere che provava nel momento dell’allattamento perché, come tu sai, visto che ne abbiamo parlato più volte, quando una mamma allatta e la gravidanza è stata voluta, si trasmette accettazione, amore, tenerezza... proprio nel momento dell’allattamento.... e questo il bambino lo avverte e resta in memoria tra le sensazioni più gradevoli che poi possa avere nella vita. E’ chiaro che in tua figlia c’è un interesse sia per questo motivo, sia a livello comparativo perché cerca di scoprire, in ogni dettaglio, come poi lei stessa avrà il seno.

Io le lascio anche la libertà di vedermi senza vestiti... così... con grande naturalezza... una complicità tra mamma e figlia!

Questo è positivo, non è un problema.

Sarebbe opportuno che avvenisse solo tra mamma e figlia e non tra padre e figlia... per un motivo non moralistico, ma relativo al problema che ci sarebbe per una bambina che, vedendo il pene di un adulto (e avendo dati sui rapporti sessuali), potrebbe crearsi delle preoccupazioni legate alla paura di farsi male quando farà l’amore per la prima volta perché, rispetto alla sua vagina, l’organo genitale maschile le risulterebbe sproporzionato.

I bambini vedono tutto amplificato: quello che per noi è normale, per loro è enorme! Ecco perché è meglio evitare.

Per quanto riguarda le curiosità legate al sesso posso dirti che sono molto normali... dipende molto da come cresce un bambino nei primi anni di vita; se non ha avuto il sentore che tutto ciò che gravita intorno al sesso è da guardare con conflitto, non svilupperà una curiosità morbosa almeno fino ai primi anni di scuola elementare (non tanto di scuola materna) perché poi lì incontrerà altri bambini che invece hanno vissuto il sesso in maniera conflittuale: per esempio quando si toccavano nelle zone cosiddette intime, per i primi tentativi inconsapevoli di masturbazione, saranno stati frustrati in maniera inopportuna e allora avranno capito che ciò che produce piacere non deve essere comunicato agli adulti e che, comunque, esiste una sorta di ambivalenza perché poi i mass media trasmettono messaggi di tutt’altro genere; quindi si riuniranno con gli amici più "fidati" a parlare di argomenti legati al sesso sentendosi adulti .

Un genitore sarebbe bene che si munisse di ausili didattici che sono in vendita, come delle videocassette a cartoni animati che mostrano cosa è un rapporto sessuale ed eventualmente come si determina una gravidanza, come avviene il parto...il tutto in un linguaggio e con illustrazioni alla portata del bambino e completamente naturale, così da far acquisire dei dati in maniera più "asettica" possibile.

Per quanto riguarda l’esplorazione del seno che fa tua figlia andrebbe presa come l’esplorazione di qualunque zona del corpo come, ad esempio quella delle dita di una mano; quindi, dovresti trasmetterle le sensazioni che provi facendo presente che comunque è sempre una invasione del tuo spazio vitale per cui la potrai accettare per poco tempo, ma non oltre... spiegando che hai questa reazione non tanto perché è il tuo seno ma perché è uno spazio da non invadere. Per ogni cosa è opportuno che sia lei fare domande, che ti racconti le sue esperienze (magari quelle fatte con i suoi compagni di classe)...

...Diciamo che la vedo molto aperta a raccontarmi le sue esperienze, le sue impressioni... i suoi gradimenti quando qualche bambino le piace particolarmente!.... si sente libera di parlarmene... non le ho mai fatto pesare niente...

Posso aggiungere che, se da una parte è normale e fisiologico che i bambini si autoesplorino (perché le prime esplorazioni avvengono sul proprio corpo e poi su quello altrui), sarebbe opportuno, soprattutto nelle feste familiari fra bambini (cuginetti, amichetti), dare un’occhiata non oppressiva, ma discreta nella stanza nella quale giocano perchè, frequentemente, siccome c’è la curiosità di esplorare soprattutto il sesso opposto, iniziano dei giochi preliminari di esplorazione che però un bambino un po’ più grande e smaliziato potrebbe utilizzare come giochi erotici: ripeto... niente di moralistico, ma la bambina che non ha rudimenti in tel senso, potrebbe crearsi dei pregiudizi e dei condizionamenti negativi... magari sentendosi costretta a fare delle cose che ancora non conosce e non capisce. Insomma, soprattutto, quando ci sono bambini in pubertà e bambine più piccole, c’è da fare attenzione...con discrezione!

Un’altra cosa che, tanto per cambiare, mi tocca da vicino...

Io sono single e mia figlia è ancora piccola. Dopo la fine del mio matrimonio ho avuto una relazione andata male, mi piacerebbe incontrare qualcuno da amare e da cui farmi amare, ma ho la paura di poter sbagliare e quindi di dover ricominciare ancora e, nella peggiore delle ipotesi, questo potrebbe succedere più volte. Mi pongo questo come problema non solo per me stessa, ma anche per mia figlia, ho paura di darle un cattivo esempio, di poterle rompere degli equilibri e di non saperle fornire un modello solido di donna...

Com’è giusto che si comporti un genitore single che si appresta ad affrontare una nuova o più nuove relazioni d’amore?

Essendo molto chiaro col proprio figlio, spiegandoglielo in maniera adeguata all’età che ha (quella psicologica soprattutto) e cogliendo l’occasione per spiegare che è meglio conoscere bene se stessi e l’altro prima di decidere un passo come il matrimonio, proprio perché questo consente di evitare frustrazioni di tipo affettivo. Siccome tu non vuoi più fare passi affrettati e cose avventate ma, al tempo stesso, vuoi frequentare altre persone (perché è normale che una donna stia accanto ad un uomo e viceversa), però senza avere la certezza di un legame definitivo (perché sono cose che si scoprono col tempo), bisogna rassicurare tua figlia sul fatto che, comunque, l’affetto nei suoi confronti non verrà meno.

Io mi ponevo anche un altro problema...

E’ il caso di far incontrare più di tanto a mia figlia, un possibile compagno se non mi sento ancora tanto sicura?...ma, d’altro canto, come posso essere sicura fino in fondo se non verifico la possibilità del rapporto tra lui e mia figlia anche non iniziando una convivenza e vivendo il rapporto ... dall’esterno?

Intanto tu sei più preparata che in passato a riconoscere la disponibilità altrui ed a creare un legame che sia maturo e non soltanto occasionale, di conseguenza capirai quando una cosa del genere accadrà, non puoi saperlo a priori.... i sentimenti non possono essere protetti o codificati attraverso ciò che si legge da un manuale, ma in base a quello che tu ricavi al momento, relativamente a come ti senti, alla maturità raggiunta da tua figlia e al senso di sicurezza che ti può dare l’altro.

Spero di dovermi porre questi problemi molto presto, ma sono un po’ sfiduciata... c’è poca gente matura in giro... forse dovrei chiedere qualche consiglio alla nostra amica Allessia Manes...

Che dici?

Che sarebbe utile continuare a parlarne.

Buona giornata!

 

G. M. & S. L.

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