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Ivana Spagna - Woman tour 2003
di Stefania Labate  ( stefanialabate@hotmail.it )

5 settembre 2003





Il coraggio delle scelte, in una donna "vera" e multiforme.


WOMAN tour:

I concerti 2003 di

IVANA SPAGNA

Il giorno è uno come tanti, in un luogo bellissimo sul mare di Calabria (Tropea) ed è proprio lì che l’attesa è grande per l’imminente concerto di Ivana Spagna.

Ai lati del grande palco due immagini identiche dell’artista... bellissima ed accattivante con quei suoi grandi ed espressivi occhi chiari...

C’è come una grande famiglia che si muove freneticamente per la buona riuscita dello spettacolo a partire dal manager Danilo Mancuso a finire al gruppo dei musicisti ( Acquafresca), ai tecnici....

Tutto deve andare alla perfezione!

Il buio non tarda ad arrivare ...... il concerto ha inizio...

Una voce fuori campo annuncia: "Ladies and gentleman... Spagna!"

Lo spettacolo, che dura circa due ore, ha inizio con Woman (uno dei brani che l’artista ha incluso nel suo nuovo CD) ed è un continuo di cambiamenti e colpi di scena ...: Ivana si arrampica al traliccio delle luci, balla insieme alle coriste ed ai musicisti, scompare spesso dietro il palco, si cambia d’abito e lascia posto ad insoliti giochi di ombre che si consumano dietro grandi teli retrolliminati e, nel brano Baila, si trova in mezzo a sei grandi fiamme che si sollevano sul palcoscenico ...

Sicuramente i colpi di scena non sono solo scenografici, ma anche emozionali!... come accade durante l’interpretazione (personalissima!) de La donna cannone in cui si fa fatica a riconoscere la "nostra", travestita da melanconico pagliaccio... o come quando, con lo sfondo di un filmato che mostra le sue foto dell’album famiglia, canta Davanti agli occhi miei (brano dedicato ai suoi genitori che ha perduto tempo fa). Non sono mancati i momenti più ritmati con brani vecchi e nuovi di dance in inglese e spagnolo che hanno chiuso poi il concerto.

Spagna è un’artista che val la pena di conoscere da vicino e non solo per quello che riguarda l’aspetto musicale...

Noi l’abbiamo fatto...., l’abbiamo incontrata prima del concerto, per conoscerla meglio...

Si dice in giro che tu sia una bella persona e, a vederti, si direbbe proprio di sì...sei persino ambasciatrice dell’UNICEF....

Ci dici chi è per te Ivana Spagna?

Una persona onesta... questo sì!

Rispetto il prossimo, penso di aver preso tante batoste nella vita perché ho creduto che gli altri si comportassero come io mi comportavo con loro.

Abbiamo conosciuto di te due aspetti, musicalmente parlando...anche se l’aspetto musicale riflette un po’ il proprio modo di essere...

Abbiamo visto una Spagna più aggressiva e trasgressiva ed un’altra che è quella del festival di Sanremo quindi melodica, più tranquilla; ovviamente credo che queste siano due facce della stessa medaglia, ma...quale delle due ti rappresenta meglio?

Tutte e due!...l’hai detto tu.

Ci sono dei momenti della vita in cui uno si sente di far delle cose e momenti in cui sente di farne altre. Io ho vissuto con la dance, perché venivo dalla dance, perché prima di fare i dischi ho lavorato tanto nelle discoteche con mio fratello e facevamo questo genere per cui mi è venuto subito molto più naturale scrivere quel tipo di canzoni.

Poi c’è stata la bella sorpresa dell’italiano che arrivata del tutto inaspettata. Io non volevo cantare in italiano perché ero abituata a cantare in inglese e invece, dopo Il re leone, si è aperta una nuova carriera e mi è piaciuto tantissimo cantare e scrivere in italiano...

Adesso mi trovo in un momento in cui sento, e l’avverto già da un po’, la voglia di ricominciare a cantare in inglese...

Io dico che ci sono mille persone in una persona, bisognerebbe trovare il coraggio di fare sempre quello che si vuole anche rischiando, a volte, di perdere del pubblico (come potrebbe essere in questo caso), ma essere onesti in ciò che si fa...

Io l’ho fatto e spero che vada bene!

Conosco molte tue fans, adolescenti...

Beh.. ho potuto constatare che ti adorano qualunque cosa tu faccia!

Ad un certo punto si segue l’artista in tutto quello che fa... stanne certa!

Ormai ti sei costruita una splendida carriera, ma cosa ti è costata in termini di rinunce... Hai dei rimpianti?

Certo! Un rimpianto solo... di non essere riuscita a costruirmi una famiglia...

Questo è il mio grande rimpianto.

Quando ero bambina ho avuto la famiglia... ideale, senza possibilità economiche... proprio -niente soldi-, ma ho avuto tutto l’amore di questo mondo.

I miei genitori hanno dato a me e mio fratello, penso, tutto quello che si poteva dare a dei figli e forse anche proprio questo mi ha penalizzato... perché ho sempre cercato un uomo che fosse un pochino come il mio papà con la mia mamma...

Non ho mai trovato una persona così e forse non ho mai avuto neanche il tempo di trovarla o di conoscerla bene... anche per colpa del lavoro.

Io ho dato tanto al mio lavoro ed ho penalizzato la mia vita privata.

Ma quando hai una vita privata con un uomo, che "compagna" sei?

Ah... non lo so!... dovresti chiedere ai compagni che ho avuto....

In questo periodo sono da sola. Ti dirò che è difficile, quando stai tanto tempo da sola, riuscire a vivere ancora con qualcuno... perché ti abitui veramente ad essere un lupo solitario come ho scritto in una delle mie canzoni... Ci si abitua anche alla libertà della solitudine che è fatta di cose non tanto speciali, ma che lo diventano... come il fatto che ti alzi quando vuoi, mangi quando vuoi; io ho una gatta, mi dedico a lei, mi dedico (quando ho tempo) al mio giardinetto che è un fazzoletto però mi piace prendermene cura...leggo, scrivo .....

...Mi piacerebbe moltissimo perdere la testa per una persona, innamorarmi follemente, ma avrei paura di perdere adesso i miei spazi perché mi sono accorta purtroppo (e se devo essere sincera devo dirvelo!) che quasi tutte le storie, almeno per quello che mi riguarda, nascono bellissime... e poi finiscono!

...Per cui dovrei veramente riuscire a trovare una persona che mi faccia sognare... Magari ci fosse! Magari riuscissi ad incontrarla... perché c’è senz’altro e questo è importante dirlo! Ci sono sicuramente persone con le quali poter avere un legame importante, bisognerebbe avere il tempo di incontrarle....

Tu hai parlato della tua famiglia...

Tuo fratello Teo è una persona importante non soltanto a livello affettivo, ma anche lavorativo... Quanto conta il tuo legame con lui?

Ormai siamo rimasti io e lui della mia famiglia!

Siamo sempre stati attaccatissimi, ma sempre-sempre; abbiamo sempre lavorato insieme e spero di essere io la prima a "partire"... Sono anche un po’ egoista a dire questo perché lascerei lui da solo... però altrimenti mi cadrebbe il mondo addosso, ma non solo per il fatto della musica, ma perché lo amo.

Si capisce da come ne parli! E per quanto riguarda gli altri...Sei una persona che si fida?

Purtroppo in passato mi sono fidata troppo!

Ultimamente (devo essere onesta anche in questo) cerco, mi sforzo di fidarmi un po’ meno perché sono sempre stata un po’ delusa a causa di fiducia mal riposta.

Quale credi sia l’aspetto del tuo carattere che ti abbia aiutato ad arrivare al successo?

Il fatto di essere cocciuta... nel senso che ci sono sempre, in mezzo a cose belle, tanti ostacoli, tante delusioni per cui questa forza di volere a tutti costi andare avanti, di fare questo lavoro (che mi piace tantissimo!) mi ha davvero aiutato.... anche a scalare le montagne, andare avanti anche quando gli ostacoli sembrano insormontabili.

Di fatti questo lavoro si accompagna comunque e sempre anche alla paura di poter "scendere"...

E’ naturale "scendere" in questo mestiere, l’importante è riuscire a risalire dopo... e, grazie a Dio, mi sono successe anche queste cose: il fatto di risalire, avere belle soddisfazioni e, ogni volta, ci sono sempre delle cose nuove che nascono...

Ci sono delle cose bellissime come questa: io ho scritto un libro che tratta l’abbandono degli animali, è la storia di un cagnolino che viene abbandonato e s’intitola Briciola, storia di un abbandono. Beh, questo libro io l’ho scritto col cuore...

Quando è uscito?

In dicembre, in una confezione particolare per bambini con due versioni: quella per bambini dai 3 ai 7 anni con più illustrazioni, l’altra, dai 7 anni in su, che è il libro vero e proprio ed ha venduto più di 20.000 copie.

E’ stato un grande successo e la cosa doveva chiudersi lì... ed invece no!

Sta succedendo una cosa strepitosa... che è questa: c’è un grosso premio internazionale di letteratura che si tiene l’8 luglio ad Ostia con la partecipazione di grossissimi scrittori e questo libro inizialmente è entrato nei 100 finalisti, poi nei 20, adesso è nei primi 3...

Anche se arrivasse terzo io sarei felicissima lo stesso perché per me era una cosa insperata.

Io voglio solamente ringraziare i signori che lo hanno votato (che sono dei giurati importantissimi) perché penso che abbiano percepito che è venuto dal cuore e perché, includendolo nei primi tre, mi hanno regalato una forza ed un’energia incredibile che mi servirà per andare avanti nella mia vita.

A questo punto devo dedurre che la tua vita è improntata soprattutto sul lavoro, su quello che hai dentro e che poi si esprime attraverso quello che produci...

Assolutamente sì!

Visto che adesso hai ricominciato a cantare in inglese direi che hai ripreso un po’ la vecchia strada, ma con una ricerca di nuove sonorità, anche di tipo etnico....

Stai preparando dell’altro?

Io, al momento, non sto preparando nulla perché sto facendo la promozione del mio nuovo album... poi,da poco, è uscito un mini CD che contiene 5 brani tra cui Never say you love me che è diventata No digas te quiero in Spagna e che lì sta avendo un grosso risultato infatti andrò dal 20 al 22 luglio alle Canarie per un grande show che vanta 90.000.000 di telespettatori.

Sono molto felice di questo perché è un risultato che dà ragione alla mia voglia di tornare a cantare in inglese, spagnolo o altre lingue, ma soprattutto di fare quello che mi sentivo di fare perchè penso che chi ha la forza di fare così, di rischiare, di cambiare ha davvero la possibilità di andare avanti...

Come ti senti in questo momento, prima di un concerto?

Male! Sono sempre agitatissima... anche se dovessi cantare una sola canzone, anche davanti ad una sola persona...

Questo vuol dire che sei una grande professionista...

Mah... non lo so! L’agitazione è tanta!

Ti lascio tranquilla....

Ah... Grazie!!!... di tutto!!!

S.L. - Musicista

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