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Quel pasticcio chiamato QMO...
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

9 giugno 2003

Il mondo si augurava che dall'incontro di Aqaba, in Egitto, la crisi israelo - palestinese uscisse minata nei suoi presupposti, ma, purtroppo, non è stato così! Infatti, dopo lo storico avvenimento di Gerusalemme tra il premier israeliano Sharon ed il nuovo leader (fortemente voluto dagli Stati Uniti) Abu Mazen, in cui si gettavano le basi per la concretizzazione effettiva del nuovo, l'ennesimo, piano di pace tra Israeliani e palestinesi, da più parti ci si sentiva autorizzati a pensare ad un'area mediorientale più tranquilla ma, nessuno, poteva immaginare che il vecchio leone palestinese, Yasser Arafat, potesse creare ancora complicazioni, nessuno, infatti, riteneva che il fondatore di "Al fatah" potesse avere ancora la forza politica di poter imporre il suo pensiero, al contrario di ogni previsione è stato così! L'anziano leader palestinese, indiscusso protagonista della politica mediorientale degli ultimi quarant'anni, non ha tardato a dare la sua zampata sul processo di pace ed a tuonare contro le offerte di Sharon. Infatti, il leone di Palestina, come viene, da sempre, definito Arafat dalla sua gente, ha manifestato scetticismo nei confronti dell'impegno del leader israeliano di smantellare i cosiddetti "avamposti illegali" creati dai coloni ebrei sul sacro suolo di Palestina, ed ha invitato i palestinesi, prima, ed il mondo intero, poi, a diffidare della "volpe israeliana", come Yasser definisce il primo ministro Sharon! Infatti, a supporto di questa sua posizione, il presidente palestinese ha manifestato il seguente pensiero... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.





"(..) Se Sharon rimuove una roulotte e poi, ci dice che ha smantellato una colonia cosa vuol dire?.. La volpe non ha, purtroppo offerto nulla di tangibile che possa superare l’odio del mio popolo inasprito, giorno dopo giorno, dal massacro di vite umane voluto da Israele!" Chiara, a parer nostro, la posizione di Arafat sull’argomento pace, ed ancora più chiare, si profilano all’orizzonte, le difficoltà di procedere in un dialogo sereno. A questo punto, l’ombra del redivivo Arafat, pesa minacciosa sul processo di pace ed il mondo s’interroga sul ruolo che l’anziano leader dovrà avere nelle trattative...ma dovremo ancora assistere ad animate polemiche, sul punto, tra Unione Europea e Stati Uniti? Sembra proprio di si, infatti, gli europei continuano ad incontrare Arafat e manifestano, chiaramente, l’intenzione di volerlo incontrare ancora. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia di un faccia a faccia tra l’inviato dell’unione europea, Angel Moratinos, e Arafat, in netto contrasto con le posizioni assunte dalla Casa Bianca e ribadite dal Segretario di Stato Colin Powell nel corso di una conferenza stampa, queste le testuali parole di Powell:" Noi non pensiamo che sia una buona idea quella di continuare ad incontrare Arafat, pertanto invitiamo gli alleati occidentali a seguire una linea comune". Ancora una volta differenti sono le vedute tra gli occidentali su questioni che riguardano il Medio Oriente.. ma il Medio Oriente ha avuto facoltà di poter manifestare il proprio pensiero sull’argomento? Una riflessione è d’obbligo: se qualcuno tentasse di risolvere una violenta discussione in casa nostra senza che noi avessimo facoltà di intervenire nelle nostre cose e se gli intervenienti esterni fossero, addirittura, in disaccordo tra loro su come risolvere le nostre problematiche noi come reagiremmo? Ai posteri ed agli eventi l’ardua sentenza del pasticcio chiamato Questione Mediorientale.

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