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Alle origini della vita - I°
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it ) e di Stefania Labate  ( stefanialabate@hotmail.it )

7 luglio 2003





Quando comincia la vita, in un essere umano? Quali sono gli strumenti scientifici più adeguati a rispondere?


 

Iniziamo una serie di articoli, dopo quelli dedicati alla "Saggezza del vivere" ed agli "Incontri sull’amore", fra uno psicoterapeuta ed una musicista, giovane mamma, interessata a capire come migliorarsi nel rapporto con la propria figlia.

BUONA LETTURA

Ciao "Doc"!

È da un po’ di tempo che volevo chiederti di iniziare un lavoro didattico con te...da pubblicare, con lo scopo di far conoscere meglio argomenti riguardanti il rapporto fra genitori e figli, fin dal momento del concepimento.

Ciao, Stefania ... o dovrei chiamarti Alessia?

Alessia è "lontana" da me, in questo momento. Dopo una parentesi, bella e interessante, mi sto concentrando sul mio ruolo di mamma, oltre che di artista. Anzi, ti dirò, sono protesa maggiormente verso mia figlia perché, mentre nel mio lavoro posso "recuperare" quando voglio, nel rapporto con lei... se perdo "il treno" non lo riprendo più!

Complimenti, ti trovo più matura e recettiva verso le necessità prioritarie da individuare e colmare. Da dove vogliamo cominciare questo cammino che, ad occhio e croce sarà interessante almeno quanto i nostri "incontri sull’amore"?

Quando comincia la vita?

Domandina facile facile... Vabbé, accetto la sfida!

Vorrà dire che chiederò aiuto alle competenze del prof. Sandro Gindro, docente universitario di psicoanalisi della gestazione e della mia amica Maria Rosaria Alfano, specialista in osteopatia pediatrica. Attingerò al serbatoio delle loro conoscenze, dal momento che mi trovo in linea con le loro idee.

Un momento... psicoanalisi della gestazione, osteopatia pediatrica, ma di cosa stai parlando? E poi, non sei amico della dott. Sara Russo, specialista dell’età evolutiva? Non puoi chiedere la sua collaborazione?

Partiamo dall’ultima domanda: Sara Russo è molto impegnata per cui la coinvolgeremo quando proprio sarà indispensabile; inoltre, ha pubblicato su La Strad@ diversi articoli abbastanza esplicativi sull’argomento.

Sandro Gindro (definito "il cieco che legge nel pensiero dei nascituri"), torinese, è stato psicoanalista, compositore e autore di teatro. Dopo essersi laureato in filosofia con Nicola Abbagnano, ha completato la propria formazione psicoanalitica all’interno del pensiero freudiano. Trasferitosi a Roma, ha elaborato una propria metapsicologia e ha fondato la scuola di psicoanalisi gindriana, il centro clinico - medico - psicologico Psicoanalisi Contro e l’omonima rivista di psicoanalisi, cultura ed arte. E’ stato presidente dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali (IPRS), per il quale ha coordinato e diretto numerose ricerche. E’ stato docente di "Psicoanalisi della gestazione" alle Università "La Sapienza" di Roma e Perugia e vice presidente dell’IFOS (Istituto per la Formazione e la Ricerca Socio - Sanitaria) dell’Università del Sannio.

All’attività scientifica e clinica, documentata dai numerosi articoli, saggi e libri, Sandro Gindro ha affiancato quella, non meno importante, di artista. La sua musica è stata eseguita dalla RAI e, in concerto, in Italia, Europa e America. E’ stato fondatore e Direttore degli Incontri di Musica Sacra Contemporanea e Presidente dell’Associazione Romana di Musica Sacra e Religiosa (A.R.Mu.S.eR). Come musicologo, ha svolto un esteso e approfondito lavoro di ricerca sulla musica popolare piemontese. I suoi testi teatrali, per i quali ha sempre composto anche le musiche di scena, sono stati rappresentati in varie città d’Italia e all’estero. Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato a Roma e Parigi.

Un "tipino" niente male!

Purtroppo si è spento nella sua casa di campagna a Sacrofano il 24 maggio 2002... ma ha lasciato un segno nel pensiero contemporaneo, contro "i tabù della scienza"!

E di Maria Rosaria Alfano, che mi dici?

Lei, per fortuna, è viva e gode di ottima salute! È una collega dello studio polispecialistico dove mi trovo ad operare. È una giovane (e graziosa) osteopata formatasi secondo il "pensiero" e le "indicazioni" del Dr. John E. Upledger, medico, specialista autorizzato di medicina osteopatica manipolativa, membro accademico della British Society of Osteopathy (Associazione Britannica di osteopatia). Ha, inoltre, fatto parte del Comitato consultivo del programma di medicina alternativa per il dipartimento di medicina alternativa presso i National Institutes of Healthdi Washington D.C.

Nel 1985 ha fondato L’Istituto Upledger di Palm Beach in Florida (USA,) dedicato allo sviluppo di tecniche terapeutiche complementari, avendo come obiettivo quello di creare un luogo dove le idee innovative sarebbero state libere di espandersi e di prendere forma; attualmente l’Istituto Upledger è riconosciuto in tutto il mondo come pioniere nell’ambito dell’elaborazione di programmi di educazione continua, ricerche cliniche e servizi di riabilitazione. Ogni anno organizza centinaia di workshop per la formazione di operatori sanitari di diverse discipline: osteopati, medici, chiropratici, dottori di medicina orientale, esperti in agopuntura, terapisti massaggiatori, infermieri, medici che utilizzano rimedi naturali, specialisti in psichiatria, psicologi, dentisti, fisioterapisti, terapisti del lavoro e altri professionisti del corpo umano.

"Doc", non ti riconosco!

Perché?

Ma scusa, ti sei specializzato in psicoterapia in uno dei centri migliori d’Italia... come mai scegli di utilizzare le conoscenze di professionisti lontani dalle idee di Giovanni Russo?

Uno dei criteri che mi ha affascinato del "sistema di pensiero" di Giovanni Russo, è stata la caratteristica eclettica epistemologica: in pratica, la ricerca del meglio, in ogni settore scientifico che si occupi dell’essere umano, dai flussi d’informazione delle microparticelle, fino ai costituenti organici di organi ed apparati. Io (in attesa che i colleghi della stessa Scuola pubblichino del materiale inedito) continuo l’opera del mio "maestro", cercando di tracciare percorsi illuminati nel bosco oscuro del sapere da ricercare: mi trovi incoerente?

No, affatto...

Vorrei tranquillizzarti, dicendoti che, nella ricerca scientifica, non esiste chi ha ragione o torto, in senso assoluto, ma solo chi contribuisce ad apportare nuove ipotesi chiarificatrici... senza impeti "talebanici"!

Ho capito... grazie.

Torniamo al discorso dell’osteopatia, mi sembrava interessante!

L’osteopatia agisce a livello del sistema nervoso autonomo e sul controllo che quest’ultimo esercita sui distretti psicofisici che vanno dal cranio all’osso sacro. Con un movimento delicato, generalmente del peso inferiore a 5 grammi (il peso di una monetina), i medici tolgono le restrizioni al sistema nervoso parasimpatico per migliorare il funzionamento del sistema nervoso centrale. Questo, a sua volta, contribuisce ad eliminare gli effetti negativi dovuti allo stress, a rafforzare la resistenza alle malattie e, infine, a migliorare globalmente lo stato di salute. La sua azione, in pratica, si svolge "dalla periferia verso il centro". La psicoterapia, invece, attraverso delle stimolazioni verbali, agisce stimolando delle risposte nei centri di elaborazione del pensiero, come dire, "dal centro verso la periferia".

Esiste anche una metodica complementare all’osteopatia, definita Rilascio Somato Emozionale. È un processo terapeutico dinamico che si fonda sul principio della terapia Cranio Sacrale per liberare il corpo e la mente dagli effetti residui di un trauma. In base alle ricerche condotte dal Dott. John Upledger assieme al biofisico Dott. Zvi Karni alla fine degli anni ’70, si è scoperto che il corpo spesso mantiene l’impronta di forze fisiche di incidenti, ferite e shock emotivi. Le zone mal funzionanti sono molto spesso isolate in quelle che il Dott. Upledger chiama "cisti di energia". In pratica, ciò che il Dr. Giovanni Russo individuava con il temine di "Conflitto energetico incapsulato", depositato in aree mnemoniche recondite e non "rimosso" come, invece, sosteneva Freud. Infatti, queste capsule possono detonare quando vengono sottoposte alla sollecitazione dei ricordi contenuti in esse. Sebbene una persona ragionevolmente sana sappia adeguarsi a queste "blocchi" di energia, il complesso psiche - corpo, a lungo andare, risente delle "sottrazioni" che, a seguito delle frustrazioni giornaliere, ogni essere umano è costretto a subire. Questo è il principio mediante cui, a lungo andare, si instaurano i quadri di depressione endogena.

L’unico "appunto" che mi sento di muovere a questo buon sistema terapeutico è costituito dal limite determinato dal non aver potuto usufruire degli studi sull’energia condotti da Giovanni Russo. Si sarebbero accorti dell’evidente unicità dell’insieme Psiche - corpo. La psiche, infatti, presente (con ruoli e competenze differenti) in ogni cellula, è costituita dal flusso di dati che si generano e si trasmettono fra le particelle elementari che costituiscono l’atomo. Partendo da protoni, neutroni ed elettroni, tali informazioni serviranno come algoritmi (spiegazioni) per l’assemblaggio del DNA cellulare, responsabile della strutturazione corporea e della manifestazione macroscopica del pensiero.

Ecco la necessità di formare delle figure sanitarie, nell’ambito della psiconeuroimmunoendocrinologia, specializzate in distretti differenti che "dialoghino fra loro.

"Doc", scusa...mi sono persa... ma quando comincia la vita, in un essere umano?

Al momento del Big Bang...

Coosa? E che c’entra l’Universo, adesso?

È una questione di miniaturizzazione.... e se ne parlassimo la prossima volta?

Effettivamente sono un po’ stanca... ma non vedo l’ora che venga la prossima volta!

Puntuale... "Doc"!

 

G. M. - Medico Psicoterapeuta

S. L. - Musicista

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