Questa settimana ho pensato di trattare argomenti molto interessanti, importanti, ed anche dibattuti, frequenti in chi si occupa, in merito al primo punto, di volontariato.
Iniziamo proprio da questo.
Le spese per il soccorso, il trasporto e le cure veterinarie di un animale randagio ferito sono a carico del Comune o dell’ente pubblico competente per territorio, ma in un primo momento possono essere anticipate dal soccorritore.
Le responsabilità e le spese veterinarie
- Il ruolo dei Comuni e delle ASL: In base alla Legge quadro n. 281/1991 e alle normative regionali, la gestione del randagismo, la cattura e la custodia dei cani vaganti spettano ai Comuni (spesso in collaborazione con i servizi veterinari delle ASL). Di conseguenza, i costi per l’assistenza e le cure di un animale randagio ferito gravano sull’amministrazione pubblica competente.
- L’anticipo del soccorritore: In linea generale, chi soccorre per primo l’animale e lo porta autonomamente da un veterinario potrebbe trovarsi a dover anticipare le spese di trasporto o la prima assistenza d’urgenza. È quindi fondamentale avvisare subito la Polizia Locale, i Carabinieri o il servizio veterinario dell’ASL/Comune affinché si attivino i soccorsi pubblici autorizzati ed evitare addebiti a carico del privato. Se questi non vengono attivati per qualsiasi motivazione, è comunque importante avvisare l’Asl veterinaria ed il Comune, in modo che sappiano che interviene un privato cittadino per mettere in sicurezza l’animale e per soccorrerlo al posto loro.
- E’ importante, dunque, che chi si occupa di portare l’animale ferito presso un pronto soccorso veterinario o clinica priva veterinaria si faccia rilasciare certificazioni, diagnosi e fatture di quanto anticipato per poi chiedere il rimborso a chi di competenza.
L’altro tema che può anche interessare una platea vasta di persone è relativo al quesito a chi tocca il risarcimento in caso di incidente sulla strada con animale selvatico o domestico.
La risposta non è automatica e dipende da una serie di fattori giuridici ben precisi. Ogni caso va analizzato nel dettaglio sotto il profilo della responsabilità civile.
Se l’incidente stradale con animale riguarda fauna selvatica (cinghiale, capriolo, cervo, volpe), il risarcimento danni da fauna selvatica non è a carico dell’assicurazione del conducente, ma può essere richiesto all’ente pubblico competente per la gestione e il controllo del territorio. Generalmente è la Regione a doverne rispondere.
Molti automobilisti non sanno che l’ente pubblico può essere responsabile quando non ha adottato misure adeguate di prevenzione, come:
- recinzioni nei tratti ad alto rischio
- segnaletica di pericolo animali selvatici
- piani di contenimento della fauna
- monitoraggio delle aree critiche
In questi casi è possibile ottenere il risarcimento in caso di incidente con animale selvatico dimostrando il nesso causale tra la presenza dell’animale e l’omessa gestione del rischio.
Diverso è il caso dell’incidente con animale domestico, ad esempio, incidente con un cane o un cavallo vagante. In queste situazioni il responsabile è il proprietario dell’animale o chi ne aveva la custodia al momento del fatto.
Un altro aspetto centrale riguarda l’assicurazione. Nell’incidente con animale l’assicurazione paga? Dipende.
La polizza RC Auto copre i danni causati a terzi, ma non copre automaticamente i danni subiti dal conducente che investe un animale selvatico. Per questi casi può intervenire solo:
- una polizza kasko
- una garanzia eventi naturali o collisione con animali
- oppure l’azione di responsabilità contro l’ente pubblico
Spesso le compagnie assicurative respingono la richiesta di risarcimento in caso di incidente con animale, sostenendo l’imprevedibilità dell’evento. A quel punto, è necessario dimostrare che l’evento non era imprevedibile, ma collegato a una gestione carente del territorio.
Chi subisce un incidente con un cinghiale, ad esempio, deve sapere che non basta dimostrare l’impatto: occorre dimostrare che l’ente competente non ha adottato misure idonee a prevenire il rischio.
Ogni contesto comporta valutazioni differenti in termini di responsabilità e competenza territoriale.
Cosa fare subito dopo un incidente con un animale per ottenere il risarcimento.
Il primo passo è mettere in sicurezza sé stessi e gli altri. Occorre fermare il veicolo, attivare le luci di emergenza e posizionare il triangolo. Questo non è solo un obbligo previsto dal Codice della Strada, ma anche una misura fondamentale per evitare ulteriori sinistri, soprattutto quando l’incidente con animale avviene di notte o su strade extraurbane.
Essenziale è poi contattare le autorità competenti, Carabinieri o Polizia Locale. Il loro intervento è fondamentale perché il verbale rappresenta una prova decisiva per dimostrare l’incidente con animale e ottenere il risarcimento. Senza una documentazione ufficiale, infatti, la richiesta risarcitoria può essere contestata o respinta.
Nel caso specifico di incidente con animale selvatico, il verbale serve a certificare elementi fondamentali come:
- presenza dell’animale sulla carreggiata
- dinamica dell’impatto
- condizioni della strada
- eventuale assenza di segnaletica di pericolo
- danni visibili al veicolo
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la raccolta delle prove fotografiche. Fotografare l’animale, i danni al veicolo, la posizione sulla strada e la segnaletica presente o assente può fare la differenza tra ottenere o non ottenere il risarcimento incidente con animale.
Queste prove sono determinanti soprattutto quando l’assicurazione nega il risarcimento di incidente con animale sostenendo che il conducente avrebbe potuto evitare l’impatto.
È inoltre importante raccogliere eventuali testimoni. La loro dichiarazione può rafforzare la ricostruzione dei fatti e dimostrare che l’incidente con animale non è stato causato da imprudenza del conducente.
Inoltre, il sinistro deve essere denunciato tempestivamente alla propria compagnia assicurativa, generalmente entro tre giorni. Tuttavia, è fondamentale comprendere che l’assicurazione non rappresenta il soggetto responsabile del risarcimento in caso di incidente con animale selvatico. Nella maggior parte dei casi, la responsabilità è dell’ente pubblico preposto alla gestione della fauna.
Per questo motivo è essenziale impostare correttamente la pratica sin dall’inizio. Un errore nella fase iniziale può compromettere l’intero risarcimento.
Un altro errore molto comune è riparare immediatamente il veicolo senza effettuare una perizia tecnica. Prima di procedere alla riparazione, è necessario documentare i danni attraverso:
- fotografie dettagliate
- preventivo di riparazione
- perizia tecnica
Questi elementi sono indispensabili per quantificare il risarcimento danni auto incidente con animale.
Il risarcimento può coprire non solo il danno materiale al veicolo, ma anche ulteriori voci di danno stradale come per esempio, possono essere risarciti:
- spese di traino
- spese mediche
- danni fisici
- danni psicologici
- fermo tecnico del veicolo.

Iscritta all’Albo degli Avvocati del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, Patrocinante in Cassazione, esercita la professione di avvocato in materia di diritto civile, in particolare diritto di famiglia, del lavoro e della previdenza, diritto dei consumi, recupero crediti. Dal 1995 è Giurista d’Impresa. Dal 2006 al 2012, presso varie emittenti radiofoniche e televisive locali, ha partecipato come ospite fissa in trasmissioni di informazione giuridica. Dal 2015 si dedica alla tutela degli animali, rappresentando cittadini privati e associazioni animaliste sia in processi civili che, come parti civili, nei processi penali (Abilitazione all’esercizio della professione di avvocato conseguita in data 29/06/1998). Iscritta all’Albo dei Giornalisti- Elenco pubblicisti dal 26/10/2002.

