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Riceviamo e pubblichiamo volentieri la riflessione di un nostro affezionato lettore, il signor Francesco Lena. Un appello accorato, semplice e profondo, che ci ricorda come la gentilezza e il rispetto reciproco siano le vere fondamenta della convivenza civile.

Vorrei vedere intorno a me – in TV, sui giornali, nel web, ma soprattutto nei comportamenti quotidiani delle persone, sia in pubblico sia in privato – un maggiore rispetto. Un rispetto inteso verso se stessi e verso gli altri, accompagnato da quella sana umiltà e da quel buon senso che, insieme a un’educazione gentile, farebbero bene a tutti noi.

Troppo spesso, oggi, assistiamo a comportamenti negativi: assistiamo al proliferare di insulti, volgarità, parolacce e giudizi dispregiativi di ogni genere. Sono dinamiche tossiche che non fanno bene a chi le esprime e, tantomeno, a chi le riceve.

Bisognerebbe iniziare a invertire la rotta partendo proprio da quei politici e da quei personaggi pubblici che, a volte, ci danno un cattivo esempio. Spesso tra i cittadini si nota troppa aggressività e una totale mancanza di sensibilità. Eppure, basterebbe un piccolo sforzo collettivo per far emergere il bene e il bello che ognuno di noi custodisce dentro di sé.

Il rispetto come barriera contro la violenza

Se alla base di ogni individuo ci fosse una reale consapevolezza dell’importanza del rispetto, vissuto in prima persona e offerto agli altri, ridurremmo drasticamente la violenza. Ci sarebbe meno tensione nelle famiglie, meno conflitti tra i cittadini e nella società in generale.

Adottare questa visione ci condurrebbe verso una convivenza migliore, più costruttiva e positiva, capace di arricchirci sul piano civile, sociale e culturale.

Per questo motivo mi rivolgo direttamente ai mezzi d’informazione, alla politica, alle scuole di ogni ordine e grado, alle istituzioni, alle associazioni e alle parrocchie: fate più informazione e formazione alla cultura del rispetto. Insegnate il valore delle regole e, in modo particolare, la centralità della persona. Questo è l’unico modo per prevenire le situazioni spiacevoli e gli atti di violenza che purtroppo riempiono la cronaca quotidiana.

Rimbocchiamoci le maniche per il bene comune

Cari concittadini, rimbocchiamoci le maniche. Mettiamoci in gioco con grande responsabilità e impegno, tutti insieme, ovunque ci troviamo. Attraverso le nostre piccole e grandi azioni quotidiane possiamo praticare la meravigliosa cultura del rispetto.

Contribuiamo a costruire una società capace di cercare sempre il bene comune e ciò che unisce, piuttosto che ciò che divide. Una società dove prevalga la tutela delle donne, dei bambini, degli anziani e di tutte le persone fragili; dove si dia voce agli ultimi e dove non manchi mai la sacralità del valore della vita.

Dobbiamo impegnarci con determinazione per far vincere la buona politica e per dire, ad alta voce, una serie di convinti “SÌ”:

  • all’onestà e al rispetto delle regole;
  • alla verità e alla solidarietà;
  • alla buona educazione e al buon senso;
  • alla gentilezza, all’umiltà e a una corretta informazione.

Un traguardo di alta civiltà

Termino questa mia riflessione con la speranza che questo auspicio si avveri, per raggiungere finalmente l’obiettivo di una società più giusta, caratterizzata da un’alta civiltà culturale e sociale. Un mondo rispettoso delle bellezze della natura e dell’essere umano, dove si possa stare bene insieme.

Sogno una realtà in cui in famiglia regni l’armonia, in cui con il vicino di casa ci sia collaborazione e in ogni luogo trionfi l’amicizia. Raggiungere questo traguardo significherebbe abbracciare appieno i valori dell’amore, della fratellanza e della solidarietà, permettendo a tutti noi di vivere, finalmente, nella serenità e nella pace.

Francesco Lena
Cenate Sopra (Bergamo)

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