Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza). Un confronto intimo per comprendere il valore simbolico della Vita come Scelta
Nipote: (Sospira, guardando il vuoto) Nonno, a volte penso alla parola “Vivere”. Sembra una parola semplice, che per tanti non dice molto, ma in realtà a me racchiude tutto. E, se devo essere sincero, mi spaventa. Mi spaventa moltissimo.
Nonno: (Lo guarda con dolcezza, posando il giornale) Ti spaventa cosa, di preciso, ragazzo mio?
Nipote: Il tempo, nonno. Il fatto che passi così in fretta. Ho come l’impressione di non riuscire a godermi fino in fondo ogni attimo della mia giovinezza. Tutti continuano a ripetermi che questi sono gli anni più belli della mia vita, ma per me… per me non lo sono così tanto. Mi sento bloccato. Amo la scuola, l’ho sempre amata, ma quest’anno tutta questa pressione mi pesa. Non è solo per l’esame in sé, è per il cambiamento che dovrò affrontare dopo. Ho paura di iniziare l’università, di imbattermi in nuovi percorsi, in nuove responsabilità. Vorrei vivere di più il presente, ma con tutte queste preoccupazioni il tempo corre e io resto fermo.
Nonno: (Sorride comprensivo, accarezzandosi le mani segnate dagli anni) Sai, ti ascolto e mi sembra di rivedermi. La giovinezza è un carico pesante, perché vi chiedono di essere felici per forza, mentre state solo cercando di capire chi siete. Tu vedi il tempo come un treno che scappa, ma la vita non è una gara di velocità. È fatta di traguardi, sì, e di difficoltà da superare, ma è fatta soprattutto di passaggi. E ogni passaggio, come l’università o le nuove responsabilità, porta con sé un po’ di nebbia. È normale avere paura della nebbia.
Nipote: Sì, ma la nebbia ti costringe a fermarti. E poi c’è la scelta. Scegliere per me è un dilemma continuo, mi mette in crisi. Come faccio a sapere qual è la decisione giusta? Ogni scelta ha delle conseguenze, positive o negative, e questa totale mancanza di certezze mi rende insicuro. Mi ritrovo spesso a pensare: “E se avessi deciso diversamente? Come sarebbe andata?” Resto fermo lì, nel dubbio.
Nonno: (Prende un profondo respiro) Guardami. Io ho fatto migliaia di scelte nella mia vita. Alcune mi hanno portato gioia, altre mi hanno fatto piangere. Ma sai cosa ho imparato? Che restare fermi per paura di sbagliare è l’unico vero modo per non crescere. Scegliere non significa avere la certezza assoluta di fare bene. Significa avere il coraggio di andare avanti.
Nipote: Anche se si sbaglia?
Nonno: Soprattutto se si sbaglia. La vita mi ha insegnato che ogni scelta, giusta o sbagliata che sia, porta sempre un insegnamento. Perfino un errore si rivela utile: ti mostra la strada da non percorrere più e ti rende più forte per il futuro. Non devi scrivere il libro della tua vita tutto in un giorno. Ogni giorno facciamo scelte, piccole o grandi, e sono proprio quei piccoli bivi a costruire, passo dopo passo, la persona che sei.
Nipote: (Guarda il nonno, con lo sguardo un po’ più leggero) Quindi ogni scelta è solo… un tassello?
Nonno: Esatto. Un tassello del tuo percorso. È solo scegliendo, accettando il rischio e camminando, che imparerai a conoscere meglio te stesso e il mondo che ti circonda. Non cercare la sicurezza assoluta, non esiste. Cerca il significato. È così che darai un vero senso alla tua vita e costruirai il tuo futuro, un passo alla volta. Ora, che ne dici se ci prepariamo un caffè e ne parliamo con calma?
Nipote: (Sorride) Sì, nonno. Con calma.
A cura di Maria Felicita Blasi


